Siria

Ecco perché la «portaerei» Italia alla fine sarà coinvolta con le basi

il Manifesto, 29.08.2013

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Ban Ki-moon difende gli ispettori Onu e chiede tempo e «pace». Ora Usa, Gb e Francia si mostrano un po' più prudenti. L'Italia sembra non voglia essere coinvolta, neanche in caso di via libera Onu, ma in realtà le basi sul nostro territorio (Camp Darby, Sigonella, Napoli) saranno al centro delle operazioni. E fra gli «Amici della Siria» il nostro paese c'è e partecipa attivamente

 

Mentre il ministro Emma Bonino assicura che l'Italia non parteciperà a un'operazione militare contro la Siria senza mandato Onu, il rombo della guerra già risuona su Pisa: sono i C-130 italiani, e probabilmente anche statunitensi, che intensificano i voli verso le basi mediterranee. L'aeroporto - dove si sta realizzando l'Hub aeroportuale di tutte le missioni militari all'estero, anche «a disposizione della Nato» - si trova nei pressi di Camp Darby, la grande base logistica Usa che rifornisce le forze aeree e terrestri nell'area mediterranea e mediorientale.

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Abitanti di Damasco aspettano i raid «umanitari»

 

Cresce l'ansia nella certezza che l'attacco americano e francese scattera' al piu' presto. Intanto non tutti gli oppositori sono favorevoli all'intervento straniero

 

31 agosto 2013

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Roma, 31 agosto 2013, Nena News - Mentre le nubi nere di un attacco americano si addensano sulla Siria dopo i discorsi di ieri sera di Barack Obama e del Segretario di Stato John Kerry, sul terreno proseguono sempre più violenti i combattimenti tra governativi e ribelli. Gli scontri più duri sono in corso alle porte di Damasco, a Maadamiyet al Shams, il sobborgo perlustrato qualche giorno fa dagli esperti dell'Onu perchè sarebbe stato uno dei centri bersaglio del presunto attacco con armi chimiche dello scorso 21 agosto, attribuito alle forze lealiste nella zona di Ghouta Est e che, secondo l'intelligence americana avrebbe fatto 1.429 morti , tra cui 426 bambini.

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Obama è solo e rinvia la guerra

 

La Casa Bianca decide di chiedere l'autorizzazione del Congresso, che si riunisce tra 9 giorni. Il 5 incontro al G20 tra Obama e Putin. Israele evacua le colonie.

 

1 settembre 2013

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Roma, 1 settembre 2013, Nena News - Per ora guerra non è. L'isolato presidente Obama preferisce prendere tempo e rinvia la decisione sull'attacco contro la Siria al 9 settembre. Quel giorno si riunisce il Congresso statunitense a cui la Casa Bianca chiederà l'autorizzazione.

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Siria, raid israeliano a Latakia?

 

Colpiti i depositi del porto siriano, roccaforte della famiglia Assad. Tel Aviv non conferma né smentisce. Obiettivo i missili russi?

 

11 luglio 2013

La Marina militare israeliana
La Marina militare israeliana

Gerusalemme, 11 luglio 2013, Nena News - Moshe Yaalon ha il tono di chi sa molto ma non ha alcuna intenzione di comunicarlo ad altri. «In Medio Oriente c'è un'esplosione qui, un attacco lì, il più delle volte accusano noi - ha detto due giorni fa il ministro della Difesa israeliano - Non stiamo intervenendo nella sanguinosa guerra civile in Siria ma ci sono delle 'linee rosse' e vanno mantenute». Yaalon quindi non conferma e non smentisce le indiscrezioni insistenti su nuovi blitz israeliani. Da più parti si dice che lo Stato ebraico ha attaccato ancora in territorio siriano, per la quarta volta dall'inizio dell'anno. Stavolta però non con l'aviazione bensì con missili cruise lanciati dalla sua Marina militare.

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Massacro in Siria: 650 vittime

 

Le opposizioni accusano Damasco: "Questa mattina usate armi chimiche contro i civili". Il governo nega e apre le porte al team delle Nazioni Unite.

 

21 agosto 2013

Alcuni dei corpi delle vittime dell'attacco di questa mattina (Foto: Reuters)
Alcuni dei corpi delle vittime dell'attacco di questa mattina (Foto: Reuters)

AGGIORNAMENTO ore 15.30
OPPOSIZIONI: SONO 1.300 I MORTI DELL'ATTACCO DEL GOVERNO

Secondo il leader del Consiglio Nazionale Siriano, Geroge Sabra, le vittime dell'attacco di oggi vicino Damasco sarebbero ben 1.300. La Coalizione Nazionale, federazione dei gruppi di opposizione, parla invece di circa 650 vittime.
La comunità internazionale ha chiesto un'indagine immediata da parte del team di esperti delle Nazioni Unite, giunto oggi in Siria, mentre Damasco continua a negare la responsabilità del massacro.


Roma, 21 agosto 2013, Nena News - L'accusa delle opposizioni al regime di Bashar al-Assad è durissima: le forze di Damasco avrebbero ucciso 213 persone, tra cui donne e bambini, durante un attacco alle porte della capitale con missili contenenti agenti tossici. Ovvero, armi chimiche, nel giorno in cui un team di venti ispettori delle Nazioni Unite arriva in Siria per indagare sull'utilizzo in tre diverse aree del Paese.

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