Iran

No nuke, se Israele e Iran saranno trattati allo stesso modo

 

L'idea di una nuclear free zone nella regione vedra' la luce solo se non saranno fatte differenze tra Tel Aviv e Tehran. Per ora e' corsa agli armamenti atomici.

 

23 ottobre 2012

Leggi tutto:  No nuke, se Israele e Iran saranno trattati allo stesso modo


Roma, 23 ottobre 2012, Nena News -  Il nucleare, in Medio Oriente, non s'ha da fare. Non è però una regola generale: vale solo per l'Iran. Se, dopo i virus informatici che hanno messo ko le centrali iraniane e i misteriosi assassinii dei tecnici iraniani - di cui Teheran accusa Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita-  c'era ancora qualche dubbio sulla posizione delle petromonarchie del Golfo al riguardo, ad inizio anno furono le dichiarazioni dell'ex ambasciatore saudita a Washington (e alleato strettissimo di diverse Amministrazioni Usa) Turki al-Faysal, a dissipare ogni interrogativo: il nucleare (iraniano) è una minaccia per la stabilità del Medio Oriente e l'Occidente lo deve fermare. La regione deve diventare una "nuclear-free zone" e a garantirla devono essere i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, secondo le parole del diplomatico. Altrimenti, fece intendere al Faysal, si procederà a una "corsa al nucleare, che potrebbe includere l'Arabia Saudita, l'Iraq, l'Egitto e la Turchia".

Leggi tutto: No nuke, se Israele e Iran saranno trattati allo stesso modo

Il capo della Knesset si arruola tra i falchi

il Manifesto, 25.08.2012

 TEL AVIV - Continua il gioco delle dichiarazioni: la destra chiede l'attacco, i militari restano contrari

L'offensiva degli «interventisti» israeliani prosegue. Rimasto in silenzio sino a oggi, il presidente della Knesset Reuven Rivlin, esponente dell'ala oltranzista del partito di destra Likud, ha apertamente sposato la causa di un attacco israeliano in tempi stretti alle centrali nucleari iraniane. «Se non attaccheremo oggi in Iran perderemo il nostro potere di deterrente, che è il nostro bene strategico più importante, e ci troveremo in una situazione molto complessa», ha avvertito Rivlin in un'intervista apparsa ieri sul quotidiano nazionalista Makor Rishon. Il presidente della Knesset ha poi invitato alle dimissioni il capo dello Stato Shimon Peres che qualche giorno fa aveva consigliato al governo del premier Netanyahu di non muovere passi affrettati e di mantenere il coordinamento con gli Stati Uniti. Parole che hanno scatenato la reazione degli «interventisti», guidati proprio dal primo ministro: quest'ultimo scalpita e a tenerlo a freno sarebbe solo la contrarietà (per ora) dell'amministrazione Usa all'attacco all'Iran.

Leggi tutto: Il capo della Knesset si arruola tra i falchi

Iran in possesso di foto di basi israeliane

 

Teheran afferma di aver scattato immagini aeree di siti sensibili grazie ad un drone lanciato da Hezbollah. E annuncia: assemblati nuovi velivoli super tecnologici

 

29 ottobre 2012

Leggi tutto: Iran in possesso di foto di basi israeliane


Roma, 29 ottobre 2012, Nena News - L'Iran possiede fotografie aeree di basi militari israeliane. Ad annunciarlo questa mattina è stato un parlamentare iraniano: le immagini sarebbero state scattate da un drone lanciato nello spazio aereo israeliano all'inizio di ottobre.

Leggi tutto: Iran in possesso di foto di basi israeliane

U.S. Admits War Games With Israel Downsized

The Jewish Daily Forward, September 2, 2012

the decision two months ago to scale back the exercise came at the same time as tension began increasing between President Obama and Prime Minister Benjamin Netanyahu over Israel’s considering launching an attack on Iran’s nuclear sites.

Più soluzioni in due semplici mosse

il Manifesto, 16/10/2012

ISRAELE, L'ATTACCO ALL'IRAN E IL CONFLITTO SIRIANO
Qualche anno fa, prima che diventasse presidente d'Israele, Shimon Peres ci invitò a pranzo. Discutendo dello sviluppo nucleare iraniano, ci disse testualmente: «Abbiamo tre opzioni: militare, diplomatica, economica. Escludiamo la prima opzione; proseguiamo con la seconda pur credendoci poco; diciamo sì alla terza, perché le sanzioni servono allo scopo». Sull'Iran Peres aveva visto giusto. Un'inflazione al 50%, il rial svalutato sul dollaro del 300% in un anno, le esportazioni di petrolio dimezzate, tutto indica un'economia al collasso e lascia presagire un acuirsi delle tensioni fra governo, clero e popolo del bazar.

Leggi tutto: Più soluzioni in due semplici mosse