Siria, il passo indietro di Obama

 

Il presidente Usa rinvia il voto del Congresso e sospende l'attacco. Avanti con la diplomazia russa: Assad consegnerà le armi. La Francia presenta una sua risoluzione all'Onu.

 

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AGGIORNAMENTO ore 13.30
ONU: CRIMINI DI GUERRA DA ENTRAMBE LE PARTI

In attesa del rapporto finale della missione Onu in Siria, previsto per lunedì prossimo, il commissione di inchiesta Onu sulla Siria ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma che entrambe le parti, regime ed opposizioni, hanno perpetrato crimini di guerra contro la popolazione civile.

dalla redazione

Roma, 11 settembre 2013, Nena News - Guerra rinviata. Obama fa un passo indietro e approfitta della proposta russa per evitare un conflitto che il mondo non ha mai accettato. Ieri nel discorso alla Nazione, in 17 minuti il presidente ha spiegato agli americani perché non attaccherà ora: "Lavoreremo con la Russia e la Cina ad una risoluzione Onu, perché la Siria mantenga la promessa di consegnare le armi chimiche".

L'opinione pubblica americana ha ben accolto, secondo sondaggi della CNN, il passo indietro di Obama. Che però potrebbe indebolirne la figura a livello internazionale: a salire per ora all'onore delle cronache è la Russia che si presenta come l'unica in grado di sventare un conflitto regionale. Obama, da parte sua, accantona l'opzione della forza, mettendo da parte esercito, bombardamenti aerei e missili, il cosiddetto attacco "limitato" che sarebbe dovuto partire in questi giorni. Senza però stracciarne del tutto la prospettiva: un attacco ci sarà se la diplomazia non sarà in grado di negoziare una soluzione politica.

Rinviata anche la presentazione della mozione al Congresso, la palla passa alle Nazioni Unite e al tentativo russo: "È troppo presto per dire se l'offerta avrà successo - ha detto ieri Obama - e ogni accordo dovrà verificare che il regime di Assad rispetta gli impegni. Ma questa iniziativa ha il potenziale di rimuovere la minaccia delle armi chimiche senza l'uso della forza, anche perché la Russia è una delle più strette alleate di Assad".

Damasco ha ieri accettato la proposta di Mosca: consegnare le armi chimiche in suo possesso alla comunità internazionale per evitare una guerra. Un atto di buona volontà che secondo alcuni è la prova che Bashar al-Assad nasconde tra i suoi arsenali armi chimiche. Ma che non scioglie i dubbi intorno al loro utilizzo a Ghouta, il 21 aprile scorso, né in precedenza: più volte Mosca - insieme a molti osservatori internazionali - si è detta scettica su tale possibilità, ritenendo folle da parte di Assad bombardare con i gas la sua stessa popolazione civile con la comunità internazionale che spiava dalla finestra.

Intanto, a bilanciare la Russia e il suo rinnovato potere diplomatico, interviene la Francia, unico Paese europeo a schierarsi senza esitazioni a fianco di Obama: Parigi presenterà al Consiglio di Sicurezza Onu una bozza di risoluzione con la quale chiede che la Siria rilasci una dichiarazione completa sul proprio arsenale chimico entro due settimane (magazzini, quantità, tipi) e apra le porte ad una nuova missione Onu. Nel caso in cui Assad non accetti, la Francia torna a parlare di intervento armato, secondo il Capitolo VII del regolamento Onu. Nena News

 

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