Siria

Israel’s Lobbyists Pushing Hard for another War in the Middle East

The Palestine Chronicle, Sep 8 2013

Kristol: ‘Is President Obama going wobbly on Syria? No. He’s always been wobbly on Syria.'
Kristol: ‘Is President Obama going wobbly on Syria? No. He’s always been wobbly on Syria.'

 

Who wants this war: who could want it?  Who could even think of avenging the dead by calling for more killing?

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Israel lobby strongly supports attack on Syria

September, 4, 2013

 

Haaretz reports: The American Jewish establishment jumped off the fence on Tuesday and came out in full support of Congressional approval of President Barack Obama’s plans to launch a military strike against Syria’s chemical weapon capacity.[...]

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Iran, not Syria, is the West's real target

The Independent, 30 August 2013

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 the cruise missiles which we confidently expect to sweep onto one of mankind’s oldest cities have absolutely nothing to do with Syria. 

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L'ansia dei cristiani della Siria

 

I cristiani siriani credevano di subire di meno i contraccolpi della guerra civile. Le cose sono andate in modo molto diverso

 

10 settembre 2013

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Roma, 10 settembre 2013, Nena News - Tra previsioni incerte e scenari apocalittici, nella regione c'è una parte della popolazione che è sicura di una cosa: "Il primo razzo lanciato sulla Siria sarà la fine dei Cristiani in questo paese. Verranno massacrati oppure deportati". Siamo in un monastero cristiano del Monte Libano, a 20 chilometri da Beirut, quel paese dei Cedri in cui a lungo i cristiani - prima la sua chiesa maronita, poi i suoi partiti politici - hanno desiderato, chiesto alla Francia e infine tentato di prendere con le armi una nazione tutta per loro.

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Siria, il silenzio furioso di Bibi

 

Netanyahu accoglie male il sì di Obama alla proposta russa. Lieberman minaccia un intervento israeliano in solitaria. Delusi anche i Paesi del Golfo.

 

11 settembre 2013

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- Il Manifesto

Gerusalemme, 11 settembre 2013, Nena News - Netanyahu tace sul «sì» di Barack Obama al piano russo per il controllo internazionale delle armi chimiche siriane, così come aveva taciuto dopo la decisione presa dal presidente Usa di richiedere l'autorizzazione del Congresso a un attacco americano alla Siria. Ma è un silenzio che dice più di tante parole e che ben rappresenta l'insoddisfazione del premier israeliano (e del suo governo) per quella che considera la linea "soft" di Obama verso i «nemici dello Stato ebraico».

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