Studenti palestinesi bloccati a Gaza. La speranza disattesa

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26 feb 2015

Il diritto alla libertà di movimento continua ad essere negato, all’interno degli stessi territori palestinesi, lo sanno bene gli studenti di Gaza impossibilitati a spostarsi per motivi di studio dalla Striscia alla Cisgiordania

AGGIORNAMENTO

BANKSY A GAZA

Il noto writer britannico Banksy è stato a Gaza per dipingere quattro graffiti e girare un video di due minuti, ora sul suo sito.  L’artista ironicamente invita a ”scoprire Gaza, una nuova destinazione fuori dai circuiti turistici che gli abitanti amano così tanto da non lasciarla mai e sono sorvegliati da ‘vicini amichevoli”’.  Il primo graffito, ispirato a “Il pensatore” di Auguste Rodin, è stato realizzato sui resti di un muro e si intitola ‘Bomb damage’, in un altro murale si scorgono bimbi su una giostra e nel terzo una gatta con un vistoso fiocco roso al collo che ”dice al mondo che si sta perdendo la bellezza della vita”. Una scritta di colore rosso su un muro bianco infine afferma: ”Se ci disinteressiamo del conflitto tra i forti e i deboli, ci mettiamo dalla parte dei forti, non siamo neutrali”.

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Roma, 26 febbraio 2015, Nena News – A differenza di quanto era stato annunciato il 18 febbraio in un documento del Coordinatore Israeliano delle Attività di Governo nei Territori (COGAT), Israele non rilascerà a 50 studenti di Gaza il permesso per andare a studiare in Cisgiordania. Ad annunciarlo è la Ong israeliana Gisha, che si batte per la difesa della libertà di movimento dei palestinesi.

La sera dello stesso giorno, il COGAT ha infatti contattato Gisha comunicando che vi era stato un “errore amministrativo” nel documento sulle condizioni per il rilascio dei permessi (Closure Permissions Status), e che, al contrario di quanto vi era stato pubblicato, nessun permesso sarebbe stato rilasciato agli studenti per viaggiare dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania. Il documento del Cogat include dettagli sulle restrizioni al movimento di beni e persone da e verso i territori palestinesi. Rimosso dalla rete, esso dichiarava che il Cogat avrebbe permesso a studenti di Gaza di uscire dalla Striscia per andare a studiare in Cisgiordania per la prima volta dall’anno 2000.

Da allora Israele nega i permessi agli studenti che rappresenterebbero una minaccia alla sicurezza dello stato ebraico e il permesso a viaggiare sarebbe in contrasto con la “politica di separazione”.

Le autorità israeliane continuino a non voler considerare quanto sia di vitale importanza la connessione tra Gaza e la Cisgiordania soprattutto alla luce del deterioraramento delle condizioni di vita della Striscia a seguito dell’ultima offensiva militare “Margine Protettivo” dell’estate scorsa, e continuano ad applicare una punizione collettiva su un’intera popolazione.

Da otto anni consecutivi il rigido blocco israeliano colpisce le condizioni economiche e sociali dei palestinesi di Gaza, a cui viene tuttora negato il diritto a muoversi per recarsi ai luoghi sacri a Gerusalemme e Betlemme, a famiglie viene impedito di visitare parenti in Cisgiordania o viceversa. Soltanto ad un numero limitato di persone viene concesso il permesso, tra queste, pazienti in condizioni di salute critiche, parenti di prigionieri, giornalisti e lavoratori internazionali. Le procedure per ottenere i permessi sono molto severe e il modo in cui i palestinesi vengono trattati quasi sempre umiliante.

Una situazione davvero difficile da sostenere per i giovani palestinesi che sempre più spesso vedono nel valico di Rafah, tra Egitto e Gaza, l’unica via di uscita, che per di recente ha avuto una apertura limitata a causa delle restrizioni imposte dal Cairo a seguito dei frequenti attacchi nel Sinai da parte di miliziani del Wilaya Sinai (affiliato all’Isis) contro postazioni militari egiziane.

Spesso gli studenti della Striscia tentano di conseguire borse di studio presso università europee e aspettano mesi prima di poter ottenere un visto o nell’attesa di poter attraversare il valico. A questi giovani, con il pretesto delle “misure di sicurezza”, di fatto viene negato il diritto a proseguire gli studi. Nena News

 

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