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... e altre sanzioni Ue anche contro Tehran

Il Manifesto, 2 Dicembre 2011

Iran

Tensione alle stelle fra Iran e Occidente, in particolare l'Unione europea, dopo l'attacco di martedì contro l'ambasciata britannica a Tehran. L'Italia ha richiamato ieri «per consultazioni» l'ambasciatore a Tehran, Alberto Bradanini e i ministri degli esteri Ue, riuniti a Bruxelles, hanno duramente condannato l'attacco di martedì, definendolo un attacco «contro tutta la Ue» e minacciando «misure appropriate».

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Nuovo giro di sanzioni. Ma Assad non cede

Il Manifesto, 02 Dicembre 2011

Siria

Unione europea, Usa e Lega araba aumentano le pressioni sulla Siria, senza peraltro riuscire a fermare la spirale di violenza e la repressione del regime, che anche ieri, secondo attivisti dell'opposizione, avrebbe provocato almeno 23 morti, in diverse zone del paese ma soprattutto a Homs e Hama, epicentro della protesta.

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Iraq: Exit strategy a metà per Washington


Dopo l’annuncio di Obama della partenza definitiva dei 20mila soldati Usa, da Washington arriva una nuova proposta: lasciare a Baghdad 763 trainer civili e 157 militari.


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Roma, 02 dicembre 2011, Nena News (nella foto, il presidente statunitense Obama con i soldati di stanza in Iraq) – Una exit strategy a metà quella che Washington sta immaginando per il 2012 in Iraq. Gli Stati Uniti invieranno alla fine dell’anno 763 contractor civili e 157 militari americani per l’addestramento e la formazione delle forze di sicurezza irachene. A spiegarne le modalità è stato mercoledì scorso il tenente colonnello dell’esercito statunitense, Tom Hanson, direttore delle comunicazioni strategiche dell’OSC-I (Office of Security Cooperation – Iraq).

La notizia del nuovo impegno americano arriva in contemporanea all’ennesimo attacco nel cuore della capitale irachena: sabato una serie di esplosioni nel mercato di Baghdad e nella periferia Ovest hanno provocato almeno 15 morti. Nelle stesse ore l’ambasciatore Usa in Iraq, James Jeffrey, ha annunciato che nel corso del 2012 gli Stati Uniti spenderanno 6,5 miliardi di dollari nel Paese per garantire assistenza sia nel campo della sicurezza che in quello sociale.

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Spese militari, patrimoniale, pensioni. La sinistra va alla contromanovra

il Manifesto, 07/12/2011

SALVA ITALIA

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A Roma l'intellighenzia discute. Tronti: «Se non proviamo a fare qualcosa abbiamo già perso». Bertinotti: «Ormai capitalismo e democrazia sono incompatibili». Opposizioni dentro e fuori al parlamento. Sotto accusa l'acquisto di 131 cacciabombardieri e la decisione di non toccare i grandi patrimoni.

La reazione non è stata fulminea, ma ora le opposizioni da sinistra al governo Monti preparano le loro contromanovre. Dentro e fuori il parlamento, fin qui in ordine sparso. Ieri l'Idv alla Camera ha presentato la sua: Massimo Donadi, Augusto Di Stanislao e il senatore Pancho Pardi hanno annunciato il combattimento «fino all'ultimo emendamento perché la manovra cambi». Altrimenti il partito di Di Pietro voterà no. Lotta all'evasione, risparmiare 50 miliardi sulle spese per gli armamenti («a partire dai 18 miliardi che la Difesa ha messo in bilancio per 131 cacciabombardieri F35, che non servono a missioni di pace») e una gara per l'assegnazione delle frequenze tv «anziché darle a Rai e Mediaset gratuitamente». Gli stessi capitoli, più la patrimoniale e lo stop alla falcidia delle pensioni basse, sono alcune delle proposte che il Prc ha presentato al congresso di Napoli, lo scorso week end. Anche i verdi i preparano la mobilitazione contro le spese militari: «Pronti alla disobbedienza civile», dice Angelo Bonelli: «Perché l'Italia non fa come la Germania che ha tagliato la spesa militare di 10 miliardi?». Sulla gara per le frequenze si muove invece la sinistra Pd. 

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Futuro e F35

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 5/12/11

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Riportiamo volentieri questo articolo di Manlio Dinucci dal Manifesto di alcuni giorni fa.

(...)


(il manifesto, 3 dicembre 2011)


 Tranquilli, al futuro ci pensa il nuovo F-35
 

La crisi economica, documenta il Censis, ha colpito in Italia soprattutto i giovani, un milione dei quali ha perso il lavoro negli ultimi tre anni. Aumentano quindi le preoccupazioni per il futuro. Tranquilli, a loro e ai loro figli ci pensa la Lockheed Martin: «Proteggere le generazioni di domani – assicura nella sua pubblicità – significa impegnarsi per la quinta generazione di oggi». Si riferisce all’F-35 Lightning II, «l’unico velivolo di quinta generazione in grado di garantire la sicurezza delle nuove generazioni». 

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