Dossier

Mossad chief: Nuclear armed Iran not an existential threat to Israel

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December 29, 2011

 

Haaretz reported:

The ambassadors said Pardo did not comment on the possibility of an Israeli military assault on Iran.

“But what was clearly implied by his remarks is that he doesn’t think a nuclear Iran is an existential threat to Israel,” one of the envoys said.

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La Turchia "modello" fa strage di civili curdi


Trentacinque corpi avvolti in coperte di lana, disposti uno accanto all'altro. Sono le ultime vittime della guerra contro i kurdi. Una guerra dimenticata.


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Roma, 30 dicembre 2011, Nena News – Mercoledì notte F-16 dell’aviazione turca e droni senza pilota (l’ultimo acquisto delle forze armate di Ankara) hanno bombardato i dintorni di un villaggio chiamato Roboski (Ortasu in turco) al confine con l’Iraq. Raccontano i testimoni di aver sentito un odore acre di bruciato, di carne bruciata. Gli abitanti di Roboski sono accorsi subito sul luogo, nonostante la neve. Sicuri di quello che avrebbero trovato. Di fronte a loro i corpi mutilati di decine di giovani e uomini, animali sventrati. Racconta al telefono un giornalista kurdo dell’agenzia Diha di aver sentito un urlo squarciare il silenzio tetro di quella visione: una mamma disperata in cerca dei suoi due figli. Morti entrambi in quel bombardamento. Quel giornalista è uno dei pochi scampati al carcere nell’ultima offensiva delle autorità turche che hanno, in 24 ore, arrestato 49 giornalisti kurdi e di sinistra. Scomodi testimoni della guerra sporca condotta contro i kurdi sia con le armi che con il carcere e la repressione. Scomodi testimoni anche di quest’ultimo massacro.

Le foto dei corpi avvolti nelle coperte delle vittime di Roboski stanno facendo – lentamente – il giro del mondo. E intanto si cominciano a conoscere le biografie di questi uomini che le forze armate turche hanno «scambiato per terroristi».

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Kamikaze contro l'intelligence

Il Manifesto, 24 Dicembre 2011

SIRIA - Due attentati suicidi nel cuore della capitale provocano 40 morti e oltre 100 feriti

A poche ore dall'arrivo a Damasco della prima squadra di osservatori arabi, aumenta la tensione nel paese scosso dalle proteste. I dissidenti accusano il regime

Due kamikaze lanciati contro due sedi dei servizi di sicurezza a Damasco hanno provocato ieri mattina circa 40 morti e oltre 100 feriti. È la prima volta che si verificano simili attentati nel cuore della capitale siriana. Le esplosioni sono avvenute a pochi minuti di distanza l'una dall'altra e hanno colpito la Direzione generale della sicurezza e la sede di un'altra agenzia dell'intelligence nell'area di Kafr Sousa. 

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