Opposizione israeliana

FOTO/VIDEO. Israele, tornano gli indignados: “Meglio emigrare”

04 mar 2015

A quattro anni dalla protesta delle tende, a Tel Aviv si torna a manifestare per il diritto alla casa e contro l’aumento del costo della vita. Un grattacapo per Netanyahu a due settimane dal voto.

Tel Aviv, 4 marzo 2015, Nena News – Sono passati quasi quattro anni dalle proteste di masse che per settimane investirono Israele e il suo governo, anche allora guidato dal premier Netanyahu. Mai per le strade del paese si erano visti tanti manifestanti, centinaia di migliaia, per un movimento di protesta sociale senza precedenti. Oggi sono tornati, meno numerosi e più rassegnati. Come allora chiedono interventi seri per abbassare il costo della vita e delle abitazioni, sempre più inaccessibili per la classe medio-bassa israeliana.

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Nel 2014 record israeliano di gare d’appalto nei Territori Occupati palestinesi

24 feb 2015

Secondo un rapporto della ong israeliana Peace Now, i bandi annunciati da Tel Aviv per costruire nuove unità abitative in Cisgiordania e Gerusalemme Est sono in media triplicati dal 2013 rispetto al precedente governo Netanyahu del 2009-2013. Da 10 anni mai il numero era stato così elevato.

Roma, 24 febbraio 2015, Nena NewsIl 2014 è stato l’anno in cui il governo israeliano ha lanciato più gare d’appalto negli ultimi 10 anni per la costruzione di colonie nei territori occupati palestinesi. A rivelarlo è stato ieri il gruppo pacifista Peace Now.

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Israele sta correndo verso la prossima guerra a Gaza

Israele sta andando verso il prossimo scontro violento con i palestinesi come se si trattasse di una specie di disastro naturale che non può essere evitato.

26-02-2015   Haaretz

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La prossima Guerra scoppierà nella prossima estate. Israele le darà un altro nome infantile e si svolgerà a Gaza. C’è già un piano per evacuare le comunità che si trovano lungo il confine con la Striscia di Gaza.

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“L’escalation” si verifica quando i palestinesi perdono l’autocontrollo

 

L’esercito israeliano ritiene di essere solo una forza di reazione: non è responsabile dell’escalation e sicuramente non vi dà inizio. Se non fosse per i palestinesi intrappolati tra le basi dell’esercito e le colonie in Cisgiordania, avrebbe potuto conseguire il suo reale obbiettivo di preservazione dell’ambiente.

 

02/03/2015 Haaretz

Il Comando Centrale dell’esercito israeliano sta completando gli addestramenti in vista di possibili scontri in Cisgiordania alla fine di marzo, come dichiarato da Amos Harel su Haaretz di domenica. In effetti, diversi battaglioni di riserva della Divisione Giudea e Samaria [nomi con cui il governoisraeliano chiama la Cisgiordania occupata. N.d.tr.]sono stati richiamati per una serie di esercitazioni intensificate in previsione di un’eventuale escalation della situazione.

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Torture of Palestinian detainees by Shin Bet investigators rises sharply

Haaretz, 07.03.15

 

Hatib’s questioning very quickly turned into torture, what the Ofer Military Court judges call “required by necessity,” “exceptional questioning,” or “special means.” Under torture, Hatib admitted to serving as a lookout for Kawasme and his accomplice, Amar Abu-Aisha, on the night of the abduction. This was a lie; the investigation showed that there was no lookout. The Shin Bet and the military prosecution did not believe Hatib, as can be seen by the indictment he was served, in which there is no mention of involvement in the abduction. He stands accused of firing a rifle in the air in 2006 and later taking part in a large number of Hamas rallies and protests.

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