Movimento dell'acqua: in Palestina "assetati di giustizia"

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28 novembre 2011

E' molto tempo che ai palestinesi sono negati i più basilari diritti. Uno tra questi è il diritto all’acqua. L’acqua è simbolo di vita ed è proprio per questo che state manifestando in Italia. 

Israele preleva per i propri consumi quasi il 90% dell’acqua dai Territori Occupati, sottraendola all’uso della popolazione palestinese.

Il risultato è che le comunità palestinesi restano giorni e anche settimane senza acqua, soprattutto nei torridi mesi estivi, mentre a pochi metri di distanza gli insediamenti illegali dei coloni ebrei, hanno giardini lussureggianti, piscine e accesso senza limite all’acqua.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda che ogni cittadino abbia almeno 100 litri di acqua al giorno per uso domestico e igiene personale. Ma i cittadini palestinesi hanno accesso a soli 50 litri e molti anche a meno, mentre invece gli israeliani ne consumano fino a sei volte di più del loro fabbisogno.

La condizione dei villaggi  palestinesi che si trovano isolati all’interno dei Territori Occupati è anche più difficile, perché devono comperare l’acqua per poi conservarla in serbatoi che Israele demolisce.

Questo rende la situazione estremamente precaria, tanto da costringere molte famiglie a lasciare le loro case perché l’acqua disponibile non è sufficiente a garantire loro la sopravvivenza.

A Gaza il 95 % dell’acqua è inutilizzabile per il consumo umano, perché troppo inquinata.

L’assedio da parte di Israele impedisce ai gazawi di procurarsi fonti alternative e questo contribuisce al diffondersi di gravissime malattie, soprattutto tra i bambini. 

Se non si interverrà con urgenza, la falda idrica sotterranea di Gaza, che resta l’unica fonte di acqua per quell'1,6 milioni di persone che abitano la Striscia, collasserà. 

L’assedio di Gaza impedisce anche il trattamento delle acque reflue, per cui ogni giorno 80 milioni di di acqua di fognatura vengono riversati direttamente nel Mediterraneo. E questo fa sì che anche le spiagge della Striscia, uno dei pochi posti dove la gente può avere un po’ di sollievo, siano talmente inquinate da mettere a rischio la salute pubblica.

Salutiamo i nostri compagni e le compagne italiane che si sono uniti alla Campagna “Thirsting for Justice”-  “Assetati per la giustizia” che recentemente è stata lanciata in Palestina.

L'obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza di tutte le persone sul fatto che ai palestinesi è negato il diritto all’acqua e alla salute, e sulla necessità di fare pressione sui governi e sull’Unione europea affinché Israele sia chiamato a rispondere per le sue persistenti violazioni del diritto internazionale.

Vi chiediamo di approfondire la vostra conoscenza sulla situazione dei palestinesi e di comprenderci all'interno della campagna contro la privatizzazione dell’acqua che continuerete nei prossimi mesi.

I palestinesi sono 'assetati di giustizia' e voi potete avere un ruolo accanto a noi.

Grazie per il vostro supporto.        
 

*Zyad Lunat è il coordinatore della campagna palestinese sull'acqua "Assetati di Giustizia". Questo intervento è stato letto in occasione della manifestazione italiana contro la privatizzazione dell'acqua del 26 novembre.

28 novembre 2011

http://www.osservatorioiraq.it/movimento-dellacqua-in-palestina-assetati-di-giustizia

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