GERUSALEMME. Auto investe pedoni, per la polizia è un attacco volontario

06 mar 2015

Stamattina un’auto ha ferito vicino alla Hebrew University tre poliziotte di frontiera e due pedoni. La polizia ha aperto il fuoco sul sospetto. I parenti portati al Russian compound per un interrogatorio. Subito rafforzati i controlli in città.

AGGIORNAMENTO ore 16.15 – LE REAZIONI POLITICHE

Dopo l’attacco di questa mattina sono arrivate a stretto giro le reazioni del mondo politico israeliano. Il ministro della Sicurezza Aharonovitch ha detto durante un meeting che un simile tipo di attacchi “non può essere previsto”, ma che farà di tutto per evitarli: “Dobbiamo stare in allerta e le agenzie di intelligence devono fare il possibile per evitare questi attacchi”.

Il premier Netanyahu ha ringraziato le forze di sicurezza per aver fermato il responsabile prima di colpire altre vittime, mentre il ministro degli Esteri Lieberman ha rimesso sul tavolo la proposta di pena di morte per chiunque metta in pericolo la sicurezza dello Stato di Israele. Non sono mancate, da parte di membri del Likud, nuove accuse nei confronti della leadership palestinese e dell’Anp, responsabile secondo la destra israeliana di incitamento alla violenza.

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 Gerusalemme, 6 marzo 2015, Nena News – Questa mattina, pochi minuti fa, un’auto ha investito cinque persone a Gerusalemme. Tre poliziotte di frontiera israeliane e due pedoni sono rimasti lievemente feriti, fanno sapere fonti mediche. Si tratterebbe, secondo la polizia israeliana, di un attacco volontario: il sospetto, un palestinese di 22 anni del quartiere di Ras al-Amud a Gerusalemme Est, Muhammad Mahmoud Abd al-Razeq al-Salaymeh, sarebbe poi sceso dalla macchina con un coltello da macellaio e avrebbe tentato di colpire altri passanti.

Subito dopo la polizia ha aperto il fuoco contro il sospetto, ferendolo seriamente: è ora ricoverato in condizioni critiche in ospedale. L’attacco è avvenuto vicino alla fermata del tram sul Monte Scopus, a poca distanza dalla Hebrew University e da una stazione della Polizia di Frontiera. “Un giovane uomo ha investito con la sua auto dei pedoni, è uscito [dall’auto] e ha tentato di accoltellare dei passanti”, ha detto la portavoce della polizia Luba Samri.

 

E mentre il Comune ordinava un rafforzamento dei controlli in città, il padre e i fratelli di al-Salaymeh venivano portati al Russian Compound per essere interrogati.

Non è la prima volta che tali attacchi si verificano a Gerusalemme. Molte azioni individuali, portate avanti da palestinesi, si sono verificate negli ultimi mesi del 2014. I sospetti, in quasi tutti i casi, sono stati uccisi dalla polizia israeliana dopo l’evento. Un tipo di violenza che in molti hanno attribuito ad azioni individuali, non riconducibili a partiti politici o movimenti di resistenza, ma figli della marginalizzazione subita dalla comunità palestinese nella Città Santa. Nena News

La foto del luogo dell'attacco, pubblicata dal capo della polizia Micky Rosenfeld su Twitter

La foto del luogo dell’attacco, pubblicata dal capo della polizia Micky Rosenfeld su Twitter

Il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, ha commentato l’attacco promettendo un’intensificazione della sicurezza nella Città Santa: “Non permetteremo al terrorismo di interrompere la nostra vita quotidiana e continueremo a combatterlo senza compromessi”. Dopo gli attacchi individuali di ottobre e novembre scorso, i controlli della sicurezza israeliana e la presenza militare a Gerusalemme si sono ulteriormente intensificati, portando non solo a vessazioni contro la popolazione palestinese da parte della polizia e delle autorità (quasi mille gli arrestati in poche settimane) ma anche ad attacchi e aggressioni di residenti palestinesi da parte di cittadini israeliani, marce razziste e un generale acuirsi degli episodi di razzismo.

Un commento è giunto anche da Hamas che ha definito l’attacco “un’azione eroica, naturale risposta ai crimini israeliani”. Nena News

 

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