Gaza

Gli «esodati» di Gaza

05 feb 2015

Il mondo ha dimenticato in fretta questo lembo di terra palestinese, devastato dall’offensiva israeliana della scorsa estate. Ad aggravare la condizione di Gaza l’irrisolto scontro tra l’Anp e Hamas. 50 mila palestinesi, ex dipendenti del governo Haniyeh,  sono senza stipendio dallo scorso giugno. Il nuovo esecutivo non li riconosce.

– Il Manifesto

Gaza, 5 febbraio 2015, Nena News - Amr e Ahmed, 29 e 34 anni, si svegliano alle prime luci del giorno. Ed escono in strada poco dopo. Il primo con una vecchia automobile va alla ricerca di oggetti di metallo o di plastica che potrebbero essere riciclati. Il secondo lava tazze e bicchieri nel minuscolo caffè di proprietà di uno zio della moglie, a Tel el Hawa, a Gaza city. Entrambi non portano a casa più di 500 shekel al mese, circa 100 euro, ed entrambi fino ad un anno fa erano dipendenti del governo del premier di Hamas, Ismail Haniyeh. Per Amr e Ahmed la riconciliazione tra l’Anp di Ramallah e il movimento islamico a Gaza dopo la gioia iniziale si è rivelata devastante.

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GAZA. Dipendenti pubblici in sciopero, Hamas minaccia di abbandonare il governo di unità

14 gen 2015

Da lunedì è in corso la protesta di 50mila impiegati, senza stipendio da sette mesi. Il movimento islamista accusa Fatah di discriminazione. La rottura è sempre più vicina.

Gerusalemme, 14 gennaio 2015, Nena News – Lo sciopero della fame iniziato ieri da ex dipendenti pubblici di Gaza e il raid nel quartier generale del governo nella Striscia di Gaza sono la conseguenza visibile della crepa che sta velocemente disgregando l’esecutivo palestinese di unità nazionale.

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GAZA. Arte, circo e sport per aprirsi al mondo

30 dic 2014

In corso il Festival di Scambio e Formazione, organizzato dal Centro Italiano Vik della Striscia. L’enclave cerca una finestra sull’esterno, nell’indifferenza di vicini arabi e comunità internazionale.

Gaza, 30 dicembre 2014, Nena News – Graffiti, parkour, jam writing. La Striscia di Gaza esercita il suo diritto alla libertà sfidando muri e assedi. Così, una popolazione chiusa in una prigione a cielo aperto, senza via d’uscita né dal mare – controllato dalla marina israeliana – né da terra – con i valichi verso Israele ed Egitto serrati – si libera con l’arte e la formazione.

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Gaza. Tra embargo e monopolio

15 gen 2015

Sotto la supervisione delle Nazioni Unite, da Kerem Abu Salem (Kerem Shalom), unico valico commerciale di accesso a sud della Striscia di Gaza, entrano esclusivamente materiali israeliani. Il blocco di Gaza è anche un grande affare per le imprese israeliane.

Testo e foto di Federica Iezzi

Gaza City, 15 gennaio 2015, Nena News  - Controllati dall’assedio israeliano e dall’omertoso appoggio egiziano, i quasi 2 milioni di abitanti della Striscia di Gaza non conoscono importazioni ed esportazioni che non passino per le rigide restrizioni imposte dal governo Netanyahu. Dal valico di Kerem Abu Salem (Kerem Shalom), si vedono sventolare la bandiera dell’Egitto, quella palestinese e, dai camion carichi di materiali, quella israeliana. Crocevia di merci, prodotti, combustibile, alimenti e acqua, tutti a rigorosissimo marchio israeliano, il valico di ingresso sulla Striscia, è calpestato dalle ruote di decine di autocarri ogni giorno.

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CINEMA. Sulla spiaggia di Gaza, vite quotidiane oltre il conflitto

Esce oggi nelle sale italiane «Striplife» del collettivo Teleimmagini, un racconto corale che racconta 24 ore nella Striscia. Volti e voci, le mille sfaccettature e la dignità di una resistenza che non cede

 – IL MANIFESTO

Roma, 15 gennaio 2015, Nena News – Un evento inspiegabile: centinaia di mante si arenano sulla spiaggia di Gaza. Come una manna dal mare. Quel mare che per i palestinesi non è libero. Con i pescatori che sovente sono costretti a spostarsi in acque egiziane per non tornare a casa con le reti vuote. Questa pesca miracolosa, che sembra offrirsi come un dono inatteso, una boccata d’aria in una situazione difficilissima, scatena i pescatori che si contendono le mante e le fanno a pezzi per venderle al mercato.

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