Termidoro arabo

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Sole24ore, 21 dicembre 2014

L’Egitto ha una nuova legge sul parlamento. Manca solo la firma del presidente al-Sisi ma è un proforma: il Consiglio di stato ha scritto la norma sotto sua dettatura. Si dovrebbe votare a cominciare da marzo, in varie riprese. Anche questo è irrilevante: la nuova legge rende impossibile una già ipotetica vittoria delle opposizioni laiche o religiose al governo dei militari.

Stabilendo che 420 deputati su 567, i due terzi, devono essere “indipendenti”, e che solo 120 saranno indicati dai partiti, il parlamentarismo egiziano muore prima di nascere. E’ un ritorno teatrale all’Egitto di Mubarak: i deputati “indipendenti” saranno cooptati dal regime tra gli uomini d’affari, i militari e i sopravvissuti del passato. Saranno tutti obbedienti deputati al servizio di Abdel Fattah al-Sisi. Cioè della patria, della giustizia e della verità.

L’Egitto sta scivolando sempre più in quello che Giuseppe Acconcia definisce nel titolo del suo libro “Democrazia militare” (Exorma, Roma 2014), forse con troppa indulgenza: nel senso che di democrazia ne è rimasta molto poca in un Paese ormai militarizzato nelle strade, nelle istituzioni e nelle menti. [...]

Ciò che stanno compiendo gli arabi conservatori, ricchi e ancora stabili, è la restaurazione ovunque sia possibile, sradicando anche quei pochi germi di cambiamento lasciati dalle Primavere. Prima a casa loro, dove la repressione interna si è accentuata: in un unico calderone, pericolosi predicatori che invocavano il califfato sono stati incarcerati o esiliati assieme ai moderati che chiedevano più democrazia. Poi negli altri Paesi.

Avuta la sensazione che gli Stati Uniti li stessero abbandonando, sauditi ed Emirati hanno incominciato a praticare una politica regionale assertiva, spesso in opposizione agli alleati americani: in Egitto hanno finanziato al-Sisi per togliere di mezzo i Fratelli musulmani; in Siria hanno armato i salafiti senza calcolare che il regime di Assad sarebbe stato rafforzato dall’emergere del radicalismo islamico fra i suoi oppositori.

 

da http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/2014/12/21/termidoro-arabo/