Iran

Iran: "Mai il nostro uranio all'estero"

 

Teheran ribadisce il suo no a consegnare parte delle scorte nucleari come vorrebbero imporre i Paesi occidentali. Domani il vertice a Ginevra del 5+1

 

14 ottobre 2013

La centrale nucleare di Bushehr
La centrale nucleare di Bushehr

Roma, 14 ottobre 2013, Nena News - "E' certo che negozieremo sulla forma, la quantità e sui vari livelli di arricchimento dell'uranio, ma il trasporto di materiali fuori dal Paese è la nostra linea rossa". L'Iran, stando alle parole del suo viceministro degli Esteri Abbas Araghchi e negoziatore per il nucleare nel vertice che inizierà domani a Ginevra, tenderà la mano alle potenze del 5+1, ma rimarrà fermo sulla questione più spinosa che riguarda il suo programma nucleare: l'invio di alcune scorte del proprio uranio altamente arricchito all'estero, una delle richieste delle potenze occidentali sin dalla ripresa dei colloqui all'inizio del 2012.

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A Ginevra parte il dialogo sul nucleare iraniano

 

Oggi Teheran incontra il 5+1 con l'obiettivo di alleggerire le sanzioni. Israele, convitato di pietra, continua a premere per evitare qualsiasi concessione al nemico Iran.

 

15 ottobre 2013

L'incontro tra il segretario di Stato Kerry e il ministro degli Esteri iraniano al Palazzo di Vetro
L'incontro tra il segretario di Stato Kerry e il ministro degli Esteri iraniano al Palazzo di Vetro

Roma, 15 ottobre 2013, Nena News - Al via oggi i negoziati tra Iran e 5+1 sul programma nucleare di Teheran. A Ginevra presenti i rappresentanti del governo iraniano, di Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania.

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Obama, contro Iran pronte tutte le "opzioni"

 

Il presidente Usa rassicura l'alleato Netanyahu. Washington non rinuncia a possibilita' attacco militare se i colloqui con l'Iran di Rowhani non andranno nella "giusta" direzione

 

1 ottobre 2013

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Roma, 1 ottobre 2013, Nena News - Hanno avuto ragione i funzionari governativi dei due Paesi che, prima dell'incontro tra Barack Obama e Benyamin Netanyahu, si sono affannati a ripetere che, sull'Iran, il presidente americano e il premier israeliano hanno piena identità di vedute. Forse Obama ha voluto soltanto rassicurare l'alleato israeliano, preoccupato dal dialogo che si è riaperto, dopo 30 anni, tra Washington e Tehran. Certo è che ieri il presidente Usa è stato perentorio: ha affermato che intende rimanere costantemente in contatto con Israele sui negoziati con l'Iran e ha ribadito che tutte le opzioni - compresa quella militare - rimangono sul tavolo per evitare che Teheran si doti di armi nucleari. «È imperativo che l'Iran non abbia armi nucleari» ha detto Obama. Invito a nozze per Netanyahu, per il quale l'obiettivo dell'Iran resterebbe sempre quello di «distruggere Israele», e pertanto è necessario costringere Teheran a smantellare il proprio programma nucleare.

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Netanyahu e i jeans degli iraniani

 

Il premier israeliano deriso in tweet provenienti da Tehran. Attaccando il presidente Hassan Rowhani, aveva detto alla Bbc che i giovani iraniani non possono indossare jeans.

 

8 ottobre 2013

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Gerusalemme, 8 ottobre 2013, Nena News - Gli iraniani indossano i jeans? Secondo Benyamin Netanyahu vorrebbero, lo desiderano ardentemente, ma non possono, per decisione delle autorità. La morte ieri a Gerusalemme dell'influente rabbino Ovadia Yossef deve aver preso gran parte del tempo del premier israeliano, impedendogli di leggere in internet le repliche di tantissimi iraniani a questa sua affermazione fatta alla Bbc (in persiano). Rifacendosi alla propaganda americana degli anni della guerra fredda con l'Unione Sovietica, il premier israeliano ha detto se gli iraniani fossero liberi «indosserebbero jeans».

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Bibi corre da Obama con lo spauracchio Iran

 

Israele teme il riavvicinamento tra Teheran e Occidente. Oggi il premier vedrà Obama e domani parlerà all'Onu: "Se vi fiderete, Israele agirà da solo contro il nucleare".

 

30 settembre 2013

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Gerusalemme, 30 settembre 2013, Nena News - Bibi non ci sta: difficile per il premier israeliano digerire in silenzio le nuove relazioni tra Iran e Occidente. L'incontro della scorsa settimana al Palazzo di Vetro tra il ministro degli Esteri di Teheran Zarif e i rappresentanti del 5+1 - un incontro storico che ha messo la parola fine a oltre trent'anni di assenza totale di contatti diplomatici - spaventa Tel Aviv che ha fatto dell'Iran il nemico numero uno dello Stato sionista e la prima minaccia alla stabilità mediorientale.

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