Dossier
I villaggi della West Bank soffrono di carenza d’acqua mentre le colonie sono rigogliose
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- Categoria: Cisgiordania
- Pubblicato Giovedì, 23 Maggio 2013 09:10
- Scritto da Layan Masri e Loor Awwad
Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 12 Maggio 2013
Al Monitor.com
Le strade sterrate che portano alla comunità palestinese di Al Hadidiya possono riconoscersi per le tracce di pneumatici d’auto e di trattori nel fango dell’inverno
Al Hadidiya si trova nella parte settentrionale della Valle del Giordano, un piccolo paese con una popolazione di meno di 200 persone. La maggior parte è data da bambini, donne e anziani, dato che gran parte dei più giovani si è trasferita in cerca di lavoro o per proseguire gli studi superiori. I palestinesi che vi risiedono vivono in tende circondate da montagne aride e campi pietrosi.
| Pastore della comunità di Al Hadidiya porta al pascolo le greggi. Sullo sfondo la colonia di Ro’i |
La maggior parte dell’anno, le colline che costellano il territorio sono giallastre, aride e polverose. Come tutti gli altri villaggi palestinesi della Valle del Giordano, Al Hadidiya lotta per rifornirsi di acqua. Invece di rubinetti e lavandini, sparse in mezzo alle tende e agli ovili, sono onnipresenti gialle autobotti arrugginite. Pochi ettari di campi circondano l’area, allungandosi ovunque il terreno è sufficientemente pianeggiante – tuttavia la terra resta arida e i campi brulli la maggior parte dell’anno. Con il costo dell’acqua di cisterna, quattro o cinque volte più cara di quella del rubinetto, i residenti di Al Hadidiya ne hanno una quantità appena sufficiente per mantenere se stessi, quindi non c’è alcun problema riguardante il suo uso per l’agricoltura. Solo in inverno, durante la stagione delle piogge, vengono seminate le colture e fatto il raccolto – non un raccolto in contanti, ma piuttosto di grano e di orzo da usare come foraggio per le pecore e le capre.
VIDEO: Chi era Vittorio Arrigoni
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- Categoria: Gaza
- Pubblicato Giovedì, 23 Maggio 2013 09:01
- Scritto da NENA-News
In un documentario di Al Jazeera la vita e l'impegno di Vik nella Striscia di Gaza. L'amore per la Resistenza italiana e per ogni forma di resistenza all'oppressione coloniale.
15 aprile 2013
Gerusalemme, 15 aprile 2013, Nena News - "Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire - fra cent'anni - vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: 'Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare'. Vittorio Arrigoni: un vincitore".
Israel Denies Palestinians Equal Water Access
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- Categoria: Cisgiordania
- Pubblicato Giovedì, 23 Maggio 2013 05:45
- Scritto da Jihan Abdalla
Al Monitor Palestine Pulse, April 8, 2013
| A Palestinian farmer harvests grapes in a vineyard in the West bank village of Beit Ummar, north of Hebron, Sept. 9, 2012. (photo by REUTERS/Darren Whiteside) |
According to a European Union report issued last year, in 1967 between 200,000 and 320,000 Palestinians lived in Area C of the West Bank. But demolition of Palestinian homes and structures, and the prevention of new buildings, has seen the population drop to 150,000.
Uccisi profughi palestinesi
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- Categoria: Profughi palestinesi
- Pubblicato Giovedì, 23 Maggio 2013 05:36
- Scritto da Chiara Cruciati
il Manifesto, 17.05.2013
DAMASCO - Il resoconto di un giornalista accusa l'Esercito libero siriano
Nel giorno della «nakba», i ribelli siriani sparano sui manifestanti in fuga dai campi
Le voci che mercoledì si erano rincorse sull'uccisione di alcuni palestinesi che manifestavano nel campo profughi di Yarmouk, a Damasco, hanno trovato conferma. Sky News ha pubblicato il resoconto di Tim Marshall, direttore di Foreign Affairs, presente alla manifestazione per l'anniversario della Nakba a Yarmouk. «Sapevamo cosa stava per succedere e allora abbiamo indossato elmetti e giubbini anti-proiettile. I manifestanti sapevano cosa stava per accadere, non avevano alcuna protezione ma continuavano a camminare dritti verso la linea del fuoco», ha riferito Marshall. I manifestanti, ha proseguito, erano per lo più palestinesi siriani, molti dal distretto di Yarmouk, fuggiti dopo che il campo è stato preso dalle forze di opposizione otto mesi fa. Qualcuno ci ha gridato: «Per favore, dite al mondo la verità! Non vogliamo i ribelli qua, vogliamo che l'esercito li uccida!». Alcuni portavano con sé foto del presidente Assad, altri le bandiere palestinese e siriana.
Sinai, Israele e Egitto minacciano l'ambiente
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- Categoria: Egitto
- Pubblicato Giovedì, 23 Maggio 2013 05:25
- Scritto da Anna Clementi
Inquinamento del mare e delle falde acquifere mettono in pericolo le specie marine e la salute umana. Le responsabilità di Israele e dell'Egitto.
giovedì 16 maggio 2013 08:59
| Foto: Gil Cohen Magen/Reuters |
Roma, 16 maggio 2013, Nena News - Sono poche le persone che non sognano di immergersi nelle cristalline acque del Mar Rosso alla scoperta di un affascinante mondo sotterraneo. Eppure solo una minoranza è a conoscenza del fatto che il delicato ecosistema del Sinai è in pericolo. Le coste settentrionali della penisola sono minacciate dalle acque di scarico e dalle penetrazioni di sostanze tossiche all'interno delle falde acquifere. Gravi sono le conseguenze sia sulle specie marine che sulla salute umana.
