Gaza

Farmers forced to stop growing strawberries in Gaza

The Electronic Intifada

Beit Lahiya, 3 February 2015

With its soft sandy soil, plentiful sunshine and an adequate supply of water, northern Gaza has the right conditions for growing strawberries.

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REPORTAGE. Gaza, gli ospedali sei mesi dopo “Margine Protettivo”

12 feb 2015

L’offensiva militare israeliana ha lasciato la maggior parte degli ospedali in uno stato di emergenza giornaliera.  Un percorso tra storie e bisogni.

foto e testo di Federica Iezzi

Gaza City, 12 febbraio 2015, Nena News – “Dove va?” “Gaza”. E da allora si entra in una spirale infinita di controlli, domande, interrogatori, ispezioni, visite in uffici reconditi degli aereoporti, colloqui poco graditi con la polizia di frontiera. Come un pacco postale vieni spedito a destra e sinistra, sopra e sotto scale mobili e ascensori, dentro e fuori stanze e terminal, fino a che non riesci quasi accidentalmente ad uscire da un assurdo turbine di esaltazione e follia. E’ così che ha inizio il nostro viaggio negli ospedali massacrati da Margine Protettivo, l’ultima offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza.

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The Gaza Strip, December 2014: Life amidst the ruins

B'Tselem, December 2014

A-Zanah region, east of Khan Yunis, 4 December 2014
A-Zanah region, east of Khan Yunis, 4 December 2014

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VIDEO. Shajaye quattro mesi dopo il massacro di Gaza

19 dic 2014

Il 20 luglio 2014 Israele lancia l’offensiva via terra contro la Striscia, 12 giorni dopo l’inizio di “Margine Protettivo”. Nell’obiettivo di allargare la zona cuscinetto a est, l’esercito israeliano lancia una serie di raid contro le comunità alla frontiera. 

Shajaye, Gaza City, 19 dicembre 2014, Nena News – Il 20 luglio 2014 Israele lancia un’offensiva via terra contro la Striscia di Gaza, a 12 giorni dall’inizio dell’operazione “Margine protettivo”. Nell’obiettivo di allargare la zona cuscinetto a est, l’esercito israeliano lancia una serie di raid contro le comunità alla frontiera. Tra queste il quartiere Shajaye di Gaza City, 100mila residenti.

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The hummus in Oslo is good, but for Gazans the aftertaste is bitter

Haaretz, 09.02.2015

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Amer said his entire family remained in Gaza, and the two more recent Gazan arrivals in Norway, also born in refugee camps, were amazed.

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