Siria

Sulla pelle dei profughi

il Manifesto, 4 settembre 2013

Mentre tutto sembra sospeso, iniziano gli anticipi di guerra con «manovre» degli Stati uniti e di Israele che lanciano nel Mediterraneo due missili. Scherzano col fuoco e avvertono.

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La guerra che verrà

 

Il Parlamento siriano scrive al Congresso: "Dite no alla guerra". Nessuno pero' si illude, Barack Obama e' fermamente intenzionato ad attaccare la Siria.

 

7 settembre 2013

Navi russe nel porto siriano di Tartus (foto wordpress.com)
Navi russe nel porto siriano di Tartus (foto wordpress.com)

 - Il Manifesto

Roma, 7 settembre 2013, Nena News - La frattura emersa al G20 accorcia ulteriormente i tempi della guerra di Barack Obama alla Siria e i parlamentari di Damasco si rivolgono ai loro colleghi americani. «Vi chiediamo di non prendere misure irragionevoli, dal momento che avete il potere di spingere gli Stati Uniti ad abbandonare la via della guerra per quella della diplomazia», ha scritto il presidente del Parlamento siriano Jihad al Lahham ai deputati americani, in vista di un voto del Congresso atteso a partire dal 9 settembre. Le speranze che l'appello sia accolto sono minime, di fatto nulle. Gli abitanti di Damasco perciò continuano a scappare verso Libano e Giordania temendo i bombardamenti.

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Il grande esodo siriano

 

Da giovedì oltre 20mila profughi siriani sono entrati in Iraq, mettendo ulteriormente a rischio un Paese instabile. Damasco si riprende Latakia.

 

20 agosto 2013

Rifugiati siriani entrano nel Kurdistan iracheno (Foto: Safin Hamed/AFP/Getty Images)
Rifugiati siriani entrano nel Kurdistan iracheno (Foto: Safin Hamed/AFP/Getty Images)


Roma, 20 agosto 2013, Nena News - Un esodo senza precedenti quello in corso da giorni verso il Kurdistan iracheno: secondo le Nazioni Unite, da giovedì migliaia di siriani hanno attraversato il confine con l'Iraq, in fuga dalla guerra civile che sta distruggendo la Siria.

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Guerra, solo un rinvio?

 

SIRIA La Russia gioca la carta della soluzione diplomatica. Obama alle corde. Ma gli Usa potrebbero colpire piu' avanti, alla prima opportunita' favorevole

 

10 settembre 2013

CONTROPIANO

Roma, 10 settembre 2013, Nena News - Mentre si profila incerto il consenso del Congresso Usa all'operazione militare annunciata più volte da Obama, la Siria ha accolto favorevolmente la proposta russa di mettere sotto il controllo internazionale le armi chimiche. Lo ha detto ieri il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moualem dopo colloqui a Mosca in cui ha lodato il Cremlino per gli sforzi tesi ad "evitare un'aggressione americana". Nel tentativo di sbloccare la situazione al Consiglio di sicurezza Onu, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha detto che potrebbe chiedere al Consiglio di sollecitare Damasco a spostare le sue armi chimiche in siti all'interno del Paese dove possano essere custodite in sicurezza e poi distrutte.

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Obama Warned on Syrian Intel

Consortiumnews.com, September 6, 2013

 

MEMORANDUM FOR: The President

[...] contrary to the claims of your administration, the most reliable intelligence shows that Bashar al-Assad was NOT responsible for the chemical incident that killed and injured Syrian civilians on August 21, and that British intelligence officials also know this. In writing this brief report, we choose to assume that you have not been fully informed because your advisers decided to afford you the opportunity for what is commonly known as “plausible denial.”

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