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Elliot Abram's uncivil war

Is the Bush administration violating the law in an effort to provoke a Palestinian civil war?

 

Deputy National Security Advisor, Elliott Abrams — who Newsweek recently described as “the last neocon standing” — has had it about for some months now that the U.S. is not only not interested in dealing with Hamas, it is working to ensure its failure. In the immediate aftermath of the Hamas elections, last January, Abrams greeted a group of Palestinian businessmen in his White House office with talk of a “hard coup” against the newly-elected Hamas government — the violent overthrow of their leadership with arms supplied by the United States. While the businessmen were shocked, Abrams was adamant — the U.S. had to support Fatah with guns, ammunition and training, so that they could fight Hamas for control of the Palestinian government.

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Intervento di Nurit Peled - Maggio 2003

Questo pomeriggio vorrei essere qui coi miei figli per piantare un albero di pace nel bosco della madre e del bambino. Gli alberi da sempre sono stati simbolo di pace, di vita, di prosperità. In Israele noi abbiamo una meravigliosa usanza: si pianta un albero per ogni nuovo nato, e la foto di questo albero viene appesa sopra il suo letto come simbolo di vita e di speranza. Ora, oggi, in Israele, questi stessi bambini, che hanno alberi che portano i loro nomi e la cui foto decora le loro camere d’infanzia, sradicano crudelmente gli alberi dei loro vicini. Bambini ebrei e sionisti strappano, diventando soldati, gli ulivi – simbolo della pace – e distruggono le vigne – simbolo della prosperità – ai palestinesi, privandoli così di tutti i mezzi di vita, condannandoli a una morte di umiliazione e di fame.

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Bat Shalom e Nurit Peled

La nonviolenza è in cammino - Numero 1364, 22 luglio 2006

1. "Bat Shalom": Un appello
2. Nurit Peled: Contro il razzismo, per la pace e la convivenza

1. APPELLI. "BAT SHALOM": UN APPELLO
[Ringraziamo Floriana Lipparini (per contatti: Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser.) per averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente appello di Bat Shalom, un'organizzazione di donne israeliane per la pace]
Noi, che facciamo parte di Bat Shalom, un'organizzazione di donne israeliane per la pace, impegnate nel chiedere la fine dell'occupazione e una pace giusta e sostenibile, basata sulla soluzione "due stati, due popoli", giudichiamo la continua escalation dell'uso della violenza e della forza nella nostra regione come una diretta minaccia piuttosto che come una potenziale soluzione.

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Le donne invisibili di Gerusalemme Est

il Manifesto, 14 gennaio 2007
Decine di contadine ogni giorno superano il muro dell'apartheid nel cuore della notte, per sfuggire ai controlli israeliani. I loro villaggi sono stati isolati dalla barriera, ma la necessità di raggiungere la Città Santa per vendere pomodori e salvia è più forte della paura di essere arrestate
Gerusalemme - Umm Ibrahim esce di casa poco dopo le 2 di notte, quando sente avvicinarsi un vecchio Ford Transit, il furgone di suo cugino Adel. Lascia a letto i figli e il marito, disoccupato da mesi, e, prima di aprire la porta, si avvolge una sciarpa intorno al viso per ripararsi dal vento freddo di gennaio. Gran parte degli otto posti all'interno del Ford sono occupati da donne. È più o meno lo stesso gruppo di persone che nel pieno della notte lascia Nahalin, a qualche chilometro da Betlemme, e si avvia verso Gerusalemme, la meta da raggiungere, dove vendere spinaci, pomodori, salvia e tutto ciò che producono i campi coltivati del villaggio.

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Israel Wages War Against Its Citizens

Yesterday, Tuesday, January 9th, Israeli forces entered the Bedouin village of Twail Abu Jarwal in the Northern Negev for the 5th time, in order to demolish it. Large police forces, with the aid of special-task forces and with the aerial help of a helicopter, and two bulldozers demolished the entire village. 21 homes: shacks, brick rooms, and tents were destroyed . During the last battle Israel waged against the residents of this village, on Dec. 6th 2006 Israeli forces demolished 17 homes - more than half the village. But the villagers, with the help of friends and the Regional Council for the Unrecognized Villages managed to rebuild roofs over their heads, to protect them from the harsh Negev winter weather. Today, however, it seems that Israel might have won the battle - and the war - against its citizens in the Northern Negev. 
 

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