Oscenità


A Biblia
 via A. da Settimello 129
Firenze


Torino, 27 ottobre 2011

Spettabile Biblia,

faccio parte della Vostra associazione ormai da anni. Vi ero entrata per la passione per il testo biblico nata dalla frequentazione di Agape, che pure aveva fatto sì che mi iscrivesssi di nuovo all'università, per studiare laicamente le religioni.
Purtroppo da tempo riesco poco a occuparmi di Bibbia: l'intensa attività informativa nella Rete degli Ebrei contro l'Occupazione assorbe quasi tutto il tempo libero dal lavoro medico in ospedale. Mi rendevo conto, purtroppo, leggendo il notiziario, di quanto divergessero dalle mie le vostre posizioni su Israele e Palestina, ma l'ultimo numero che ho ricevuto è stata una mazzata. Mi riferisco in particolare al testo di Della Pergola (1), che mi domando tra l'altro cosa c'entri con gli obiettivi che Biblia si prefigge.

Lo scritto riportato inizia con dati storici fuorvianti. “La grande maggioranza della popolazione araba di Israele abbandonava le proprie case nel corso della guerra subito iniziata dai paesi arabi vicini”. Questa guerra iniziò il 15 maggio 1948, ma l'autore tace, non a caso, alcuni 'piccoli' particolari: che il massacro di Deir Yassin fu cinque settimane prima, il 9 aprile; che la fuga dei palestinesi da Haifa fu a fine aprile, quando la città fu cannoneggiata dall'Haganah; e che la pulizia etnica di Jaffa avvenne entro la prima metà di maggio. A Haifa, i palestinesi furono letteralmente buttati a mare, costretti a fuggire dalla città in barca (2). E questi sono solo esempi; la storia fu simile a Gerusalemme Ovest, Tiberiade, Safed e Acri. In altre parole, gli eserciti arabi intervennero a esodo iniziato, per cercare di frenarlo; mentre, fin da marzo, la dirigenza sionista cercò modi per implementarlo, impedendo il ritorno ai fuggitivi (3). La Haganah iniziò a distruggere abitazioni e villaggi arabi fin dal dicembre 1947 (4); il conte Bernadotte, che voleva il ritorno dei profughi, fu assassinato da una banda ebraica, il Lehi, e il divieto di tornare è alla base della 'ebraicità' dello Stato.
Il mio problema principale però non è storico: riguarda come il professor Della Pergola si prefigura il futuro, che, a suo parere, è augurabile consista in uno 'scambio di popolazioni'. Scrive questi – e Biblia fedelmente pubblica – di auspicare che gli abitanti palestinesi di Israele (da lui denominati 'arabi') divengano cittadini dello stato palestinese, e che 'in cambio' diventi territorio israeliano quello delle colonie (che non nomina come tali: preferisce chiamarle 'quartieri di Gerusalemme'). Tutto questo a sostegno dello Stato ebraico, la cui scomparsa, è fatto intendere nel primo paragrafo, prefigurerebbe un 'genocidio'. Significa, in parole povere, voler togliere ai palestinesi di Israele la cittadinanza di uno stato vero, in cui è riconosciuto il diritto di voto, per dare loro quella di uno Stato che più finto non si può, in cui persino il transito fra una città e l'altra è sottoposta all'imperio dell'esercito israeliano, che lo esercita in parte di persona, nelle centinaia di posti di blocco, in parte delegandolo all'Autorità Palestinese.  E in cui, dopo che nelle elezioni del 2006, universalmente riconosciute come democratiche, era stato riconosciuto maggioritario un partito, Hamas, sgradito a Israele, si era deciso di affamare gli abitanti, per punirli della loro scelto: Israele aveva arrestato i parlamentari di Hamas, trattenendo l'IVA e gli introiti doganali che avrebbe dovuto versare ai palestinesi. Dov Weisglass, consigliere del primo ministro israeliano, aveva dichiarato che, da allora in poi, i palestinesi sarebbero stati 'messi a dieta',  prefigurando così la malnutrizione a cui avrebbe condannato anche i bambini, onde meglio punire i loro genitori.
Secondo quanto si prefigura il professor Della Pergola, nello 'scambio di territori' Israele si terrebbe le colonie – costruite non a caso intorno a Gerusalemme e sopra la principale falda idrica. In questo modo, Israele potrebbe continuare ad appropriarsi dell'acqua cisgiordana, in modo che l'apporto idrico ai coloni sia da 4 a 6 volte superiore a quello concesso ai palestinesi dei villaggi vicini. (Quanto all'acqua che bevono gli abitanti di Gaza, per il 95% non è potabile. Ma Israele non se ne cura: stante che questi non sono ebrei, non permette che arrivi nella Striscia l'acqua delle falde cisgiordane, ed il materiale che potrebbe rendere potabile quella della falda costiera).

Vorrei poter credere e far parte di una qualche comunità di fede. Sfortunatamente, non mi è dato. Sono uscita dalla comunità ebraica rifiutando la separazione fra uomini e donne, motivata dalla 'impurità mestruale', e dopo aver tentato invano di far togliere la maledizione dei (giudeo)cristiani dalle preghiere quotidiane. Ora, che a Torino come rabbino capo è stato nominato un colono, capisco la mia buona stella. Mi resta il riconoscere nella Bibbia un testo che è stato fonte di ispirazione nei secoli. Ricordo, in particolare, il 'Non maltratterai lo straniero e non l'opprimerai, perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto.
Non affliggerete la vedova,ne' l'orfano. Se in qualche modo li affliggi, ed essi gridano a me, io udrò senza dubbio il loro grido' (Es. 22, 21ss.).
'Vi sarà una sola legge per tutta la comunità, per voi e per lo straniero che soggiorna in mezzo a voi; sarà una legge perenne, di generazione in generazione; come siete voi, così sarà lo straniero davanti al SIGNORE. Ci sarà una stessa legge e uno stesso diritto per voi e per lo straniero che soggiorna da voi' (Num. 15, 15s.). Lo Stato di Israele ed i suoi sostenitori questo dimenticano. Nel 1967 l'esercito buttò giù le case palestinesi davanti al Muro del Pianto per permettere lì gli inchini di ortodossi e ultraortodossi. Quando lo Stato ebraico ha deciso di costruire un altro Muro ha divelto gli olivi palestinesi incontrati sul percorso, scordandosi dell'esplicito precetto biblico contro lo sradicamento degli albero da frutto. Dimentica persino il 'Non desiderare il campo del tuo vicino' nominato nel decimo comandamento, la cui cancellazione dalla memoria ha presieduto al creare le colonie, per soli ebrei, su terra palestinese confiscata.
Se l'onore idolatrico reso al Muro del Pianto, alle tombe 'di Abramo e Sara' e 'di Rachele' mostra quanto si è scordato il divieto di farsi dèi con le proprie mani, il problema principale è che i numerosi seguaci dell'idolatria nazionalistica rendono onori quasi divini allo Stato di Israele. Dio, racconta la Genesi, aveva fatto l'uomo (non l'ebreo, e non uno Stato) a sua immagine e somiglianza; in ogni discendente di Adamo, non in altro, dovremmo vedere l'immagine di Dio.
In questo senso si esprimono talvolta i Rabbini per i diritti umani e Amira Hass (5). Il professor Della Pergola, che inorridirebbe se un qualunque Stato prospettasse il togliere la cittadinanza ai cittadini ebrei, mostra pure quanto ha scordato il celebre detto attribuito a Hillel, 'Non fare agli altri...' (6).
Biblia potrebbe trovare ispirazione nei racconti biblici, che dettagliano come i veri profeti fossero minoranza, e cari al potere, invece, i numerosi falsi profeti. Ma nel suo notiziario dà voce a un fedele sostenitore dello Stato e del governo di Israele, passando sotto silenzio chi si esprime per la pace e la coesistenza.

Pazienza. Credo di aver fatto quel che potevo. Da ora in avanti, penso che rinnovare l'iscrizione sia superiore alle mie scarse forze.

In fede

                        Paola Canarutto

 

Note

1) Vedi http://www.google.it/url?q=http://www.biblia.org/index.php/archivio/documenti/doc_download/129-n3-ottobre.html&sa=U&ei=dQyoTpOcFMrY4QSW07n2Dw&ved=0CBIQFjAA&usg=AFQjCNEldiz0jFQc2UPy5uRbCDHSC78-dA

2) Benny Morris, The Birth of the Palestinian Refugee Problem, Cambridge University Press, 2004, pp. 191, 200

3) Idem, pp. 312-340

4) Idem, p. 343

5) Haaretz, 08.08.11

6) bShab 31a