Gruppi ebraici

L’UJFP : "Soutenons le peuple palestinien dans sa lutte pour la plénitude de ses droits."

Al-Oufok, 19 septembre 2011

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En 63 ans et plus de catastrophe (Naqba), le peuple palestinien vit dépossession, expulsions, discriminations, épuration ethnique... et a payé de dizaines de milliers de morts sa résistance à l’établissement d’un Etat colonial sur le territoire de la Palestine historique.

Bénéficiant d’une totale impunité de la part d’une communauté internationale qui ne fait rien pour obtenir que s’applique là le droit international et les résolutions des Nations Unies, Israël est engagé dans une annexion totale. Oslo n’a jamais initié un processus de paix, mais le gouvernement israélien découpe la Cisjordanie en plusieurs Bantoustans enfermés derrière un Mur de la honte, et inflige à la bande de Gaza un blocus meurtrier.

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Israele farà demolire una scuola?

Spettabile rabbino Di Segni

 
e per conoscenza


Ha Keillah
Comunità ebraica di Roma
Gruppo 'Martin Buber'
Campo della pace
Comunità ebraica di Milano

Settembre 2011


Egregio rabbino Di Segni,

forse sa che un'associazione di coloni ha chiesto a Israele di demolire la Scuola di gomme, costruita dall'ONG italiana Vento di terra per bambini beduini che vivono nei pressi di Gerusalemme. Se la scuola fosse demolita, i bambini dovrebbero di nuovo percorrere chilometri a piedi per entrare in un'aula; l'esito più probabile sarebbe l'abbandono scolastico.
Conoscendo il grande valore che la tradizione ebraica assegna allo studio, e il concetto talmudico secondo il quale non vi è un essere umano che abbia maggior valore di un altro, discendendo tutti da un'unica coppia, Le chiediamo di unirsi a noi nel richiedere al governo israeliano di desistere da questa impresa. Perché in Cisgiordania il governo israeliano si adopera perché vadano a scuola i bambini dei coloni, e ostacola l'istruzione dei bambini beduini? Forse perché vuole cacciarli, o costringerli a vivere nei pressi di una discarica, come i beduini Jahalin? La grande Amira Hass scrive su Haaretz che la prospettiva è proprio quella: cacciare i beduini dall'area C della Cisgiordania, e costringerli a vivere altrove.

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Re: Israel's Biggest Social Protest Demonstration Ever--some analysis

04.09.11

Dear friends of Tikkun,
I am a reader of your much appreciated messages, and I am a member of the Italian network Ebrei Contro l'Occupazione (ECO, Jews Against the Occupation). I like to add a short comment on the "March of the Million" in Israel.
We really hope that the requests for social justice of the Israelis will keep going strongly and will be successful. But I look forward to see the Israelis, and not only a minority of them, to request justice for all the inhabitants of the Land between the Jordan and the Mediterranean: Arab Palestinians and Jews and the minorities. Because Justice cannot exist if granted as a privilege to a part of humanity (in this case the Jews), and denied to the other part (in this case the Palestinian Arabs). So, we are in complete solidarity with 

Shahin Nasser, representative of the Wadi Nisnas protest tent in Haifa who said: "Today we are changing the rules of the game. No more coexistence based on hummus and fava beans. What is happening here is true coexistence, when Arabs and Jews march together shoulder to shoulder calling for social justice and peace.

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Per il riconoscimento dello stato di Palestina

20 agosto 2011

Onorevoli Parlamentari della Repubblica Italiana, Illustrissimo Presidente della Repubblica,

Abbiamo appreso con disappunto e preoccupazione (vedano:

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/news/3067-no-allo-stato-di-palestina-firmato-i-parlamentari-italiani) che più di 150 Parlamentari italiani hanno sottoscritto la petizione lanciata dall’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele contro il riconoscimento dello Stato di Palestina, atteso per il prossimo settembre alle Nazioni Unite.

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Gli «amici del Teatro della libertà» denunciano con forza il gravissimo attacco israeliano al «Freedom Theater»

Parigi, 30 luglio ’11 

La mattina del 27 luglio alle ore 3.30 una forza speciale dell’esercito israeliano ha attaccato il «Freedom Theater» a Jenin (Cisgiordania). Adnan Naghnaghiye, rettore generale del teatro e Bilal Saadi, membro del consiglio di amministrazione, sono stati arrestati e condotti in un luogo sconosciuto. Ancora il 28 luglio è ignoto il luogo di detenzione e non si hanno loro notizie.

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