Documenti

Palestina, stop alla violenza sulle donne


Come in tutto in mondo in questi giorni anche in Palestina è in corso un’iniziativa contro la violenza sulle donne. La campagna lanciata dal Programma WELOD della Cooperazione Italiana coinvolge oltre 200 organizzazioni di donne ed istituzioni. GUARDA IL VIDEO SPOT DELLA CAMPAGNA


welod
Lire la suite : Palestina, stop alla violenza sulle donne

Gerusalemme, 05 dicembre 2011, Nena News – Le Nazioni Unite definiscono la violenza sulle donne una “pandemia globale” e “la più diffusa violazione dei diritti umani”. La violenza contro le donne è fisica, sessuale, psicologica, verbale, economica. Non si ferma di fronte ad età, nazionalità, classe, cultura. Proprio per la varietà degli aspetti e dei luoghi in cui avviene, un fenomeno del genere non è facilmente quantificabile. Le stime tuttavia ci rendono un quadro inquietante: 6 su 10 donne al mondo fanno esperienza di violenza perpetrata anzitutto da uomini a loro vicini, mariti, partner, padri, fratelli, zii, cugini, e poi da conoscenti, colleghi, cognati e, solo infine, da sconosciuti.

Lire la suite : Palestina, stop alla violenza sulle donne

Video, Ramallah: scontri a Nabi Saleh


Nelle immagini la nuova giornata di lotta degli abitanti del villaggio palestinese contro il Muro che Israele sta completando nella Cisgiordania occupata e intorno a Gerusalemme est.


Gerusalemme, 03 dicembre 2011, Nena News – Ancora un venerdi’ di resistenza popolare nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, tra Gerusalemme e Ramallah (Cisgiordania), minacciato dalla costruzione del Muro israeliano. Nena News vi propone un video girato dall’attivista Israel Puterman durante gli scontri divampati ieri in questo piccolo villaggio divenuto uno dei simboli della lotta contro la barriera. Ad un certo punto gli abitanti sono stati in grado di allontanare soldati e poliziotti che, pero’, sono tornati poco dopo inondando di gas lacrimogeni Nabi Saleh. Nena News

Video

Lire la suite : Video, Ramallah: scontri a Nabi Saleh

Gaza: sale a tre bilancio morti raid Israele


La scorsa notte un missile ha ucciso un anziano e ferito sette bambini. Qualche ora prima una «esecuzione mirata» aveva ucciso due palestinesi

Sette razzi lanciati da Gaza verso il Neghev. Tensione forte anche a Gerusalemme.


raid on gaza
Lire la suite : Gaza: sale a tre bilancio morti raid Israele
Gaza, 09 dicembre 2011, Nena News – Si aggrava a Gaza il bilancio dell’escalation seguita ad una cosoddetta “esecuzione mirata” di due palestinesi compiuta ieri dall’aviazione israeliana. In uno dei tre nuovi raid aerei lanciati durante la notte, un missile ha colpito la casa di una famiglia palestinese, vicina a un centro di addestramento delle forze di sicurezza di Hamas, uccidendo un anziano e ferendo sette bambini, alcuni dei quali gravemente. L’esercito israeliano ha confermato due degli gli attacchi aerei, spiegando che sono stati effettuati in risposta al lancio da Gaza di sette razzi verso il Neghev, dove sono caduti senza provocare danni o vittime. Ieri pomeriggio Israele aveva colpito, probabilmente con un drone, un’automobile a Gaza city con a bordo due palestinesi, Issam e Subhi al Batsh, zio e nipote, appartenenti alle “Brigate Ayman Joda”, L’esplosione aveva causato anche il ferimento di quattro passanti palestinesi, tra i quali un ragazzo. Israele ha giustificato quell’attacco con «l’urgenza» di annientare una «cellula armata» che pianificava attacchi nel suo territorio. Issam al Batsh, sempre secondo il portavoce militare, in passato aveva organizzato altri attentati.  Ma una escalation ben peggiore è nell’aria. Israele da mesi segnala di essere pronto a lanciare un’operazione militare ad ampio raggio. Tra venti giorni peraltro cade il terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva israeliana «Piombo fuso» costata la vita a 1.400 palestinesi di Gaza, tra i quali centinaia di civili.

Lire la suite : Gaza: sale a tre bilancio morti raid Israele

Allarme Iraq, trasferimento forzato delle minoranze


Ad un mese dalla partenza delle truppe USA da un Paese alla ricerca di stabilità politica, le minoranze etniche e religiose subiscono intimidazioni e discriminazioni quotidiane: attacchi, rapimenti, omicidi e difficoltà nell’accedere ai servizi pubblici. Un’insicurezza che spinge molte comunità ad andarsene


sabeani
Lire la suite : Allarme Iraq, trasferimento forzato delle minoranze

Roma, 8 dicembre 2011, Nena News (nella foto, mandeani in preghiera sul fiume Tigri alle porte di Baghdad) – Trasferimento forzato, omicidi, rapimenti, discriminazione nell’accesso ai servizi pubblici. L’Iraq, a otto anni dalla caduta di Saddam Hussein e a meno di un mese dalla partenza delle truppe americane, è un pentola di violenza in ebollizione. A farne le spese le minoranze etniche e religiose, un segmento che oscilla tra il 3 e il 5% dell’intera popolazione.

Se la stragrande maggioranza degli iracheni si divide tra sciiti, sunniti e curdi, una piccola fetta di popolazione è formata da comunità di armeni, caldei, mandei, siriaci, circassi, iracheni di colore, turkmeni, ebrei, palestinesi. Comunità etniche e religiose sotto attacco, target di violenze e intimidazioni e a concreto rischio di trasferimento forzato.

Lire la suite : Allarme Iraq, trasferimento forzato delle minoranze

Siria, Razan Ghazzawi resta in carcere


Si moltiplicano le campagne telematiche per la liberazione della blogger e attivista siriana arrestata cinque giorni fa. Ma queste iniziative rischiano aggravare la sua situazione.


freerazan
Lire la suite : Siria, Razan Ghazzawi resta in carcere
Roma, 9 dicembre 2011, Nena News. Razan Ghazzawi, la blogger siriana arrestata la sera di domenica 4 dicembre mentre cercava di entrare in Giordania per presenziare a un incontro sulla libertà di stampa nel mondo arabo, si trova ora nella prigione di Adra, alla periferia nord-est di Damasco. “Un paradiso” in confronto ad altri centri di detenzione (come quelli dei servizi di sicurezza di Kafr Souseh e Mezzeh, per non parlare della prigione degli orrori di Tadmur), come ha lei stessa affermato sul suo blog Razaniyyat riguardo alla liberazione del blogger siriano Hussein Ghrer per il quale si era esposta in prima persona. Ad Adra ci vanno ufficialmente i prigionieri “civili” assieme a quelli politici, e non sembra essere, almeno a detta dei rivoluzionari e degli attivisti che ci sono stati, un luogo troppo oscuro. Si possono ricevere visite, ordinare del cibo, fare telefonate. E farsi coraggio a vicenda.

Lire la suite : Siria, Razan Ghazzawi resta in carcere