Dossier

Una famiglia su quattro è povera e disagiata

il Manifesto, 30.12.2011

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Foto drammatica sul Belpaese «reale» nell'ultima indagine dell'Istat

Il 25 % - Tanti secondo l'Istat gli italiani a rischio disperazione ed esclusione. E il dato aumenta per i giovani tra i 18 e i 24 anni. Sono percentuali nettamente superiori a quelle dei maggiori paesi europei

L'Istat ha scattato una nuova foto dell'Italia e, purtroppo, non è una bella foto, ma un immagine con poche luci e tante ombra: nel 2010 un italiano su quattro era a rischio di povertà o di esclusione sociale, e il pericolo aumenta soprattutto per i giovani tra i 18 e i 24 anni. Si tratta di percentuali nettamente superiori a quelle dei maggiori paesi europei. In Francia, ad esempio, a rischio di povertà o di esclusione sociale è «solo» il 19,3% della popolazione, mentre in Germania la percentuale è del 19,7%. Per quanto riguarda il solo rischio di povertà, per l'intera popolazione italiana è al 18,2%, mentre in Francia è al 13,5% e in Germania al 15,6%. Per la popolazione con meno di 18 anni, il rischio sale al 24,7% in Italia, al 18,4% in Francia e al 17,5% per i giovani tedeschi.

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Guerre nel 2011: attacco all'Iran


Cresce la tensione fra Washington e Tehran: il pericolo di un prossimo attacco militare israelo-americano contro l'Iran incombe dopo le "intollerabili" minacce di chiusura dello stretto di Hormuz in caso di nuove sanzioni


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Roma, 29 dicembre 2012, Nena News – Bloccare lo stretto di Hormuz per dove passa il 40% del petrolio mondiale per l’Iran «è più facile che bere un bicchier d’acqua»; gli Stati uniti «non tollereranno che si chiuda lo stretto di Hormuz».

Tira una brutta aria, anche senza voler indulgere al catastrofismo e prendere per oro colato le parole di ieri che pure non sono di qualche scalmanato irresponsabile. La minaccia di chiudere Hormuz viene dal capo della Marina iraniana, l’ammiraglio Habibollah Sayyari, la minaccia di una risposta militare Usa (più appendici israeliana-europea) viene dal portavoce della quinta flotta, di stanza nel Bahrein.

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Israel's enduring tragedy

Herald tribune

04/01/2012

http://80.241.231.25/ucei/PDF/2012/2012-01-04/2012010420576787.pdf

Honoring All Who Saved Jews

December 27, 2011

Yael Albert

 

I refuse to believe that Yad Vashem has one standard for “righteous” in Europe and another for “righteous” who performed their sacred duty on the other side of the Mediterranean, in an Arab country.

Sixty-nine years after pinning a yellow star to my chest in my native land, I know that I was able to enjoy a long, full life because Abdul Wahab confronted evil and saved me, as he saved other fortunate members of my family. I hope that Yad Vashem reconsiders his case before no one is left to tell his story.

Divine Terror

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19 December 2011 (English translation 25 December)

Those who have eyes in their heads and have not been narcotized by the establishment media in Israel know that Jewish terror has been going on in the Occupied Territories for forty-four years now. The whole settlement project is part of that Jewish terror. With the passage of years a division of labour emerged. The government of Israel, by means of the army, the Israel Security Agency and the police is responsible for state terror, and the settlers are responsible for privatized terror, which is based on local initiatives. Generally this division of labour functions harmoniously, the proof being that the state terror reacts to the privatized terror with a wink. However, as will occasionally happen among terrorists, there are fissures and conflicts within the terrorist organizations and a more extreme actor comes along that seeks to be the guardian of the “purity of the camp”, and then there is an explosion that is not always well-controlled. That is what recently happened with the terror of the young generation of settlers. The generation of settler-terrorists of the first years of the Occupation have become established and they live in villas in the old settlements; the young generation of today, the generation of the “outposts”, tells them and those who are responsible for administering the state terror: “Jews, there are still some Arabs we haven’t attacked, there are still some mosques that we haven’t burnt, there are still some hills that we haven’t stuck a peg in, there are still some Palestinian olive trees that we haven’t yet cut down – permit us to finish the job!”

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