Libano

SCHEDA. Le Fattorie di Shebaa

29 gen 2015

La descrizione geopolitica e strategica di un’ area minuscola al centro dello scontro tra Hezbollah e Israele.

Roma, 29 gennaio 2015, Nena News - Le Fattorie di Shebaa, dove ieri si è svolto l’attacco dei combattenti del movimento sciita Hezbollah in cui sono rimasti uccisi due soldati israeliani, sono un lembo di terra di circa 25 kmq, situato nel punto dove si incontrano tre Paesi (Libano, Siria e Israele), alle pendici del Jabal Sheikh e al margine dell’altopiano del Golan siriano che Israele occupa dal 1967. L’area, militarmente strategica, nel punto più alto tocca i 1880 metri ed è quasi disabitata. Israele vi ha costruito postazioni che dominano il Libano meridionale.

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Israele non attacca il Libano, per ora

29 gen 2015

Il governo Netanyahu accresce il numero di soldati e mezzi blindati nel nord ma il temuto inizio di una nuova offensiva contro il Paese dei Cedri non c’è stato o non c’è stato ancora. Al momento sembra prevalere la cautela, frutto anche delle pressioni internazionali su Tel Aviv. Ma tutti sanno che in qualche modo il premier israeliano attuerà una rappresaglia all’attacco di Hezbollah.

AGGIORNAMENTO ORE 11.30

Usa condannano attacco Hezbollah

Come previsto gli Stati Uniti hanno condannato “l’attacco da parte di Hezbollah dal Libano sulle Forze di Difesa di Israele”, sottolineando la “palese violazione del cessate il fuoco e della risoluzione delle Nazioni Unite 1701 che chiedeva l’immediata cessazione di tutti gli attacchi da parte di Hezbollah”. Il Dipartimento di Stato “è a fianco di Unifil”, ha aggiunto una portavoce riferendosi al casco blu spagnolo ucciso dall’artiglieria israeliana.

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L’arsenale di Hezbollah frena la rappresaglia di Netanyahu

30 gen 2015

In casa israeliana si tende a privilegiare la versione che sia stato proprio il movimento sciita a gettare acqua sul fuoco facendo sapere di non volere una escalation. In realtà fanno da deterrente anche i razzi  che possiede Hezbollah

 – Il Manifesto

Roma, 30 gennaio 2015, Nena News – Mercoledì era così vicino il baratro di una nuova offensiva israeliana in Libano. Invece il governo Netanyahu ha scelto, almeno per ora, di non lanciare la sua rappresaglia all’attacco compiuto da Hezbollah lungo la frontiera – due soldati israeliani uccisi e sette feriti – che a sua volta era una risposta per il raid aereo israeliano che a metà gennaio avevo ucciso nella Siria meridionale 12 persone, tra le quali alti ufficiali del movimento sciita e un importante generale iraniano. Cosa abbia indotto il premier israeliano a frenare dopo aver promesso una punizione severa non solo a Hezbollah ma anche a Siria e Iran, è oggetto di discussione.

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Nasrallah avverte Israele: «Non riprovateci»

31 gen 2015

Il leader di Hezbollah, dopo l’agguato di mercoledì alle Fattorie di Shebaa (due soldati israeliani morti), annuncia che i suoi combattenti risponderanno colpo su colpo ad operazioni militari dello Stato ebraico in Libano e in Siria. Intanto il governo Netanyahu rilancia l’espansione delle colonie: 450 nuove case per settler in Cisgiordania

Roma, 31 gennaio 2015, Nena News«Non metteteci alla prova, non riprovateci». Non ha usato mezze parole il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, quando ieri, in diretta su buona parte delle tv libanesi, si è rivolto a Israele. Un discorso pronunciato dopo l’attacco compiuto mercoledì dal movimento sciita nei pressi delle Fattorie di Shebaa in cui due soldati israeliani sono stati uccisi per rappresaglia al raid aereo dello scorso 18 gennaio a Quneitra (Siria), a ridosso delle Alture del Golan, costato la vita a sei ufficiali di Hezbollah e a un generale iraniano. Raffiche di mitra, in segno di approvazione, hanno accompagnato per diversi minuti il discorso del capo di Hezbollah nei quartieri meridionali di Beirut. Israele, il 18 gennaio, attaccando in Siria riteneva di aver inferto un duro colpo a Hezbollah e all’Iran alleato del movimento sciita e di Damasco, e di aver umiliato Nasrallah. Al contrario ieri il leader sciita è apparso determinato e di buon umore. La rappresaglia portata a termine mercoledì dai suoi combattenti, dal territorio libanese in aperta sfida a Israele – che non ha reagito o almeno non lo ha ancora fatto -, lo ha spinto ad essere sfrontato, a tratti arrogante nei confronti di Tel Aviv.

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Disastro di Jiyyeh. Onu: Israele risarcisca il Libano

20 dic 2014

È di oltre 700 milioni di euro la cifra che Tel Aviv deve a Beirut per i danni ambientali  provocati dai raid sugli impianti industriali della costa  libanese. In mare si sversarono migliaia di tonnellate di greggio. Lo Stato ebraico non ha mai voluto pagare e probabilmente non lo farà neanche questa volta

Roma, 20 dicembre 2014, Nena News – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ieri ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che chiede a Tel Aviv di risarcire Beirut per i danni provocati dallo sversamento di greggio sulle coste libanesi, causato dai raid israeliani durante la guerra del 2006.

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