Diritto allo studio: in Palestina una sfida anche per i più piccoli

03 mar 2015

In un rapporto dell’Unicef, studenti e insegnanti palestinesi denunciano le molestie subite nel percorso da a verso la scuola, le detenzioni, le perquisizioni e gli abusi fisici compiuti dall’esercito israeliano. L’Onu e importanti organizzazioni internazionali umanitarie hanno lanciato lo scorso giovedì un appello per salvare Gaza

Roma, 3 marzo 2015, Nena NewsIn un comunicato pubblicato giovedì, l’Unicef ha riportato di una visita, tenutasi nel corso della stessa giornata, nelle città vecchie di Gerusalemme e di Hebron, a cui hanno partecipato il coordinatore umanitario per i territori palestinesi occupati, James W.Rawley, con diplomatici provenienti da cinque paesi e dall’Unione Europea oltre che rappresentanti di Save the Children e Unicef, nel corso della quale essi hanno visto in prima persona le “sfide straordinarie che i bambini affrontano nell’accedere in sicurezza all’istruzione di qualità” dialogando con studenti, insegnanti , genitori, autorità e importanti organizzazioni.

 

A Gerusalemme, afferma il rapporto, studenti e insegnanti hanno descritto la loro esperienza raccontando di molestie subite nel percorso da e verso la scuola, hanno riferito di detenzione di studenti, lunghi arresti domiciliari, abusi fisici, tra cui il caso di uno studente che è stato colpito da proiettili di gomma mentre stava bevendo acqua dalla fontana dell’istituto scolastico.

Ad Hebron, la delegazione ha camminato attraverso alcuni dei 18 checkpoint permanenti che studenti e insegnanti devono quotidianamente attraversare e dove sono spesso soggetti a perquisizioni alle borse o corporali, lunghe attese, molestie o detenzioni. Incidenti che coinvolgono bambini e scuole sono quasi triplicati nella Cisgiordania occupata, incluso a Gerusalemme est, secondo il rapporto, dal 2013 al 2014, e hanno colpito circa 25.000 bambini palestinesi nel 2014. Questi bambini crescono esposti alla violenza sin dalla prima infanzia e molti soffrono di disturbi emotivi e psicologici, come vivere incubi ricorrenti e enuresi notturna. Oltre il 77% degli studenti di Hebron ha mostrato sintomi di Disturbo da Stress Post Traumatico , secondo un recente studio. “Per salvaguardare i diritti dei bambini all’istruzione, le scuole hanno bisogno di essere spazi sicuri e inviolabili per i bambini, le restrizioni all’accesso vanno rimosse, e misure devono essere prese al fine di evitare conflitto o scontro”, ha riferito Rawley.

La stessa Unicef aveva rilasciato un altro rapporto del mese di febbraio sui minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliane che, malgrado alcuni progressi fatti nel raggiungimento di alcuni diritti per i minori, documenta un maltrattamento sistematico e diffuso all’interno del sistema di detenzione.

In alcune deposizioni, i bambini riportano di essere stati soggetti a violazioni multiple durante l’arresto, il trasferimento, l’interrogatorio e i periodi di detenzione. Molti riportano di essere stati bendati durante il trasferimento alla stazione di polizia, altri riportano di essere stati ammanettati dolorosamente appena arrestati, altri riferiscono di violenze fisiche durante gli arresti, gli interrogatori e la detenzione, di abusi verbali e intimidazione, o di essere stati trasferiti dal luogo di arresto alla stazione di polizia tenuti sul pavimento del veicolo, di non essere stati informati adeguatamente dei loro diritti in particolare il diritto a un legale ed il diritto a rimanere in silenzio, di essere perquisiti con rimozione di abiti alle stazioni di polizia o ai centri di detenzione , e ancora di essere stati tenuti in isolamento nelle carceri di Al Jalame e Petah Tikva dentro Israele, o ancora di aver dovuto firmare una confessione in ebraico durante l’interrogatorio.

Nella Striscia di Gaza i bambini soffrono di un peggioramento costante della condizione umanitaria. Lo stesso 26 febbraio, attraverso un comunicato unitario, le Nazioni Unite e importanti organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui ActionAid, Medical Aid for Palestinians (MAP), Oxfam, Save the Children International, Terre des Hommes Foundation, di fronte all’emergenza a sei mesi dalla fine dell’ultima offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza,”Margine Protettivo”, hanno lanciato un appello chiamato “Non possiamo fallire a Gaza”. Allarmate dai limitati progressi nella ricostruzione, esse hanno denunciato che l’assedio israeliano continua, il processo politico è paralizzato con l’economia, e le condizioni di vita sono peggiorate. Ricostruzione e riparazione di decine di migliaia di case, ospedali e scuole sfortunatamente lento. Circa 100,000 palestinesi sono rimasti senza casa quest’inverno, vivendo in condizioni disastrose all’interno delle scuole e rifugi improvvisati.

Vi sono interruzioni di energia elettrica fino a 18 ore al giorno, mentre il non pagamento dei salari degli impiegati del settore pubblico e la mancanza di progressi nel governo di unità nazionale fanno aumentare le tensioni. A cause delle rigide restrizioni al movimento, la maggior parte degli 1.8 milioni di residenti sono intrappolati nella Striscia, senza speranza per il futuro. A sostenere il peso di questa sofferenza sono i più vulnerabili, tra cui gli anziani, le persone con disabilità , le donne e circa un milione di bambini che hanno vissuto una incredibile sofferenza vivendo tre conflitti in soli sei anni . Bambini nella Striscia di Gaza soffrono di mancanza di accesso all’istruzione di qualità, oltre 400,000 di essi sono bisognosi di supporto psicologico. Nena News

 

http://nena-news.it/diritto-allo-studio-in-palestina-una-sfida-anche-per-i-piu-piccoli/

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