Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 7 febbraio 2010
Ynet news.com
29.01.2010

Sei anni dopo la raccolta delle testimonianze di “Rompere il Silenzio”, l’organizzazione mette in distribuzione il libretto delle testimonianze rilasciate da donne soldato che hanno prestato servizio nei Territori. I racconti contengono l’umiliazione sistematica dei palestinesi, la violenza incosciente e crudele, il furto, l’omicidio di persone innocenti e l’occultamento. Qui sono riportate solo alcune testimonianze.
“Un soldato da combattimento donna ha bisogno di evidenziarsi di più…un soldato donna che picchia brutalmente gli altri è un combattente serio…..quando arrivai c’era un’altra donna con me, lei era giunta là prima di me….tutti parlavano di quanto faccia effetto, in quanto lei umilia gli arabi senza alcun problema. Quello era il riferimento. Dovevi osservare lei, il modo che lei usa per umiliare, come li schiaffeggia, wow, lei ha schiaffeggiato veramente quel giovane.”
Venerdì, l’Organizzazione “Rompere il Silenzio” ha distribuito un libretto di testimonianze rilasciate da donne soldato che raccontano diversi casi di abuso che hanno coinvolto i palestinesi nella West Bank.
Negli anni recenti, le donne sono state coinvolte in modo crescente in combattimenti ed in operazioni sul campo nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e nelle Guardie di Confine. Tra le altre cose, queste donne soldato sono impegnate nel contatto quotidiano con la popolazione palestinese – ai blocchi stradali e nelle comunità palestinesi.
Secondo le testimonianze più recenti, molte di queste giovani donne hanno delle difficoltà a farcela con la realtà violenta alla quale esse sono esposte e nel ritrovarsi ad affrontare situazioni che contraddicono i loro valori. Alcune di loro finiscono per prendere parte ai fatti, o di chiudere un occhio su quanto accade, che anni dopo rappresenterà per loro un fardello opprimente. Come la loro controparte maschile, alcune di queste donne sentono la necessità di parlare di quanto hanno visto.
“Le ragazze hanno una maggiore difficoltà a riportare i fatti, in quanto, per cominciare, esse rappresentano la minoranza,” ha affermato la direttrice dell’organizzazione, Dana Golan.
“Ogni soldato vorrebbe dare loro una ripassata”
Nell’ambito dell’ultimo progetto, Rompere il Silenzio aveva raccolto le testimonianze di più di 50 donne soldato che avevano prestato servizio nei luoghi più disparati dei territori. Ynet in questo rapporto presenta alcune delle più significative testimonianze.
Golan ha notato che le donne soldato non erano più disponibili dei loro camerati maschi nei confronti dei palestinesi.
“Abbiamo scoperto che le ragazze cercano di essere perfino più violente e brutali dei ragazzi,” ha raccontato, “proprio per diventare come uno di quei tipi.”