Politiche israeliane

Settler body had no issue with anti-Semitic motifs in anti-left video

Haaretz, Feb. 18, 2015

The Jew, in an image from an animated video released by the Samaria Residents Council
The Jew, in an image from an animated video released by the Samaria Residents Council

 

The Samaria Residents Council receives roughly 1.2 million shekels ($300,00) per year from the Samaria Regional Council, which constitutes 90 percent of its budget. After the cartoon was published, the Samaria Regional Council stated that it did not agree with the content of the clip. Before it was released, however, the cartoon was presented to the heads of the regional council, who had no issues with the anti-Semitic motifs.

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ISRAELE. Una colata di cemento elettorale

27 feb 2015

Boom di appalti per case per coloni nei Territori. Intanto il premier israeliano si prepara a volare al Congresso per attaccare l’accordo sul programma nucleare iraniano voluto da Obama.

 – il Manifesto

Gerusalemme, 27 febbraio 2015 – Il governo israeliano conta di costruire in Cisgiordania 48 mila dei 279 mila appartamenti previsti dai progetti che tiene pronti nei cassetti. Altre 15 mila unità abitative saranno edificate nella zona araba (Est) di Gerusalemme, non certo per gli abitanti palestinesi.

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ISRAELE. Lieberman: “Pena di morte per i terroristi palestinesi”

20 feb 2015

Il ministro ultranazionalista degli Esteri israeliano pubblica un controverso post su Facebook in cui chiede la pena capitale per i prigionieri politici palestinesi nelle carceri di Tel Aviv. Una trovata elettorale per il suo partito, Yisrael Beitenu, in calo nei sondaggi

Roma, 20 febbraio 2015, Nena News – Introdurre un disegno di legge per giustiziare i prigionieri politici palestinesi in Israele. E’ l’ultima proposta-shock del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, che sulla sua pagina Facebook qualche giorno fa ha postato una foto in cui si vede un probabile detenuto palestinese con le mani alzate e colorate di rosso con il titolo: “Pena di morte per i terroristi”.

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L’odissea dei Corrie: la Corte Suprema rigetta l’appello per la morte di Rachel

Ieri l’Alta Corte israeliana ha ribadito quanto sentenziato dal tribunale di Haifa: l’attivista dell’Ism schiacciata da un bulldozer morì per un “tragico incidente”. Nessuna colpa dell’esercito, la sola responsabile fu la giovane

Gerusalemme, 13 febbraio 2015, Nena News – La magistratura israeliana dice ancora no alle richieste di giustizia della famiglia Corrie. Ieri si è svolto l’ultimo atto di una tragedia lunga 12 anni, dell’odissea dalla quale i due genitori, Cindy e Craig, cercano di uscire con in mano qualcosa che dia dignità alla morte della figlia.

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Malak è libera

14 feb 2015

Ogni anno in Cisgior­da­nia Israele arre­sta tra i 500 e i 700 ragazzi pale­sti­nesi. Mino­renni che ven­gono giu­di­cati dalle corti mili­tari a dif­fe­renza di ciò che accade in Israele dove un ragazzo è pro­ces­sato e giu­di­cato, anche per reati gravi, dai tri­bu­nali per minori.

– Il Manifesto

Ramallah (Cisgiordania), 14 febbraio 2014, Nena News  - Malak al Kha­tib, 14 anni, ieri ha ritro­vato il calore della sua fami­glia. Uscita dal car­cere, è stata lasciata dalle auto­rità israe­liane a un posto di blocco nei pressi di Tul­ka­rem, dove ha tro­vato ad acco­glierla amici e parenti. Abbracci, qual­che lacrima, final­mente è tor­nata a sor­ri­dere. La ragaz­zina pale­sti­nese è salita su di un’auto che l’ha por­tata al suo vil­lag­gio, Bei­tin, vicino Ramal­lah, dove è stata festeg­giata per ore. Per la legge che l’esercito israe­liano applica nella Cisgior­da­nia occu­pata, Malak non è poco più di una bam­bina. E’ una ter­ro­ri­sta. La ragaz­zina era stata arre­stata il 31 dicem­bre. Lan­ciava pie­tre alle auto dei coloni israe­liani che tran­si­ta­vano non lon­tano da casa sua. In tasca, ha detto la pro­cura mili­tare, aveva un col­tello che forse pen­sava di usare. I giu­dici l’hanno con­dan­nata a due mesi di pri­gione e a pagare una multa salata. «Ha con­fes­sato», comu­nicò poco dopo l’arresto una por­ta­voce mili­tare. Il padre rispose che «Una 14enne cir­con­data da sol­dati e messa sotto pres­sione con­fessa tutto ciò che si vuole».

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