Gaza: elettricità ancora a singhiozzo


Il problema dovrebbe risolversi nei prossimi giorni assicura il premier di Hamas, Ismail Haniyeh. Domani incontro dei vertici dell’Olp al Cairo sulla riconciliazione nazionale palestinese.


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Gaza, 22 febbraio 2012, Nena News – Resta intermittente la distribuzione dell’elettricità nella Striscia di Gaza dove il 14 febbraio è stata spenta l’unica centrale elettrica per mancanza di gasolio industriale. I disagi per la popolazione sono notevoli, aggravati dalle basse temperature che si registrano da diversi giorni. In difficoltà anche ospedali e scuole e resta alto l’allerta ambiente. I depuratori non possono lavorare a pieno ritmo tutto il giorno.

I problemi, causati dal mancato arrivo dei rifornimenti dall’Egitto oltre che dall’embargo israeliano nei confronti della Striscia di Gaza, dovrebbero terminare presto. Il premier del governo di Hamas, Ismail Haniyyeh, assicura le autorità egiziane sono pronte a garantire un rifornimento di carburante adeguato alla Striscia. Già nei prossimi giorni verrà aumentata  a 22 megawatt la quota di elettricità che dall’Egitto arriva quotidianamente a Gaza. Hassan Yunis, ministro egiziano per l’Elettricità e l’Energia, ha parlato anche della costruzione di una seconda centrale elettrica a Gaza.

Si torna a discutere anche di riconciliazione palestinese dopo la mancata formazione di un governo di unità nazionale prevista il 18 febbraio dagli accordi siglati a Doha dal presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, e il leader di Hamas in esilio, Khaled Meshaal. Accordi fortemente contestati dall’ala militare e da alcuni esponenti del movimento islamico perché prevedono che la carica di primo ministro venga affidata ad Abu Mazen.

Proprio Abu Mazen presiderà domani al Cairo un incontro dei rappresentanti di tutte le formazioni incluse nell’Olp (di cui non fa parte Hamas). «Discuteremo di riconciliazione e della formazione del governo palestinese», ha riferito all’agenzia “Maan” Wasil Abu Yusef, un dirigente del “Fronte palestinese di liberazione”. Al centro del meeting anche la riorganizzazione dell’Olp che in futuro dovrebbe accogliere  Hamas. Nena News

 

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