Iraq

L'Iraq e lo spettro della crisi siriana


Baghdad rafforza la sicurezza al confine contro la vendita illegale di armi per ribelli e jihadisti a Damasco. Obiettivo, salvare i rapporti economici e evitare che le violenze contagino il debole Iraq.


maliki
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Roma, 20 febbraio 2012, Nena News (nella foto, il premier iracheno  Maliki e il presidente siriano Bashar) – Rafforzare il controllo lungo il confine con la Siria per evitare il contrabbando di armi verso Damasco: questa la nuova parola d’ordine del governo di Baghdad che ieri ha annunciato l’incremento delle forze di sicurezza irachene alla permeabile frontiera con la Siria, lunga 600 chilometri e considerata dall’Iraq possibile vettore delle violenze settarie in casa irachena.

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Iraq: 65 executions in first 40 days of 2012

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February 10, 2012

 

Since the beginning of 2012, Iraq has executed at least 65 prisoners, 51 of them in January, and 14 more on February 8, for various offenses.

“The Iraqi government seems to have given state executioners the green light to execute at will,”said Joe Stork, deputy Middle East director at Human Rights Watch. (...)

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America's War Kills over a Million Iraqis

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The Palestine Chronicle, 31/01/2012

 

it was then-Secretary of State Madeleine Albright who said of the deaths of 500,000 Iraqi children that "the price is worth it." And it is current Defense Secretary Leon Panetta who used the exact same phrase recently regarding the second invasion and occupation of Iraq.

Iraq, sunniti: boicotto a metà. Droni USA nel cielo di Baghdad

Il partito sunnita Iraqiya torna in Parlamento ma non in Consiglio dei Ministri per protesta contro il regime del premier sciita Maliki: proseguono gli arresti da parte delle forze governative, crisi politica non disinnescata. Gli Usa mantengono il controllo militare: l’aviazione sorvola il Paese.

Maliki-Hashemi
Maliki-Hashemi

Roma, 30 gennaio 2012, Nena News (nella foto, il premier Maliki e il vicepresidente Hashemi) – Il Parlamento iracheno torna a funzionare ma la crisi politica non è ancora disinnescata. La spaccatura interna tra le diverse anime del nuovo Iraq non è stata ricucita e i settarismi tra sciiti e sunniti mantiene instabile un Paese scosso da continui attacchi terroristici.

Dopo il mandato d’arresto spiccato a fine dicembre dal governo del premier Maliki nei confronti del vicepresidente Tariq al-Hashimi, il partito sunnita Iraqiya di cui è membro Hashimi aveva optato per una sospensione dell’attività parlamentare dei propri eletti. Una decisione che in questi giorni il partito sta rivedendo. Ieri Iraqiya, che gode in Iraq del sostegno della maggior parte della comunità sunnita e di alcuni sciiti laici, ha annunciato che martedì i propri parlamentari riprenderanno la normale attività legislativa.

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Iraq-USA: libero marine strage Haditha


Gli abitanti della città dove vennero uccisi 24 civili dai soldati Usa condannano la decisione dei giudici militari americani di lasciare libero il sergente Frank Wuterich, principale esecutore del massacro.


wuterich
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Roma, 26 gennaio 2012, Nena News – Due giorni fa Barbara Surk, giornalista dell’agenzia Ap inviata in Iraq, ha raccontato bene la frustrazione della gente di Haditha per come si è concluso negli Stati Uniti il processo per la strage di 24 civili iracheni – tra i quali donne, bambini, anziani e anche un ragazzo disabile – compiuta il 19 novembre del 2005 dal sergente dei marine Frank Wuterich, 31 anni, e alcuni suoi commilitoni in servizio nella provincia di Anbar. La procura militare aveva chiesto il carcere a vita per Wuterich che invece, dopo essersi dichiarato colpevole ed aver patteggiato la pena, non sconterà  alcun giorno di carcere su raccomandazione del giudice militare di Camp Pendleton, David Jones.

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