Gaza

Gaza: ancora non liberi di pescare

24 ott 2014

Nonostante gli accordi di cessate il fuoco le navi militari israeliane continuano ad attaccare pescatori palestinesi intenti a lavorare nelle acque di Gaza. Nel solo mese di settembre in 18 casi i soldati israeliani hanno aperto il fuoco, un palestinese è rimasto ferito, 11 pescatori sono stati arrestati, 4 barche e 22 reti da pesca sono state confiscate.

Testo e foto di Rosa Schiano

Gaza, 24 ottobre 2014, Nena News – Le speranze che i palestinesi riponevano negli accordi per il cessate il fuoco raggiunto il 26 agosto tra Israele e gruppi della resistenza palestinese che ha messo fine all’ultima offensiva israeliana “Margine protettivo” sono state presto disattese. Soprattutto quelle dei pescatori di Gaza. Il governo di Netanyahu aveva infatti concesso ai palestinesi un’estensione dell’area marittima fino a 6 miglia nautiche dalla costa. Un’estensione che rappresentava di fatto un ritorno all’accordo raggiunto dopo la precedente offensiva israeliana “Colonna di difesa” del novembre 2012, niente di più, niente di meno.

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Why is Israel preventing rights experts from entering Gaza?

Haaretz, 08.12.14

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If the Israel Defense Forces and its legal advisers were so sure they were adhering to international law, why were they scared to let these experts enter Gaza [...]?

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the attack on Gaza

The Guardian

Comment is free, 21 July 2014

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Gaza

Tony Seed's Weblog, August 5, 2014

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In more than three weeks of incessant bombing, Israel has killed more than 1,800 Palestinians, in large part civilians | AP

The homemade rockets manufactured by Hamas militants are a product of impotence, shot with little precision into lands which were once Palestinian, now occupied by Israeli usurpers. [...] Step by step, Israel is erasing [Palestine] from the map.

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Riapre Rafah, per Gaza è sempre un inferno

27 nov 2014

L’Egitto riapre per qualche ora il valico chiuso da un mese. Troppo poco per permettere il ritorno a casa di migliaia di palestinesi bloccati al Cairo e nel Sinai. La pioggia e il freddo intanto aggravano le condizioni di 100 mila abitanti di Gaza ai quali i bombardamenti israeliani hanno distrutto l’abitazione

 – IL MANIFESTO

Gerusalemme, 27 novembre 2014, Nena News - «Avevo programmato di viaggiare con mio figlio per due settimane, per dimenticare l’ultima guerra a Gaza. Ora stiamo affrontando una realtà altrettanto difficile. Dal 5 novembre siamo bloccati in una stanza d’albergo al Cairo… Mi manca mia figlia Zeina». É questo il racconto che qualche giorno fa Abu Abdallah Tafesh, un abitante di Gaza, ha fatto a una giornalista di al Monitor. Una storia amara simile a quella che potrebbero dirci i 3500 palestinesi, secondo stime prudenti, 6000 secondo altri dati, bloccati al Cairo, a El Arish e in altre località da circa un mese, da quando gli egiziani hanno ordinato la chiusura del valico di Rafah in risposta a un attentato (33 soldati uccisi) compiuto il 24 ottobre nel Sinai da Ansar Beit al Maqdes, una formazione jihadista affiliata allo Stato Islamico (Isis). Attentato che, sostiene il regime del presidente Abdul Fattah al Sisi, sarebbe stato concepito nella Striscia di Gaza.

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