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Hadas Amit, 19, a pacifist woman CO, was sentenced today (18 Dec.) to 14 days in prison for refusing

In a letter to the military authorities, announcing her refusal to perform military service, Hadas wrote:

If I were to be recruited into the army, this would absolutely and in all respects contradict my convictions and my way in life, since violence, killing, nationalism and vandalism are not part of them. I am not willing to wear the uniform of an organisation responsible for killing and destruction, acting in a way detrimental to its environment. Every State, the State of Israel included, should act by peaceful means alone, and even if attached, not to respond with fire. In any situation, Israel's case included, it is wrong to sustain a military force trained for war and killing - this is altogether contrary to the pursuit of peace and coexistence with our neighbours in the Middle East.

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I nuovi profughi

Finché Enaya Samara, vissuta in forzato esilio per gli ultimi otto mesi, non torna al suo villaggio vicino a Ramallah, e finché Someida Abbas, bandito da casa sua 10 mesi fa, non accompagna di nuovo i figli all'asilo, non sarà possibile credere alla promessa di cambiare politica, pronunciata dell'establishment della difesa. Finché a cittadini americani, brasiliani e tedeschi, il cui cognome non è Cohen ma Abdullah, si rifiuta l'ingresso alle frontiere, sapremo che questa prassi - quella di provocare lo scioglimento di decine di migliaia di famiglie palestinesi, o di far sì che lascino le loro case ed emigrino - è ancora in atto. Questa non è una politica nuova, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Dal 1967 che Israele compie manipolazioni demografiche, che dovrebbero in effetti essere denominate 'espulsioni'. Editti militari hanno fatto sì che circa 100.000 persone perdessero lo status di residenti permanenti nei territori occupati, e che rimanessero in esilio nei Paesi in cui si erano recati per studio o per lavoro. Tali manipolazioni hanno trasformato 240.000 persone, nate in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, e che avevano lasciato i territori a causa della guerra del 1967, in nuovi profughi, facendo lo stesso per altre 60.000, che si trovavano all'estero allo scoppio delle ostilità.

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Revealed: Israel plans nuclear strike on Iran

The Sunday Times, January 7, 2007

ISRAEL has drawn up secret plans to destroy Iran’s uranium enrichment facilities with tactical nuclear weapons.

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Palestina, gli Usa investono nella guerra civile

il Manifesto, 6 gennaio 2007

Gerusalemme - Sempre più di parte, sempre più coinvolti nel conflitto interno palestinese. Gli Stati Uniti investiranno 86 milioni di dollari per aiutare il presidente Abu Mazen, rafforzando gli apparati della sicurezza dell'Anp che gli sono rimasti fedeli. A rivelarlo è stato un giornalista dell'agenzia di stampa Reuters che è entrato in possesso di un documento riservato dell'Amministrazione Usa.

Qualche mese fa era stata sempre la Reuters a riferire di un'analoga decisione presa dagli Stati Uniti in sostegno della presidenza palestinese e, di conseguenza, contro il governo del movimento islamico Hamas uscito vincitore delle elezioni di un anno fa. La notizia ha messo in difficoltà Abu Mazen perché ha offerto ad Hamas una occasione d'oro per rilanciare l'accusa al presidente e al suo entourage di «lavorare per conto degli Stati Uniti». Nel frattempo è salito a otto il bilancio di morti della battaglia che giovedì per cinque ore è infuriata, a Jabaliya, intorno alla residenza del colonnello Mohammed Ghayeb, ucciso (a sangue freddo dagli assalitori) assieme a sei guardie del corpo da militanti di Ezzedin Al-Qassam (il braccio armato di Hamas) e da agenti della «Forza di pronto intervento» costituita dal ministro dell'interno Said Siyam, uno degli uomini forti del movimento islamico. Si è aggravato anche il bilancio della sanguinosa incursione israeliana di due giorni fa a Ramallah. I morti sono diventati sei, quasi tutti giovani intorno ai venti anni, per il decesso in ospedale di due feriti.

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A coin on a darkened street

Kol Ha'ir / Hagada Hasmalit, 29 December 2006

A resident of the legendary city of Chelm was looking for a lost coin on a lighted street, under the streetlamp. He explained to passers-by that he had lost the coin on a nearby street, but it was useless looking for it there because the streetlamp there was broken and the street was dark. I first read this little story in the late lamented Weekly Word (Davar Ha-Shavua’) when I was in grade 1, and since then it has risen in my consciousness for various reasons, and especially for strange ones. This week I did not need to delve into the depths of my consciousness in order to understand the associative link. An entire state is looking for a trustworthy and effective Palestinian interlocutor and wants to endear itself to Abu-Mazen, but that affable and courteous man is not able to supply the goods. They are located, if anywhere, on the darkened street which is home to the Hamas leadership, which is also the elected government of the Palestinian people in the most democratic elections that were ever held in the Arab world.

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