Gaza

La polizia blocca un migliaio di palestinesi al valico di Rafah

il Manifesto, 20.05.2013

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Un migliaio di palestinesi della Striscia di Gaza sono rimasti bloccati al valico di Rafah chiuso venerdì dalla polizia egiziana per protestare contro il rapimento di sette agenti catturati mercoledì a Wadi al Akhdar (Sinai)

 

Quattro degli agenti sequestrati lavorano proprio al terminal di frontiera. Le autorità egiziane ieri hanno inviato nella zona altri reparti di sicurezza per impedire, ha spiegato il Cairo, che i poliziotti siano portati dentro Gaza attraverso i tunnel sotterranei tra il Sinai e la Striscia. I palestinesi da parte loro chiedono che siano fatti rientrare a Gaza i civili rimasti bloccati, non pochi dei quali erano andati in Egitto a curarsi per gravi malattie. Ma un funzionario egiziano della sicurezza ha ribadito che la frontiera non sarà riaperta fino alla liberazione di quattro agenti. I rapitori, con ogni probabilità beduini legati a qualche gruppo salafita radicale, chiedono la scarcerazione dei loro compagni arrestati nei mesi scorsi. È solo l'ultimo atto di un conflitto che si combatte da nove mesi tra le forze di sicurezza egiziane e vari gruppi islamisti radicali, che hanno fatto del Sinai la loro roccaforte, e che vedrebbe il coinvolgimento anche di palestinesi di Gaza. Su questo punto l'Egitto insiste dallo scorso agosto, dall'attacco sanguinoso ad una stazione di polizia a Rafah (gli uccisi furono 16) da parte di una cellula jihadista che, dopo aver catturato un blindato, riuscì a sfondare le barriere di frontiera e a penetrare per diverse centinaia di metri all'interno del territorio israeliano prima di essere fermato da un razzo sganciato da un elicottero. Un episodio che costrinse il presidente islamista egiziano Mohammed Morsi ad adottare misure punitive nei confronti di Gaza su pressione dell'Esercito e dei servizi segreti, a cominciare dalla chiusura (avvenuta però parzialmente) dei tunnel sotterranei. Proprio nel momento in cui si erano fatti più stretti i rapporti con il governo di Hamas a Gaza, nel quadro dell'alleanza tra i movimenti e partiti che si ispirano ai Fratelli Musulmani, emersi come forze maggioritarie nei Paesi teatro della cosiddetta «primavera araba». Morsi, come lo scorso anno, è contrario a provvedimenti che prendono di mira indirettamente i «cugini» di Hamas al potere a Gaza. Anche questa volta però non ha potuto opporsi ai comandi militari e all'intelligence che insistono sulla collaborazione in corso tra salafiti del Sinai e palestinesi sui quali, dicono, Hamas chiude un occhio, anzi tutti e due. L'accaduto rischia di affondare l'intenzione di Morsi di visitare Gaza, all'inizio di giugno, assieme al premier turco Erdogan che giovedì ha confermato che si recherà nella Striscia. Qualche settimana fa il Segretario di Stato John Kerry aveva «suggerito» all'alleato Erdogan di ripensare al suo annunciato viaggio a Gaza, su evidente pressione di Israele - e, pare, anche dell'Autorità nazionale del presidente palestinese Abu Mazen - che guarda con diffidenza al riconoscimento dell'autorità di Hamas giunto da diversi Paesi del Golfo (Qatar in testa) e dalla Turchia. Erdogan ha taciuto per giorni poi ha trovato il compromesso tra le sue intenzioni e i «suggerimenti» di Washington. Erdogan non visiterà solo Gaza ma si recherà anche a Ramallah, in Cisgiordania, per colloqui con Abu Mazen. È probabile inoltre che usi il suo viaggio in Palestina per "promuovere" il tentativo di Kerry di rilanciare, forse con un conferenza regionale a giugno, il negoziato israelo-palestinese fermo da anni.

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Mille palestinesi bloccati da giorni al valico Rafah

 

L'Egitto ribadisce che la frontiera non riaprira' fino alla liberazione dei poliziotti rapiti nel Sinai. Il Cairo denuncia il possibile coinvolgimento di salafiti di Gaza

 

19 maggio 2013

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Gerusalemme, 19 maggio 2013, Nena News - Erano un migliaio ieri i palestinesi della Striscia di Gaza bloccati al valico di Rafah chiuso venerdì dalla polizia egiziana per protestare contro il rapimento di sette agenti catturati mercoledì a Wadi al Akhdar (Sinai) da un gruppo armato. Quattro degli agenti sequestrati lavorano proprio al terminal di frontiera.

Le autorità egiziane ieri hanno inviato nella zona altri reparti di sicurezza per impedire, ha spiegato il Cairo, che i poliziotti siano portati dentro Gaza attraverso i tunnel sotterranei tra il Sinai e la Striscia. I palestinesi da parte loro chiedono che siano fatti rientrare a Gaza i civili rimasti bloccati, non pochi dei quali erano andati in Egitto a curarsi per gravi malattie. Ma un funzionario egiziano della sicurezza ha ribadito che la frontiera non sarà riaperta fino alla liberazione di quattro agenti. I rapitori, con ogni probabilità beduini legati a qualche gruppo salafita radicale, chiedono la scarcerazione dei loro compagni arrestati nei mesi scorsi.

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La polizia egiziana chiude Rafah per protesta

 

Chiusa a tempo indeterminato la frontiera con Gaza dopo il rapimento di sette poliziotti egiziani. Morsi convoca i ministri, le tribù beduine si offrono come mediatori.

 

venerdì 17 maggio 2013 12:22

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Roma, 17 maggio 2013, Nena News - Oggi la polizia egiziana ha chiuso il confine di Rafah con la Striscia di Gaza come forma di protesta per il rapimento di quattro poliziotti egiziani, catturati in Sinai mercoledì. Un funzionario della sicurezza ha detto alla stampa che la frontiera non sarà riaperta fino alla liberazione di quattro ufficiali. Il Ministero degli Interni di Gaza ha confermato la chiusura. Non passa nessuno, nemmeno funzionari dell'intelligence e militari.

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"Vittorio est vivant. Nous continuons son combat"

 

"Vittorio è vivo. Continuiamo la sua lotta", diceva un cartello in francese esposto al porto di Gaza. L'impegno di pescatori e contadini nel nome di Vik raccontato da Rosa Schiano

 

16 aprile 2013

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foto di Rosa Schiano

Gaza, 16 aprile 2013, Nena News - Nel porto di Gaza city ieri mattina palestinesi ed attivisti internazionali hanno ricordato Vittorio Arrigoni, l'attivista per i diritti umani membro dell'International Solidarity Movement, a due anni di distanza dalla sua uccisione.

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VIDEO: Chi era Vittorio Arrigoni

 

In un documentario di Al Jazeera la vita e l'impegno di Vik nella Striscia di Gaza. L'amore per la Resistenza italiana e per ogni forma di resistenza all'oppressione coloniale.

 

15 aprile 2013

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Gerusalemme, 15 aprile 2013, Nena News - "Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire - fra cent'anni - vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: 'Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare'. Vittorio Arrigoni: un vincitore".

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