Dossier

Newt Gingrich's Brilliant Insight about Palestinians

End Class Inequality, December 11, 2011

U.S. presidential aspirant, and former House Speaker Newt Gingrich recently declared that Palestinians are an "invented" people. This is a brilliant insight that lays the basis, finally, for a real solution to the Middle East conflict. Gingrich simply noted the well-known facts that Palestine, though referred to in old maps, was once part of the Ottoman Empire but not a separate nation, that after WWI and the end of the Ottoman Empire Palestine became merely "Mandate Palestine" under British rule and still not a formally separate and independent nation, and that so-called Palestinians speak Arabic, not Palestinianese, which means they are part of the Arab-speaking people (Arabs), who live in many nations and certainly do not need one more named "Palestine"; thus there is no nation of Palestine and hence no "Palestinian" people.

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L'Unesco: benvenuta Palestina

Il Manifesto, 14 Dicembre 2011

ONU - Da ieri è il 195° membro. Smacco per Israele, dove i coloni sono in rivolta

«Benvenuta Palestina nella casa dell'Unesco». Mentre, ieri a Parigi, Irina Bokova, direttrice generale dell'Unesco, pronunciava queste parole, il presidente dell'Olp Abu Mazen sorrideva soddisfatto. Annuendo felice quando Bokova ha aggiunto «l'adesione della Palestina all'Unesco sarà una grande chance per costruire la pace e la sicurezza tramite la scuola, la cultura e la scienza». Così ieri, per una volta, hanno gioito tutti i palestinesi, senza distinzioni politiche.

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Storia di un marchio politico

Le Monde diplomatique, novembre 2011

flamenco

Innocente, Flamenco francese, 1984

Classificare un partito, un deputato o una serie di misure come «di sinistra» non è una cosa automatica. Dietro questa etichetta c’è una storia il cui significato è costantemente ridefinito dalle lotte politiche.

Che vuol dire essere «di sinistra»? La domanda può sembrare ingenua, tanto l’etichetta connota l’identità delle organizzazioni politiche («la sinistra parlamentare», «un comune di sinistra») e la qualità degli individui (dall’«intellettuale di sinistra» al «popolo di sinistra»). Eppure, la divisione tra sinistra e destra non ha niente di naturale, di immutabile e neppure di necessario.

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Corsa alla terra

Corriere della Sera.it, 17 dicembre 2011

governi compiacenti aprono le porte a investitori intenzionati a fare profitto nel più breve tempo possibile, magari per produrre i lucrosi biocarburanti, con buona pace per l'Africa che soffre la fame.

La ‘lunga marcia’?

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16/12/11

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La notizia non ha fatto molto scalpore, ma il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Islanda è molto di più di un passo singolare compiuto da un piccolo paese ai margini del Vecchio Continente. Non foss’altro, dal punto di vista simbolico, perché l’Islanda fu all’avanguardia dei paesi che all’inizio degli anni Novanta decisero di riconoscere gli stati baltici all’indomani della fine dell’Unione Sovietica.

“Siamo passati dalle parole ai fatti”. È stato questo il primo commento di Oessur Skarphèdinsson, il ministro degli esteri di Reikiavik, dopo che l’Islanda ha deciso ieri di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina.

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