Riflessioni

Una manovra senza equità. Con poca crescita e molto rigore (ma non per i ricchi)

Leggi tutto: Una manovra senza equità. Con poca crescita e molto rigore (ma non per i ricchi)

6/12/2011 Versione in pdf

Mario Monti
Leggi tutto: Una manovra senza equità. Con poca crescita e molto rigore (ma non per i ricchi)

La campagna Sbilanciamoci! dà un giudizio negativo sulla manovra di correzione dei conti pubblici presentata alle Camere lo scorso 5 dicembre. Esprimiamo riserve su molte delle misure contenute nella manovra del governo Monti. Ci sono alcuni provvedimenti in parte condivisibili (dalla reintroduzione dell’ICI alla tassazione delle autovetture di lusso, dal parziale abbassamento della soglia dell’uso del contante per i pagamenti all’aumento dell’imposta di bollo sulle ricchezze mobiliare detenute nelle banche, dalla creazione di un fondo per l’occupazione giovanile alla riduzione dei costi della politica), ma l’insieme della manovra non è equa, colpisce i lavoratori, i pensionati, i cittadini, salva i grandi patrimoni e non contiene adeguate misure per la crescita e lo sviluppo.

Leggi tutto: Una manovra senza equità. Con poca crescita e molto rigore (ma non per i ricchi)

Support Prof. Marc Elllis – and tell Kenn Starr to Stand Down!

Muzzlewatch, December 1 2011

This is a guest post by Rabbi Brant Rosen, Chair of JVP’s Rabbinical Council and the Rabbi of Jewish Reconstructionist Congregation in Evanston, IL. You can follow his writings in this blog: http://rabbibrant.com/ and please sign this petition in support of Prof. Ellis.


I first read Professor Marc Ellis’ book “Toward a Jewish Theology of Liberation” as a rabbinical student back in the mid-1980s - and suffice to say it fairly rocked my world at the time. Here was a Jewish thinker thoughtfully and compellingly advocating a new kind of post-Holocaust theology: one that didn’t view Jewish suffering as “unique” and “untouchable” but as an experience that should sensitize us to the suffering and persecution of all peoples everywhere.

And yet further: Ellis had the courage to take these ideas to the place that few in the Jewish world were willing to go. If we truly believe in the God of liberation, if our sacred tradition truly demands of us that we stand with the oppressed, then the Jewish people cannot only focus on our own oppression - we must also come to grips with our own penchant for oppression, particularly when it comes to the actions of the state of Israel. And yes, if we truly believe in the God of liberation this also means that we must ultimately be prepared to stand with the Palestinians in their struggle for liberation.

Leggi tutto: Support Prof. Marc Elllis – and tell Kenn Starr to Stand Down!

Timbro di lotta e di speranza

Alias, 26 novembre 2011

Leggi tutto: Timbro di lotta e di speranza

■ ROMA, MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA ■ KHALED JARRAR ■

Quando, come, e se le Nazioni Unite decideranno per il riconoscimento della Palestina come Stato, ancora non è dato sapere. Ma il video artista palestinese Khaled Jarrar, tre anni fa, ha comunque deciso di portarsi avanti.

Nel 2008, presso la galleria di Ra- mallah Almahata, aveva preparato una specie di domanda di residen- za per la Palestina: «How to get a green card, live and work in Palestine» che ogni straniero avrebbe potuto compilare per avere l’occasione di poter trasferirsi per un po’ in West Bank. Lo dichiara lui stesso: «Era ed è un messaggio politico, per portare avanti la mia persona- le dichiarazione che Israele non ha il diritto di rifiutare l’ingresso a persone che vogliono visitare la Palestina, e neanche il diritto di rimandarle indietro. Gli israeliani possono fermare all’aeroporto chi vuole visitare i territori occupati. Credo non abbiano diritto di farlo e questo, attraverso quel progetto di permesso di residenza e green card, è stato il mio primo, forte messaggio. Gli israeliani sono gli unici che controllano i confini e a volte... l’ingresso è negato a chi vuole venire a trovarci».

Leggi tutto: Timbro di lotta e di speranza

Un'altra udienza inutile: il processo per l'assassinio di Vik a un punto morto

Il Manifesto, 6 Dicembre 2011

GAZA - Il caso del sequestro e della morte di Vittorio Arrigoni

È a un punto morto, dopo ben sette udienze, il processo davanti alla Corte militare di Gaza city che vede alla sbarra i rapitori ed assassini di Vittorio Arrigoni. Anche l'udienza di ieri non è servita a fare passi in avanti. Sono stati convocati due testimoni, uno dei quali non si è presentato. L'accusa avrebbe potuto e dovuto incalzare con domande precise l'unico testimone entrato in aula, un vigile del fuoco collega di Khader Jram, uno dei 4 imputati assieme a Tamer Hasasnah, Mahmoud Salfiti e Amer Abu Ghoula (tutti presunti membri di una cellula salafita vicina a «Tawhid wal Jihad»). Invece al testimone Abdel Razek Abu Harb l'accusa ha chiesto, di fatto, solo di confermare quanto aveva dichiarato durante le indagini. 

Leggi tutto: Un'altra udienza inutile: il processo per l'assassinio di Vik a un punto morto

The aftermath of a bombed home in Gaza

Leggi tutto: The aftermath of a bombed home in Gaza

December 9, 2011

Leggi tutto: The aftermath of a bombed home in Gaza The room in Migdad Elzalaan's home where his uncle was killed. (All Photos: Ruqaya Izzidien)

At 2am on Thursday 9 December the first of three Israeli airstrikes hit meters away from the home of Migdad Elzalaan in northern Gaza City. The attack killed Elzalaan’s uncle and injured 13 of his family members. Israeli authorities claim to have targeted a nearby military base, but the only reported casualties were civilian.

Leggi tutto: The aftermath of a bombed home in Gaza