Gaza

Studenti palestinesi bloccati a Gaza. La speranza disattesa

26 feb 2015

Il diritto alla libertà di movimento continua ad essere negato, all’interno degli stessi territori palestinesi, lo sanno bene gli studenti di Gaza impossibilitati a spostarsi per motivi di studio dalla Striscia alla Cisgiordania

AGGIORNAMENTO

BANKSY A GAZA

Il noto writer britannico Banksy è stato a Gaza per dipingere quattro graffiti e girare un video di due minuti, ora sul suo sito.  L’artista ironicamente invita a ”scoprire Gaza, una nuova destinazione fuori dai circuiti turistici che gli abitanti amano così tanto da non lasciarla mai e sono sorvegliati da ‘vicini amichevoli”’.  Il primo graffito, ispirato a “Il pensatore” di Auguste Rodin, è stato realizzato sui resti di un muro e si intitola ‘Bomb damage’, in un altro murale si scorgono bimbi su una giostra e nel terzo una gatta con un vistoso fiocco roso al collo che ”dice al mondo che si sta perdendo la bellezza della vita”. Una scritta di colore rosso su un muro bianco infine afferma: ”Se ci disinteressiamo del conflitto tra i forti e i deboli, ci mettiamo dalla parte dei forti, non siamo neutrali”.

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Palestina Solare

19 feb 2015

Un ingegnere di Gaza e alcuni scienziati italiani dell’ong Sunshine4Palestine, con un impianto ad energia fotovoltaica, hanno garantito corrente elettrica a un intero ospedale. Ora puntano ad illuminare una strada del campo profughi di Shate e propongono progetti “verdi” per acqua e depuratori.

– Il Manifesto

Gaza, 19 febbraio 2015, Nena News – L’ingegnere Hai­tham Gha­nem ha avuto una vita più o meno simile a quella di tanti altri pale­sti­nesi pro­fu­ghi. Costretto a lasciare il Kuwait durante la prima guerra del Golfo tra l’Iraq e gli “Alleati” — la prima delle tante coa­li­zioni messe in piedi da Washing­ton per le sue guerre in Medio Oriente — Gha­nem con pochi soldi in tasca arriva in Gior­da­nia, dove cono­sce sua moglie, per poi appro­dare, dopo una paren­tesi di studi negli Usa, in quel faz­zo­letto di terra pale­sti­nese che è la Stri­scia di Gaza. Da allora ha vis­suto assieme agli altri abi­tanti di Gaza tre grosse offen­sive mili­tari israe­liane e un numero ele­vato di attac­chi più con­te­nuti, ma non per que­sto poco deva­stanti e letali. L’ingegnere Gha­nem comun­que non si dispera. Ama descri­vere agli stra­nieri che vanno a tro­varlo le straor­di­na­rie capa­cità dei pale­sti­nesi di Gaza, quello sanno fare, costruire e rea­liz­zare, nono­stante le dif­fi­coltà quo­ti­diane, la mancanza di mezzi, il blocco impo­sto da Israele, l’isolamento pra­ti­cato dall’Egitto.

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The world has broken its promises about rebuilding Gaza – and the children will suffer

The Guardian, 21 February 2015

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Jibril, left, lost two of his four grandchildren to hypothermia in the storms last month. The family now live in a tiny plastic-covered wooden structure in Beit Hanoun with a blanket for a door. Photograph: Belal Hasna

Baby Salma died of hypothermia at just 40 days old. Her body was drenched with freezing rainwater. It was frozen “like ice-cream”. Gaza was hit by a severe winter storm called “Huda” in January. Salma was its youngest victim.

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BANKSY. Per non dimenticare Gaza

28 feb 2015

In incognita, come sempre, il writer più famoso al mondo ha firmato quattro graffiti e girato un video tra le macerie di Gaza, sei mesi dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. «Se ci disinteressiamo del conflitto tra i forti e i deboli, ci mettiamo dalla parte dei forti, non siamo neutrali».

Il Manifesto

Gerusalemme, 28 febbraio 2015, Nena News – È tornata in Palestina la bambina attaccata ai palloncini che vola in alto per superare il Muro costruito da Israele in Cisgiordania. A sei mesi esatti dal cessate il fuoco tra Hamas e Israele, Banksy, invisibile come sempre, ha lasciato il suo segno per dirci che non dobbiamo dimenticare Gaza, che dobbiamo schierarci con l’oppresso perchè dichiararsi neutrali significa mettersi dalla parte del’oppressore. Per questo viaggio tra le macerie della Striscia, dove il più famoso writer del mondo ha dipinto quattro graffiti, Banksy ha scelto, attraverso il video che ha girato, di presentarsi come una sorta tour operator per invitare il mondo a «scoprire Gaza, una nuova destinazione fuori dai circuiti turistici che gli abitanti amano così tanto da non lasciarla mai e sono sorvegliati da vicini amichevoli». Si tratta del progetto più politico mai realizzato dall’artista britannico. Il primo graffito lasciato a Gaza è ispirato a “Il pensatore” di Auguste Rodin. Banksy lo ha realizzato sui resti di un muro e si intitola “Bomb damage”. In un altro si scorgono bimbi su una giostra, nel terzo una gatta con un vistoso fiocco roso al collo che dice al mondo che «si sta perdendo la bellezza della vita». Una scritta di colore rosso su un muro bianco infine afferma: «Se ci disinteressiamo del conflitto tra i forti e i deboli, ci mettiamo dalla parte dei forti, non siamo neutrali».

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60% of Gaza Victims of Israel Strikes Were Women, Children or Elderly, Study Finds

The Jewish Daily Forward, February 14, 2015

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Getty images

An Associated Press investigation into Israeli airstrikes on Gaza homes during last summer’s war against Hamas concluded that 508 people, or over 60 percent of the casualties, were children, women and older men.

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