Riflessioni

A Gerusalemme, dove sono finite le donne?

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 26 novembre 2011

Haaretz.com
14.11.2011

I pubblicitari si piegano alla pressione degli ultra-ortodossi contro le campagne di affissione “oscene”

Alla fine degli anni ’90, al tempo degli attacchi suicidi sugli autobus di Gerusalemme, il rabbino Moshe Razhminsky, attivista haredi1, aveva telefonato a Zeev Abramson, direttore generale della società di pubblicità Poster Media Israel. “Moshe, come va?” così Abramson aveva salutato l’uomo noto negli ambienti ultra-ortodossi come “presidente del consiglio nazionale per prevenire la pubblicità oscena e abominevole in Terra Santa”.

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Donne pregano di fronte a un manifesto pubblicitario nel centro di Gerusalemme

Abramson aveva avuto un rapporto lungo e complesso con Razhminsky, che conduceva una guerra implacabile alla pubblicità che ritraeva donne a suo parere svestite, e sapeva che la telefonata non annunciava buone nuove. Il Paese barcollava per il numero di vittime delle ultime esplosioni, e Abramson pensava che il rabbino mostrava buona volontà.

“Assolutamente orribile”, aveva dichiarato Razhiminsky, e Abramson aveva concordato: “E’ stato un attacco terribile.”

“No”, aveva corretto l’errore Razhminsky. “Quello che è assolutamente orribile è il manifesto con la spalla scoperta”.

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Nuova crociata contro la Siria

Il Manifesto, 6 Dicembre 2011

L'arte della guerra

Convinto della santità della causa, come all'epoca delle antiche crociate, mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha dichiarato che, di fronte alla «linea violenta» in Siria, «la comunità internazionale ha la responsabilità non solo di muoversi con delle sanzioni, come è avvenuto», ma di far sì che siano «rispettati i diritti legittimi degli individui e delle comunità minoritarie».

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Il nuovo governo alla prova dei fatti

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21/11/2011 Versione in pdf

Un discorso abile e prudente quello di Monti all’atto dell’insediamento del suo governo. Fedeltà alla BCE e ai vincoli europei, continuità con le manovre fatte da Berlusconi e Tremonti nel 2011 e alcune novità su equità sociale, tassazione della proprietà (e reintroduzione dell’ICI), attenzione a giovani e donne, ma nessuna parola sull’ambiente, sull’impoverimento del paese, sulle crescenti diseguaglianze e parole ambigue sulle pensioni ed il mercato del lavoro: un programma vago, moderato, liberista con molte carte ancora da scoprire.

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New Report Reveals: In Israel's Health Care System Covering Up Torture and Ill Treatment is the Norm

03.11.2011

New Report reveals: In Israel's Health Care System Covering Up Torture and Ill Treatment is the Norm
A new report by the Public Committee Against Torture in Israel (PCATI) and Physicians for Human Rights – Israel (PHR) based on over 100 complaints reveals that medical professionals are involved in torture and in covering it up, in violation of ethical obligations.
The report details different forms of medical community involvement such as failing to medically document torture, failing to report suspicions of detainee abuse, transmitting medical information to interrogators and returning victims to their interrogators.

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Where’s my friend?

ePalestine, December 9, 2011

Walid Abu Rass

My friend is Walid Abu Rass. He is the Finance and Administration Manager for the Health Work Committees (HWC, at www.hwc-pal.org), one of the largest community health service providers in the occupied Palestinian territory. HWC serves over 500,000 patients/beneficiaries per year! More on HWC in a second.

I had not seen Walid for a while. We are both knee deep in Palestine’s daily rat race. About two months ago, Walid and his HWC colleagues called for a meeting of their circle of friends. They sought assistance. HWC was going through some financial hard times, especially with the financial crisis in Europe, where many of their donors are based.

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