I salafiti meno forti del previsto

  • Imprimer

Il Manifesto, 9 Dicembre 2011

Egitto / Elezioni

Non hanno portato bene ai leader salafiti i proclami fatti, dopo le elezioni del 28 novembre, sulla loro intenzione di imporre una «condotta islamica» alla società egiziana. I ballottaggi di inizio settimana hanno confermato il successo registrato al primo turno dai Fratelli musulmani, mentre hanno segnato una parziale battuta d'arresto per il partito salafita Nour. Dei 56 seggi in palio per la quota uninominale, i Fratelli musulmani ne hanno portati a casa 36. I salafiti solo cinque.

Fa notizia la sconfitta ad Alessandria - storica roccaforte salafita - del candidato del partito Nour, Abdel Moneim el Shahat, noto per avere proposto di coprire le statue faraoniche. In ogni caso la vittoria complessiva dei quattro partiti islamisti è fuori discussione, poiché dal ballottaggio e dalla quota proporzionale hanno incassato 117 seggi contro i 49 dei partiti laici. Intanto dopo la presentazione del governo di Kamal Ganzuri - premier sgradito ai rivoluzionari di piazza Tahrir -, il Consiglio militare delle forze armate al potere ha annunciato la nascita di un organo consultivo che farà da collegamento tra l'esecutivo e la popolazione.