Gli «amici del Teatro della libertà» denunciano con forza il gravissimo attacco israeliano al «Freedom Theater»

  • Print

Parigi, 30 luglio ’11 

La mattina del 27 luglio alle ore 3.30 una forza speciale dell’esercito israeliano ha attaccato il «Freedom Theater» a Jenin (Cisgiordania). Adnan Naghnaghiye, rettore generale del teatro e Bilal Saadi, membro del consiglio di amministrazione, sono stati arrestati e condotti in un luogo sconosciuto. Ancora il 28 luglio è ignoto il luogo di detenzione e non si hanno loro notizie.

Il direttore ad interim del teatro, il britannico Jacob Gough e il co-fondatore del «Freedom Theater», lo svedese Jonatan Stanczak sono stati minacciati al loro arrivo sul posto mentre cercavano di spiegare ai cinquanta soldati che stavano attaccando un luogo culturale e che avevano arrestato degli animatori del teatro.

Dieci giorni orsono un gruppo di otto giovani attori del «Freedom Theater» concludeva una tournée in Francia, durante la quale hanno rappresentato « Sho Kman – E cosa ancora?» una pièce teatrale che mette in scena drammaticamente e artisticamente i danni e la violenza con cui devono confrontarsi i giovani. Il pubblico, commosso e impressionato, ha potuto apprezzare il lavoro di qualità del gruppo. Il pubblica e il gruppo teatrale hanno potuto ritrovare una speranza per il futuro del «Freedom Theater».

Nabeel Al Raee, lo sceneggiatore, ha testimoniato: “Gli incontri di Grenoble sono stati molto importanti in particolare grazie agli scambi con altre compagnie. Queste hanno espresso la volontà di realizzare scambi culturali con il «Freedom Theater» con l’impegno di animare laboratori a Jenin. Il CREARC (Centre de Création de Recherche et des Cultures) [Centro di Creazione di Ricerca e delle Culture] di Grenoble ci ha invitato ai prossimi incontri internazionali. Il nostro spettacolo è stato molto applaudito, abbiamo visto scorrere le lacrime sui volti di alcuni spettatori.”

Ricordiamo i principali obiettivi del «Freedom Theater» che dà fastidio al governo israeliano che con questa azione armata cerca di distruggere.

Il «Freedom Theater» offre:

  • Ai bambini e ai giovani del campo profughi di Jenin e dei dintorni la possibilità di conoscere se stessi e avere fiducia in se stessi, cosa che consente loro di avere la forza di sfidare la realtà attuale prendendo in mano il proprio futuro.

  • Uno spazio dove bambini, adolescenti, giovani adulti e adulti della regione di Jenin possono fare gli attori e realizzare creazioni teatrali, esprimersi liberamente e immaginare nuove realtà sfidando le barriere sociali e culturali che li circondano.

  • L’opportunità di uscire dall’isolamento culturale che separa Jenin dalle altre regioni della Palestina e dal resto del mondo.

  • Offre un modo di resistenza non violenta all’occupazione, consentendo ai giovani di esistere in quanto individui, in quanto popolo e in quanto entità culturale.

 

Questo attacco è una vergogna e un crimine commesso dallo Stato israeliano che distrugge ogni speranza di libertà, attraverso il Teatro, dei giovani palestinesi di Jenin.

Il «Freedom Theater» deve continuare ad essere un luogo di resistenza culturale all’occupazione israeliana.

L’esercito israeliano deve smettere di seminare terrore nel tentativo di «cacciare» il «Freedom Theater» da Jenin e da tutta la Cisgiordania.

 

«Non c’è libertà senza conoscenza.

Non c’è pace senza libertà.

La pace e la libertà sono inseparabili» (Arna Mer Khamis)

 

Gli Amici del Teatro della libertà

Francia- 28 luglio 2011

 (traduzione di Cinzia Nachira)