Iraq

Al Jihad con il passaporto israeliano

24 ott 2014

Non è più una questione di pochi casi isolati. Solo da Israele sarebbero partiti 40 palestinesi, secondo cifre riferite dalle autorità e dai media locali.  

– Il Manifesto

Gerusalemme, 24 ottobre 2014, Nena News – Quando lo scorso fine settimana si è saputo della morte in combattimento in Siria di Othman Abu al Kiyan, beduino palestinese con passaporto israeliano e medico praticante all’ospedale di Ashqelon, i media israeliani sono affannati a sottolineare i rischi per la «sicurezza nazionale» della partecipazione di «cittadini arabi», al progetto di Califfato portato avanti dallo Stato Islamico (Daesh in arabo). Le cose sono più complesse. Quando ha deciso di unirsi al jihad, Abu al Kiyan non pensava affatto a Israele, paese dove conduceva un’esistenza tranquilla. Il suo unico pensiero, raccontano gli amici, era come contribuire al rispetto totale tra i musulmani della shariaa, partecipare alla costruzione del Califfato portata avanti dallo Stato islamico e strappare il potere agli «infedeli sciiti». La scelta di Abu al Kiyan, e di chi l’ha fatta prima di lui, di partire per la Siria e l’Iraq e unirsi all’Isis, è un problema serio per i palestinesi perché pone interrogativi inquietanti sui processi politici e sociali in atto. Nei passati tre anni, da quando è cominciata la guerra civile in Siria, si era saputo di salafiti palestinesi di Gaza partiti dalla loro terra per combattere contro «l’apostata» Bashar Assad. E anche di alcuni palestinesi di Israele che si erano uniti ai ribelli siriani o al Fronte al Nusra (il ramo siriano di al Qaeda).

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L’incubo della poliomielite si diffonde in Medio Oriente

17 apr 2014

La poliomielite torna in anche Iraq. Dopo 14 anni accertato il primo contagio  in un bambino di sei mesi. I campi profughi siriani: i nuovi focolai.

Roma, 17 aprile 2013, Nena NewsDall’inizio del 2013, 27 casi di poliomielite sono stati accertati in Siria, la maggiorparte dei quali nel governatorato conteso di Deir Ez Zor, snodo di rotte commerciali tra   Siria occidentale, Turchia orientale e Iraq. La rivista scientifica The Lancet aveva preannunciato la possibilità che il poliovirus, ricomparso in Siria durante il conflitto armato, poteva con semplicità essere reintrodotto in aree libere dall’infezione ormai da decenni.

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L’IRAQ vicino alla guerra civile

28 feb 2014

Decine di morti ieri in una raffica di attentati. Il Paese è ormai parte dell’aperta e sanguinosa contrapposizione tra sciiti e sunniti che sta infiammando la regione mediorientale. Il 30 aprile si vota

Roma, 28 febbraio 2014, Nena News – È un vero bollettino di guerra quello che arriva quasi quotidianamente dall’Iraq, teatro di un sanguinoso scontro settario, tra sunniti e sciiti, che sta spingendo il Paese verso una conflitto civile, quando mancano due mesi alle elezioni presidenziali (30 aprile).

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We really have to thank America for leaving us this political order in Iraq

The Angry Arab News Service, 25 January 2014

"Iraq on Thursday hanged 11 people convicted of terrorism-related offenses, the Justice Ministry said, pursuing what a U.N. official has criticized as a “conveyor belt of executions.”

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the lives of Iraqis after American "liberation"

The Angry Arab News Service, October 21, 2013

From Yazan:  "Below is an article by MSNBC about the lives of Iraqis now. The data and info is staggering (and unsurprising). 

 

Here is the most powerful part:

 

"Environmental contamination. Between 2002 and 2005, U.S. forces shot off 6 billion bullets in Iraq (something like 300,000 for every person killed). They also dropped 2,000 to 4,000 tons of bombs on Iraqi cities, leaving behind a witch’s brew of contaminants and toxic metals, including the neurotoxins lead and mercury. Mozhgan Savabieasfahani, an Iranian-born toxicologist at the University of Michigan School of Public Health, is studying the health impact, and her early findings are worrying. Last year, in a study published with Iraqi colleagues, she reported staggering increases in birth defects in the heavily bombarded cities of Basrah and Fallujah. The increases started in the early 90s, after the bombings of the first Gulf War, and continued right through 2011.

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