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Delimitare il territorio

Lo scorso venerdì mattina, alle 6 e mezza, due auto aspettavano che i soldati aprissero il posto di blocco all'ingresso est di Ramallah; è un posto di blocco solo per diplomatici, VIP palestinesi, giornalisti, dipendenti di organizzazioni internazionali, e per coloro la cui presenza è gradita dalle autorità militari. Costringe migliaia di palestinesi che abitano nei villaggi delle vicinanze a percorrere da 30 a 60 chilometri, anziché tre o quattro: così i coloni di Beit El e Psagot, e chi risiede negli insediamenti di Migron e Givat Asaf, può comportarsi da proprietario terriero.

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A regrettable indifference

Haaretz, 06/12/2006

In Nablus, several dozen kilometers from the home of the family of kidnapped Israeli soldier Gilad Shalit, lives the family of Palestinian prisoner Said al-Atabeh, which is also following shreds of information about the status of negotiations for the release of Shalit. They are also vacillating between hope that their son will be released, and worry and anxiety.

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Forced Migration review di agosto

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  • Parte 1: come Israele tratta alcuni suoi cittadini, per il fatto che non sono ebrei
  • Parte 2: l problema del rimpatrio e delle riparazioni per i profughi palestinesi del '48
  • Parte 3: articolo sui posti di blocco

Dichiarazione del prof. John Dugard, Relatore Speciale sullo stato dei diritti umani nei Territori palestinesi Occupati

Seconda Sessione del Consiglio per i Diritti Umani 26 settembre 2006

1. I militanti politici hanno diritti, e secondo la legge sui diritti umani, e secondo quella umanitaria internazionale. Oggi questa ovvia verità è rifiutata da Israele e da alcuni stati occidentali, che dovrebbero essere più saggi. Nella cosiddetta 'guerra contro il terrorismo', questi stati, e i loro leader, ritengono che ogni atto, per quanto brutale, sia permesso; nutrono pertanto poche simpatie per gli appelli a rispettare i diritti dei militanti politici. Queste convinzioni sono così radicate che serve a ben poco cercare di persuaderli che non riescono a comprendere la legge sui diritti umani e quella umanitaria internazionale. Questo è il motivo per cui oggi non parlerò delle azioni israeliane contro militanti e politici palestinesi. Parlerò solo, invece, delle azioni di Israele contro palestinesi comuni, non militanti, non attivisti, che cercano di istruire i figli perchè vivano meglio, e di godere una vita normale. Spero che il descrivere le difficoltà che incontrano sia di pungolo alla coscienza di chi è abituato a non vedere e a non sentire quanto soffre il popolo palestinese...

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Davvero non vedete?

Haaretz, 30/8/06

 

Lasciamo da parte gli israeliani che ideologicamente sono a favore dell’espropriazione del popolo palestinese perché “dio ci ha scelto”. Lasciamo perdere i giudici che cancellano tutte le azioni militari di omicidio e distruzione. Lasciamo da parte i comandi militari che notoriamente imprigionano un’intera nazione in recinti circondati da muri, torri fortificate di osservazione, mitragliatrici, filo spinato e fari accecanti. Lasciamo da parte i ministri. Tutti loro non fanno parte del numero dei collaboratori. Loro sono gli architetti, i pianificatori, i progettisti, i carnefici.

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