Gerusalemme

Video: battito di speranza per la Palestina


Il PCRF porta a Gerusalemme Est medici per curare bambini affetti da malattie gravi. Le restrizioni imposte da Israele impediscono l'accesso alla città santa. E mentre gli ospedali palestinesi perdono pazienti, quelli israeliani si arricchiscono. Guarda il video

 

Beit Sahour (Cisgiordania), 17 dicembre 2011, Nena News – Un progetto internazionale per salvare i bambini palestinesi affetti da cardiopatie e difetti congeniti al cuore. E per tentare di superare gli ostacoli che l’occupazione militare israeliana impone al diritto alla salute nei Territori Occupati.

È l’obiettivo dell’organizzazione Palestine Children’s Relief Fund, fondata vent’anni fa nell’intento di fornire cure specializzate ad un Paese privo di infrastrutture e sotto lo stretto assedio militare israeliano. A sostenere il progetto, team di medici e chirurghi specializzati provenienti da tutto il mondo. Italia, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna.

Il bisogno non manca: sono oltre 600 i bambini palestinesi che ogni anno nascono con problemi al cuore. E che oggi hanno un solo riferimento: l’ospedale Makassed a Gerusalemme Est, cuore della Palestina occupata. Tra le squadre di medici che ogni anno arrivano in missione nella futura capitale palestinese c’è il team del dottor Stefano Luisi, dall’ospedale Pasquinucci di Massa. “Vengo in Palestina dal 2007, questa è la mia 18esima missione. Per il terzo anno consecutivo il team gode dei finanziamenti del progetto della Regione Toscana PIR, fondi che giungono da diversi sponsor: l’ospedale di Massa, i comuni di Pietrasanta e Seravezza, la provincia di Massa Carrara, la Croce Verde di Viareggio, il CEIS di Lucca e l’associazione ARAS di Carrara”.

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