Dossier

Palestinesi: no al gas israeliano, abbiamo il gas di Gaza

26 feb 2015

Nei Territori occupati tanti sottolineano che i palestinesi posseggono un giacimento sottomarino di gas naturale, ad un trentina di chilometri dalla costa di Gaza, ma non riescono a sfruttarlo a causa delle condizioni imposte da Israele

Gerusalemme, 26 febbraio 2015, Nena News – Il politologo palestinese Talal Okal ascolta le nostre domande. Poi ci risponde che in Palestina, come sempre, il problema non è valle ma a monte. «Gli appelli al boicottaggio dell’economia israeliana sono giustificati dall’occupazione della nostra terra che continua dopo decenni». Tuttavia, ci ricorda, «gli Accordi di Oslo firmati nel 1993 e quelli successivi mettono nelle mani di Israele tutta l’economia palestinese. Non credo che riusciremo a fare scelte davvero indipendenti sino a quando questi accordi rimarranno in vigore». Okal si riferisce al recente contratto da 1,2 miliardi di dollari per la fornitura ventennale all’Autorità nazionale palestinese (Anp) di gas israeliano. Contratto che sta suscitando una ondata di proteste in casa palestinese. La scorsa settimana intellettuali, rappresentanti di forze politiche dell’opposizione e attivisti della campagna Bds (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), tra i quali Omar Barghouti, hanno tenuto un incontro pubblico per denunciare l’accordo e per chiedere che l’Anp segua la strada della Giordania. Qualche settimana fa Amman ha sospeso le trattative con due compagnie, l’americana Noble Energy e l’israeliana Delek, per l’acquisto da Tel Aviv del gas proveniente dal ricco giacimento sottomarino “Leviatano”. «Il popolo palestinese non deve piegarsi ad un contratto capestro, a favore di una parte e a discapito di un’altra – afferma la deputata Khalida Jarrar del Fronte popolare per la liberazione della Palestina – Non dobbiamo normalizzare l’occupazione israeliana, piuttosto dobbiamo liberarci di tutte le forme dell’occupazione». È tutto a posto invece per la Delek che ripete che le intese tra Israele e Anp porteranno “benessere” ai palestinesi, poichè prevedono la costruzione nella città cisgiordana di Jenin dell’impianto che riceverà il gas israeliano.

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ISRAELE. Likud: se la sinistra vincerà le elezioni strada libera per l’Isis

16 feb 2015

Fa clamore uno spot elettorale diffuso dal Likud, il partito del premier Netanyahu che non esita a usare ogni argomento per colpire gli avversari. Ben peggiore è però un video prodotto da un gruppo di coloni che arriva ad accostare la sinistra al nazismo

Gerusalemme, 16 febbraio 2015, Nena News – “Qual’è la direzione per Gerusalemme?” domanda un improbabile jihadista sporgendosi da un pick up con a bordo miliziani armati che sventolano la bandiere nere dello Stato Islamico. “Andate a sinistra” risponde un automobilista. E’ questo il passaggio saliente di uno spot elettorale diffuso dal Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu. Il significato è chiaro. Una vittoria alle elezioni del 17 marzo del centro sinistra, ossia della lista “Schieramento Sionista”, significherebbe una “resa al terrorismo”. E infatti, mentre nel video i “jihadisti” dell’Isis se ne vanno sparacchiando verso Gerusalemme, una voce stentorea afferma: “La sinistra si arrenderà al terrorismo”.

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CISGIORDANIA: moschea data alle fiamme, ieri ucciso ragazzo palestinese

25 feb 2015

I responsabili,  coloni o estremisti di destra israeliani, hanno “firmato” la loro azione lasciando sulle pareti della moschea scritte e slogan contro l’Islam e gli arabi. Ieri, nella stessa zona, il 19enne Jihad al Jafari era stato ucciso durante un blitz dell’esercito israeliano a Dheisheh

Betlemme (Cisgiordania), 25 febbraio 2015, Nena News – Coloni israeliani hanno dato alle fiamme questa mattina, prima dell’alba, la moschea “Al Huda” nel villaggio di al Jabaa, nei pressi di Betlemme, in Cisgiordania. Non ci sono state vittime. Al momento dell’incendio doloso nel luogo di preghiera non erano presenti fedeli. Sono gravi invece i danni materiali, ha spiegato Noman Hedman, capo del consiglio del villaggio.

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GERUSALEMME. Auto investe pedoni, per la polizia è un attacco volontario

06 mar 2015

Stamattina un’auto ha ferito vicino alla Hebrew University tre poliziotte di frontiera e due pedoni. La polizia ha aperto il fuoco sul sospetto. I parenti portati al Russian compound per un interrogatorio. Subito rafforzati i controlli in città.

AGGIORNAMENTO ore 16.15 – LE REAZIONI POLITICHE

Dopo l’attacco di questa mattina sono arrivate a stretto giro le reazioni del mondo politico israeliano. Il ministro della Sicurezza Aharonovitch ha detto durante un meeting che un simile tipo di attacchi “non può essere previsto”, ma che farà di tutto per evitarli: “Dobbiamo stare in allerta e le agenzie di intelligence devono fare il possibile per evitare questi attacchi”.

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PALESTINA. Venezia accoglie il “cinema senza diritti”

02 mar 2015

Venerdì 6 marzo al centro culturale Candiani di Mestre verrà presentata la rassegna di film palestinesi “Cinema senza diritti”: 8 pellicole premiate internazionalmente che raccontano l’occupazione e la dignità di un popolo senza voce

Roma, 2 marzo 2015, Nena News – Otto film di registi palestinesi per descrivere la dura realtà dell’occupazione israeliana, per raccontare storie di quotidiana violenza, di diritti negati, di oppressione ma anche di resistenza e di dignità, per dare voce ad un popolo che da 67 anni è costretto a vivere sotto una brutale occupazione militare.

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