Siria

Ban Ki Moon: “Subito a Ginevra”

04 mar 2014

Il Segretario Generale dell’Onu invita il regime di Damasco e l’opposizione siriana a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative. Il regime accusa Tel Aviv di rafforzare i ribelli, Riyad ordina il ritorno dei combattenti sauditi in patria mentre dall’Aia il diplomatico olandese Kaag rassicura: “per giugno tutto l’arsenale chimico di al-Asad sarà distrutto”.

Lakhdar Brahimi, Ban Ki Moon

Roma, 4 marzo 2014, Nena NewsIl Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha sottolineato ieri la necessità di rilanciare il processo di pace siriano invitando Damasco a ritornare al tavolo delle trattative di Ginevra con un“atteggiamento più costruttivo”.

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Siria/Libano, tra raid aerei israeliani ed escalation della guerra civile

27 feb 2014

I soldati siriani ieri hanno teso una trappola a un folto gruppo di combattenti anti-Assad nei pressi di Utayba, a Ghouta Est, non lontano da Damasco. Il numero degli uccisi varia tra 132 e 175. Dall’inizio dell’anno circa 3.300 persone sono rimaste uccise nella faida tra forze qaediste nel nord del Paese. Imminente l’offensiva dei ribelli da sud. Hezbollah annuncia ritorsione ad attacco aereo israeliano

Roma, 27 febbraio 2014, Nena News – Non conosce soste la guerra civile siriana, con un bilancio di centinaia di morti al giorno, molti dei quali civili innocenti.  L’esercito governativo e le milizie alleate, a cominciare da quelle libanesi di Hezbollah, si dice pronto a contrastare l’offensiva che starebbero per lanciare le formazioni jihadiste e ribelli che operano nel sud del Paese e che, attraverso la frontiera con la Giordania, starebbero ricevendo armi pesanti e aiuti.

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'Eating grass to survive' in besieged Homs

27 January 2014

The Old City of Homs has been under siege since 2012
The Old City of Homs has been under siege since 2012

 

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When a person is injured, all we can do is pray to God to alleviate his pain”

Baibars Altalawy

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GIORDANIA. La dura vita dei rifugiati siriani

17 feb 2014

Alloggi precari, alto costo della vita e lavori in nero di bassa manovalanza. La drammatica situazione degli oltre 600mila profughi siriani in Giordania e nel campo di Zaatari.

 

Il campo profughi di Zaatari (Foto: Anna Clementi/Nena News)

Roma, 19 febbraio 2014, Nena News – Dall’alto Zaatari sembra estendersi oltre la linea dell’orizzonte. Tende e caravan si susseguono all’infinito e il geometrico reticolato di strade e stradine sembra non avere mai fine. Zaatari, il secondo campo profughi più grande al mondo e la quarta città più popolosa di tutta la Giordania, è stato costruito a luglio 2012 per ospitare i rifugiati siriani e oggi ha una popolazione di più di 80.000 persone (dati ONU).

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Reportage dalla Giordania

febbraio 2014

La terribile situazione dei profughi siriani in Giordania, presso i cosiddetti “campi informali”, luoghi non riconosciuti dallo Stato giordano.

La Giordania, la cui popolazione di 6,3 milioni è per il 60 % di origine palestinese, ospita oggi oltre 600 mila rifugiati siriani.
“I campi spontanei sono dissimulati nel paesaggio, come un tempo lo furono i campi beduini. Non si conosce il loro numero, ma sono in costante aumento. I “richiedenti” mostrano con orgoglio una tessera Un, cui è legata la sopravvivenza, la razione di cibo quotidiana. La maggioranza delle tende esibisce l’azzurro logo Unhcr, ma molte sono cucite alla buona con sacchi di juta. Quanti si sono allontanati dalla provincia ove si sono registrati hanno perso il diritto ai servizi medici e scolastici. I “richiedenti” sono tollerati dal governo, che tuttavia ne ostacola con determinazione il radicamento.”
Massimo Annibale Rossi, presidente Vento di Terra.

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