Egitto

L'Egitto ad un passo dalla guerra civile

 

Una carneficina: centinaia di morti in tutto il Paese, assaltati edifici governativi. Il governo ordina alla polizia di sparare sulla folla. La condanna internazionale.

 

15 agosto 2013

Manifestanti pro-Morsi (Foto: EPA)
Manifestanti pro-Morsi (Foto: EPA)


Roma, 15 agosto 2013, Nena News - Un massacro. L'Egitto è un bagno di sangue. Centinaia le vittime di quella che appare ogni giorno di più una vera e propria guerra civile: difficile fare un bilancio certo, c'è chi parla di 500 vittime, chi di oltre 700, fino alle migliaia dichiarate dai Fratelli Musulmani. Oltre 40 i poliziotti uccisi. A poco è valso l'ordine di coprifuoco e lo stato di emergenza imposto ieri dal presidente ad interim Mansour.

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What Muslim Will Ever Trust the Ballot Box Again?

 

This is not Brotherhood vs army, though that is how our Western statesmen will mendaciously try to portray this tragedy

 

18 agosto 2013

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The Egyptian crucible has broken. The "unity" of Egypt - that all-embracing, patriotic, essential glue that has bound the nation together since the overthrow of the monarchy in 1952 and the rule of Nasser - has melted amid the massacres, gun battles and fury of yesterday's suppression of the Muslim Brotherhood. A hundred dead - 200, 300 "martyrs" - makes no difference to the outcome: for millions of Egyptians, the path of democracy has been torn up amid live fire and brutality. What Muslim seeking a state based on his or her religion will ever trust the ballot box again?

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La rivincita saudita passa per l'Egitto

 

Il colpo di stato al Cairo rallegra non poco Riyadh. I Fratelli Musulmani hanno sempre contestato ruolo che i Saud si attribuiscono di "Guardiani della Mecca e di Medina"

 

venerdì 23 agosto 2013 11:50
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Roma, 23 agosto 2013, Nena News - «Parlare di tensione tra Stati Uniti e Arabia saudita è esagerato, al massimo tra le due parti ci sono differenze, niente di più, riguardo le vicende egiziane». Mouin Rabbani, analista arabo tra i più noti, spiega in questo modo la rapidità con la quale Riyadh ha espresso pieno sostegno politico, diplomatico ed economico all'Egitto emerso dal golpe del 3 luglio. «Il colpo di stato dei militari egiziani è l'occasione che la monarchia saudita aspettava da tempo - aggiunge Rabbani -, la Fratellanza ha sempre sfidato il ruolo di 'Guardiani della Mecca e Medina' che i Saud si attribuiscono e la recente ascesa dei Fratelli in Nordafrica e Medio Oriente preoccupa parecchio i sauditi».

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Realismo d'Egitto

Sole 24 ore, 18 agosto 2013

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A favore dei militari si è creata una strana alleanza fra Israele, Arabia Saudita ed Emirati. L’amministrazione Clinton aveva preso in considerazione la possibilità di congelare l’aiuto militare da 1,3 miliardi di dollari alle forze armate egiziane. Il senatore repubblicano Rand Paul aveva presentato un emendamento per imporlo. Ma l’amministrazione e il Campidoglio sono stati circondati da sauditi e israeliani: i primi che non godono di grandi amicizie in Senato, hanno lavorato sul governo; l’Aipac, la lobby filo-israeliana per eccellenza, sul Campidoglio che controlla a suo piacimento.

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Il giorno del massacro

il Manifesto, 14.08.2013

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L’esercito reprime la protesta dei Fratelli musulmani. Stato di emergenza per un mese. El Baradei si dimette: «C’erano opzioni pacifiche per risolvere la crisi». Dopo le centinaia o migliaia di morti di mercoledì, anche oggi le vittime si contano a decine. Il «giorno della collera» si trasforma in un nuovo massacro. Le proteste internazionali non fermano la repressione 

 

Corpi di decine di ragazzi e uomini adulti, volti straziati di donne e giovani, il rosso vivo del loro sangue, sono le immagini della carneficina egiziana compiuta ieri. Persone indifese sono state attaccate alle prime luci dell’alba da poliziotti, altrettanto poveri, ma armati fino ai denti, sono state colpite dai cecchini posizionati sui tetti delle case, sono state massacrate da criminali in borghese sguinzagliati alla rinfusa. Il corpo dilaniato di un ragazzo viene portato verso la moschea Alaa Ina, sotto il ponte 6 Ottobre, prima dell’inizio di via Nassr a qualche centinaio di metri dal sit-in di Rabaa al Asaweya.

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