Documenti

Siria: sì agli osservatori, Fratelli musulmani stanno alla porta


Damasco accetta l’ultimatum della Lega Araba per l’ingresso degli ispettori. Bloccate le nuove sanzioni previste contro Bashar. Dietro le quinte i Paesi del Golfo sperano di liberarsi di un regime nemico e di favorire la salita al potere dei Fratelli Musulmani. E Hamas continua a tacere, spezzata da contraddizioni interne.


bashar
Lire la suite : Siria: sì agli osservatori, Fratelli musulmani stanno alla porta

Beit Sahour (Cisgiordania), 5 dicembre 2011, Nena News (nella foto, il presidente siriano Bashar al-Assad) – La Siriaaccetta la richiesta della Lega Araba e apre la porta di casa agli osservatori internazionali. Sabato il comitato ministeriale della Lega aveva concesso a Damasco altre 24 ore per permettere l’ingresso nel Paese di osservatori internazionali. Le 24 ore erano trascorse senza che il presidente Bashar al-Assad non avesse dato alcuna risposta.

Risposta che è giunta oggi per bocca del ministro degli Esteri siriano, Walid al-Moallem. In una lettera indirizzata a Nabil Elaraby, presidente della Lega Araba, Damasco dice di “rispondere positivamente” alla richiesta dell’organizzazione.

Lire la suite : Siria: sì agli osservatori, Fratelli musulmani stanno alla porta

La trappola europea

la Repubblica.it, 09 dicembre 2011

molti economisti queste cose le avevano dette subito, appena era stata decisa  -  essenzialmente da Frau Merkel  -  la ricetta di durissimi sacrifici da imporre alla Grecia per farle pagare la finanza allegra e i trucchi di bilancio degli anni passati. La punizione, però, riducendo i redditi genera recessione, la quale fa diminuire le entrate: così il saldo di bilancio peggiora lo stesso e rende necessari altri tagli, che però peggiorano la recessione... e così via fino al default. La teoria secondo cui il taglio delle spese permetterà di ridurre le imposte, e l'aspettativa che questo avvenga stimolerà gli investimenti e anche i consumi, si è rivelata per quel che è: un'illusione. Se la gente ha meno soldi spende di meno, e le imprese non investono quando la prospettiva è di consumi in calo.

Lire la suite : La trappola europea

Israel is a third-world country in denial

Lire la suite : Israel is a third-world country in denial

01.12.11

 

Every fifth Israeli lives in fear of hunger, every 10th suffers from hunger.

(...) There are people who want us to be scared by the Iranian bomb rather than by the home-grown social-welfare bomb; there are people who gladly devote themselves to this act of whitewashing and denial.

L'ordine sociale islamico

Il Manifesto, 3 Dicembre 2011

alt

SCENARI · L’analisi di Hani Shukrallah, direttore dell’edizione online di al-Ahram

L'Egitto volta pagina. I risultati della prima delle tre fasi delle elezioni legislative, dicono in modo inequivocabile che le forze islamiste, a cominciare dai Fratelli musulmani, sono le più popolari. I partiti liberali e quelli di sinistra ottengono consensi significativi ma nell'Assemblea del popolo (Camera bassa) saranno una minoranza. L'Egitto perciò si allinea a Marocco e Tunisia. Sugli scenari egiziani e regionali abbiamo intervistato l'analista e giornalista Hani Shukrallah, direttore dell'edizione online del quotidiano al Ahram.

Lire la suite : L'ordine sociale islamico

In Egitto come in Tunisia

Il Manifesto, 3 Dicembre 2011

Lire la suite : In Egitto come in Tunisia EGITTO, PROTESTE AL CAIRO A PIAZZA TAHRIR/REUTERS

IL CAIRO · Al voto, schiacciante vittoria del braccio politico dei Fratelli musulmani

L'Egitto come la Tunisia: dopo la rivoluzione, arrivano gli islamisti. A quattro giorni dalla chiusura del primo dei tre round delle elezioni parlamentari che comprendeva grandi aree urbane come Cairo, Alessandria, Damietta e Port Said, nella sede del partito «Hurreya wa Adala» (Giustizia e libertà), regna il caos. In un'attesa conferenza stampa, che si è svolta ieri sera, la commissione elettorale non è stata in grado di fornire le percentuali dei partiti.

Lire la suite : In Egitto come in Tunisia