Politiche palestinesi

GAZA. Chi è dietro gli attentati contro l’alleanza Fatah-Hamas?

08 nov 2014

Chi ha concepito e realizzato gli attentati di ieri, ha voluto colpire in un momento delicato a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. L’ala militare di Hamas guarda con sospetto a un’alleanza con i rivali di Fatah, ma anche il governo Netanyahu ha interesse a rompere il patto.

 Il Manifesto

Gerusalemme, 8 novembre 2014, Nena News – Può ritenersi soddisfatto chi da mesi lavora contro la riconciliazione tra Fatah e Hamas. La dozzina di attentati intimidatori compiuti ieri poco dopo l’alba contro automobili, abitazioni e proprietà di dirigenti del partito guidato dal presidente Abu Mazen e contro il palco allestito per la commemorazione di Yasser Arafat, ha avuto l’effetto sperato da chi ha pianificato l’attacco. I vertici di Fatah e dei servizi di sicurezza dell’Anp puntano l’indice contro Hamas. Sostengono che il movimento islamico, che controlla Gaza dal 2007, non poteva essere all’oscuro di un attacco ampio, preparato con cura da mani esperte. La tesi è fondata, tuttavia Fatah ne fa un uso strumentale, pur sapendo che i leader politici del movimento islamico non possono aver ordinato attentati che politicamente mettono sotto pressione proprio Hamas.

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Marwan Barghuthi: “Sì alla resistenza armata contro Israele”

7 giorni di isolamento per il carismatico esponente di Fatah che, in una lettera pubblicata ieri, aveva esortato i palestinesi alla lotta armata contro lo stato ebraico. Continua il duro scambio di accuse tra Tel Aviv e Ramallah. Un sondaggio, intanto,  mostra come la maggioranza degli israeliani sostenga la ripresa dei negoziati di pace. 661 figure pubbliche israeliane esortano il parlamento danese a votare per il riconoscimento dello stato di Palestina.

AGGIORNAMENTO ORE 15:50

Poco fa è arrivata la risposta delle autorità israeliane alla lettera di Barghuthi : 7 giorni di isolamento (a partire da oggi) per il noto esponente di Fatah per aver “istigato alla violenza” e per aver esortato a tagliare i legami con Israele. Barghuthi, detenuto nel carcere israeliano di Hadarim, ha ricevuto anche una multa.

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Analysis | Palestinians in no hurry to end security coordination with Israel

Haaretz, 13.11.14

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“People look at this, as if the Palestinian Authority, through its security forces, is an executive arm of Israel’s security forces, but they need to remember that every step that relates to day-to-day life contains an element of security cooperation,” [Abbas] said. “Ultimately, the entire PA is based on security coordination. Scrapping or halting it would mean that the PA as a government arm had ceased to act and would be turning in the keys to the Israeli government. Therefore a decision like this is not just a matter of stopping the meetings between intelligence chiefs or with the [Israeli] Coordinator of Government Activities in the Territories.”

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GAZA. Bombe contro le case dei leader di Fatah

07 nov 2014

Sale la tensione nella Striscia: stamattina 10 esplosioni hanno colpito le abitazioni di membri di Fatah e il palco per la cerimonia di commemorazione di Arafat. Hamas condanna l’atto, ma il premier Hamdallah cancella la visita prevista per domani.

AGGIORNAMENTO ore 15.30 – I SERVIZI DI SICUREZZA DELL’ANP ACCUSANO HAMAS

Il portavoce dei servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese, Adnan al-Damiri, ha pubblicamente accusato Hamas di essere responsabile delle bombe che stamattina hanno colpito dieci case di leader di Fatah: le armi e gli esplosivi – si legge nel comunicato dei servizi – sono sotto il controllo di Hamas ed è improbabile che il movimento islamista non fosse a conoscenza degli attacchi.

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PALESTINA, coloni uccisi nel 2001, è l’ANP a dover pagare

07 ott 2014

 Secondo il giudice Ramallah è “indirettamente responsabile” per il loro omicidio. “Responsabilità indiretta” che non esiste quando a commettere i crimini sono israeliani.

Roma, 7 ottobre 2014, Nena News - L’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) è “indirettamente responsabile” per l’omicidio di tre coloni avvenuto nel 2001 in Cisgiordania da parte di alcuni uomini palestinesi e per questo dovrà risarcire la famiglia delle vittime. E’ la sentenza emessa il 22 settembre scorso da un tribunale di Gerusalemme, che ha stabilito che la colpa ricadrebbe su chi ha trasferito armi e soldi agli autori del delitto in quanto autorità statale preposta al controllo del proprio territorio.

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