Italia

L’Italia non riconosce la Palestina

il Manifesto, 27.2.2015

Camera. Passano col sostegno del governo due mozioni «non contrapposte», del Pd e del Ncd. Democratici spaccati. L’unico impegno è a «promuovere il riconoscimento» e i negoziati. Hanan Ashrawi e l'Anp deluse per i condizionamenti ai palestinesi

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GAZA, OPERA DEL GRAFFITISTA BANKSY © Reuters

Il rico­no­sci­mento pieno non è arri­vato. L’Italia per il momento si impe­gna solo a «soste­nere l’obiettivo della costi­tu­zione di uno Stato pale­sti­nese» nella logica di «due popoli, due stati» e a «pro­muo­vere il rico­no­sci­mento della Pale­stina quale stato demo­cra­tico e sovrano entro i con­fini del 1967», con «Geru­sa­lemme capi­tale con­di­visa», soste­nendo e pro­muo­vendo i nego­ziati di pace «diretti tra le parti». Con­tra­ria­mente a quanto annun­ciato dalla mag­gio­ranza di governo, le due mozioni appro­vate ieri dalla Camera — quella del Pd votata anche dai depu­tati di Sel che con­tiene i punti sopra ripor­tati, e quella del Ncd e del gruppo di Area popo­lare, con­trap­po­sta alla prima ma solo in parte — non seguono le orme della riso­lu­zione del Par­la­mento euro­peo votata appena il 17 dicem­bre scorso anche dall’Italia che soste­neva «in linea di prin­ci­pio il rico­no­sci­mento dello Stato pale­sti­nese e la solu­zione a due Stati», rite­nendo che «ciò debba andare di pari passo con lo svi­luppo dei col­lo­qui di pace, che occorre far avanzare».

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PALESTINA. Venezia accoglie il “cinema senza diritti”

02 mar 2015

Venerdì 6 marzo al centro culturale Candiani di Mestre verrà presentata la rassegna di film palestinesi “Cinema senza diritti”: 8 pellicole premiate internazionalmente che raccontano l’occupazione e la dignità di un popolo senza voce

Roma, 2 marzo 2015, Nena News – Otto film di registi palestinesi per descrivere la dura realtà dell’occupazione israeliana, per raccontare storie di quotidiana violenza, di diritti negati, di oppressione ma anche di resistenza e di dignità, per dare voce ad un popolo che da 67 anni è costretto a vivere sotto una brutale occupazione militare.

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L’EUROPA COLLABORI COL TRIBUNALE INTERNAZIONALE PER LA PALESTINA

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Perché firmare? Per dire no alla continuazione dei crimini di Israele.

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Roma: Negata aula a La Sapienza, e così anche la libertà di espressione

BDSItalia, 28 febbraio 2015

Comunicato stampa

 

La libertà di espressione vale solo per le vignette, non se si parla di Palestina

L’iniziativa che doveva tenersi Mercoledì 4 marzo, nell'aula 10 della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma La Sapienza, con la proiezione del film THE FADING VALLEY (La valle che muore), della regista israeliana Irit Gal, non si terrà più. Il film, in cui si parla della fertile Valle del Giordano nella Cisgiordania occupata, dove i pascoli dei contadini palestinesi sono stati dichiarati zona militare, i loro pozzi sono sigillati e l’acqua deviata alle colonie israeliane avrebbe testimoniato la vita di questi agricoltori i cui diritti sono stati spazzati via e che sono considerati “illegali” nella propria terra.

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Palestina chi?

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27.2.2015

Il governo Renzi, la Camera, quasi tutti i par­titi — ad ecce­zione di Sel e M5S -, con straor­di­na­ria dop­piezza non hanno man­cato l’occasione di por­tare sul pal­co­sce­nico delle isti­tu­zioni ita­liane una pes­sima sce­neg­giata sul rico­no­sci­mento sim­bo­lico della Pale­stina. Che, è bene ricor­darlo, non è con­tesa, ma occu­pata mili­tar­mente. Si trat­tava di una deci­sione senza alcun effetto con­creto ma dall’indubbio valore poli­tico e sim­bo­lico, già presa senza par­ti­co­lari sus­sulti dai par­la­menti di Gran Bre­ta­gna, Irlanda, Spa­gna, Fran­cia, Irlanda, Lus­sem­burgo e Por­to­gallo, dallo stesso Euro­par­la­mento e dal governo svedese.

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