Iraq

Iraq, 500.000 morti durante l'occupazione

 

Questo bilancio della guerra combattuta tra il 2003 e il 2011 prende in considerazione anche le morti per malattia e stenti

 

17 ottobre 2013

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Roma, 17 ottobre 2013, Nena News - Le ultime cifre della guerra che si è combattuta in Iraq dal 2003 al 2011 parlano di 460.800 morti, la maggioranza vittima dei combattimenti e le altre (circa il 40 per cento) a causa del collasso delle infrastrutture, sanità prima di tutto, già messe in ginocchio, però, da 13 anni di sanzioni. Un conflitto che ha provocato enormi sofferenze a migliaia di innocenti. Sono i dati di una ricerca pubblicata sul giornale PLOS Medicine condotta nel 2011 su circa duemila famiglie.

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La strage irachena: mille morti in un mese

 

Ieri una serie di autobombe ha colpito Baghdad. A destabilizzare la presenza di Al Qaeda, un governo debole e le divisioni confessionali tra sunniti e sciiti.

 

7 agosto 2013

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Roma, 7 agosto 2013, Nena News - Almeno cinquanta persone sono morte e oltre cento sono rimaste ferite in una serie di attentati con autobombe nei mercati e nelle strade di Baghdad, in zone affollate con negozi e moschee. Ieri è stata un'altra giornata di sangue in Iraq e il bollettino delle vittime, in maggioranza tra la popolazione civile, è drammatico: oltre mille persone sono state uccise e più di duemila sono rimaste ferite in attacchi terroristici nel mese di luglio, il numero più alto negli ultimi cinque mesi, durante i quali l'intensificarsi delle violenze ha fatto oltre tremila morti e settemila feriti. Al Qaeda ha rivendicato la maggior parte di questi attentati. Il Ministero dell'Interno iracheno ha parlato di «guerra aperta» e da giorni ha intensificato i controlli, soprattutto nella capitale.

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Uranio impoverito in Iraq: il dramma dei bambini

 

Nelle città di Basra e Falluja il numero di casi di tumori, deformazioni e aborti è triplicato. Indice puntato contro le armi usate dagli Stati Uniti nelle due guerre del Golfo.

 

21 dicembre 2012

 Truppe americane in Iraq (Foto: Marko Drobnjakovic/AP)
Truppe americane in Iraq (Foto: Marko Drobnjakovic/AP)
Roma, 21 dicembre 2012, Nena News - Deformazioni, tumori e morti precoci. La città irachena di Basra è finita sotto i riflettori per l'incredibile tasso di cancro che colpisce da anni bambini e neonati. L'indice è puntato sull'amministrazione americana, accusata di aver utilizzato uranio impoverito durante le due guerre del Golfo contro l'Iraq.

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Iraq, il governo soffoca la stampa

Maliki ordina la chiusura di 44 agenzie di informazione. Petizione di giornalisti locali e stranieri contro la legge-bavaglio: "Prima ci uccideva Al Qaeda, oggi il governo".

Una vignetta dell'agosto 2005, in piena occupazione militare statunitense
Una vignetta dell'agosto 2005, in piena occupazione militare statunitense


Roma, 26 giugno 2012, Nena News - Iraq vietato alla stampa, ma i giornalisti non ci stanno. Monta la protesta contro il governo Maliki, impegnato da mesi nel mettere il bavaglio alla libertà di stampa. E mentre la legge emanata lo scorso novembre dal Parlamento iracheno diventa oggi il target di una petizione alla Corte Suprema, entra in azione la polizia: l'ordine è quello di chiudere una serie di agenzie di informazioni locali e straniere in tutto il Paese.

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Egitto: Iraq paghi debito con i nostri lavoratori


Negoziati tra il Cairo e Baghdad per un debito da 408 milioni di dollari che l’Iraq ha contratto con 637mila lavoratori egiziani nel Paese prima dell’invasione del Kuwait. Da 22 anni congelate le “rimesse dorate” che ora l’Egitto pretende di avere indietro. Con gli interessi


workers_in_iraq
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Roma, xx marzo 2012, Nena News – Un debito da 408 milioni di dollari che l’Egitto, o meglio 637mila lavoratori egiziani, chiedono indietro al governo iracheno. La questione delle cosiddette “yellow remittances”, le rimesse dorate, sta occupando da un anno i rapporti diplomatici ed economici tra Bahdad e il Cairo.

Un debito dalle lontane origini, che riporta all’ordine del giorno la prima Guerra del Golfo. All’epoca, nei primi anni Novanta, circa 637mila lavoratori egiziani impiegati in Iraq lasciarono il Paese a causa dell’invasione del Kuwait da parte del regime di Saddam Hussein e della conseguente guerra scatenata dagli Stati Uniti. Da allora i lavoratori in questione, costretti ad abbandonare in tutta fretta imprese e affari, non hanno mai avuto indietro il denaro versato nelle casse delle autorità irachene: 408 milioni di dollari che potrebbero trasformarsi in un miliardo e 700 milioni di dollari tenendo conto degli stratosferici interessi maturati nel corso di 22 anni.

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