Siria

Siria: in attesa di Kofi Annan


La Nato ripete di non avere intenzione di intervenire ma il segretario Rasmussen ieri ha commentato il quadro siriano con un inquietante «seguiamo molto da vicino la situazione».


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kofi annan
Roma, 06 marzo 2012, Nena News  – L’ex segretario Onu Kofi Annan, inviato speciale per la Siria, sarà sabato a Damasco (accompagnato dal diplomatico palestinese Nasser al-Kidwa, nipote di Yasser Arafat), che gli ha già dato «il benvenuto». Domani invece arriverà nella capitale siriana Valerie Amos, responsabile Onu per gli affari umanitari a cui per diversi giorni la settimana scorsa era stato “congelato” il visto d’entrata. Anche la Cina si muove e da oggi per due giorni un suo inviato – Li Huaxin, ex ambasciatore in Siria – sarà a Damasco per promuovere «con tutte le parti implicate» un piano in 6 punti annunciato da Pechino domenica. Piano che si basa sull’immediato stop alle violenze, sull’avvio di negoziati (che la Cina considera ancora l’«unica soluzione»), sulla rinuncia a «precondizioni» (leggi, la rinuncia di Assad), sul rifiuto di ogni intervento militare esterno. La Russia manderà il ministro degli esteri Sergei Lavrov al Cairo dove sabato incontrerà i suoi pari della Lega araba. La Nato ha ripetuto di non avere intenzione di intervenire “militar-umanitariamente” in Siria, ma il segretario Rasmussen ha concluso con un inquietante «seguiamo molto da vicino la situazione».

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Siria, al Manna: no a interventi armati mascherati


«Assad è il primo responsabile del conflitto. Ma siamo allergici all'esempio libico». Parla Haytham al Manna, del Comitato per il cambio democratico, ieri a Roma.


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AL MANNA
Roma, 01 marzo 2012, Nena News – «Siamo contrari a qualsiasi intervento armato, sia dall’esterno che all’interno. La rivoluzione siriana deve trovare la strada in modo pacifico». Così dice al manifesto Haytham Manna (nella foto), rappresentante del Comitato nazionale di coordinamento per il cambiamento democratico in Siria (Cncd).

Lo abbiamo incontrato a Roma ieri, ospite di un convegno sulla primavera araba organizzato dalla comunità di Sant’Egidio. Una giornata di riflessione per «fare del Mediterraneo un luogo d’incontro, e per non lasciare solo il popolo siriano», ha affermato il ministro per l’integrazione e la cooperazione, Andrea Riccardi, in apertura. Uno spazio di confronto tra religione e laicità, che ha ospitato intellettuali, donne e uomini politici provenienti dal Libano, dall’Iraq, dall’Egitto…

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Siria: passa con l'87% di sì il referendum costituzionale


Affluenza buona ai seggi per votare la nuova costituzione: pluralismo partitico, elezioni presidenziali e limite di due turni di 7 anni per il presidente. Alcuni sembrano sperarci. Per gli "Amici della Siria" è una burla.

 

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referendum siria
Roma, 28 Febbraio 2012, Nena News – E’ stato approvato con l’87% di voti favorevoli il testo della nuova costituzione introdotto dalle autorita’ siriane. Nella giornata di domenica, più di 14 milioni di siriani sono stati chiamati ai 14.185 seggi elettorali. L’affluenza e’ stata del 57%.

Per alcuni la riforma costituzionale rispecchia il bisogno di riforme e apre le porte al pluralismo partitico. Per altri è una burla. “Ho votato perchè questo è il risultato di riforme introdotte dal presidente – ha dichiarato l’elettore trentaduenne Balsam Kahila intervistato dal quotidiano libanese Al Manar – e se queste riusciranno, avremo una democrazia, non come in Libia e in altri Paesi…. voto nonostante  le gangs armate”.

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‘Arab League and West partners in Assad’s crimes against Syrians

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19 February 2012

As a Western person, I do not accept Zuhair Salim's demand for Western military intervention in Syria. Western intervention will make things worse. Western intervention, military or otherwise, ALWAYS makes things worse. Westerners wage war by launching missiles and dropping bombs from the air. That means killing noncombatants, including children. I do not now have the blood of Syrian children on my hands, but I will if we intervene militarily. No thank you, Mr. Salim: I do not accept your invitation to get the blood of Syrian children on my hands so that you can become a Minister or Ambassador in a new Syrian government. I can't stop you from bloodying your own hands, but you will not bloody mine.

Nuove sanzioni dell'Unione Europea contro la Siria


L'opposizione anti-Assad sostiene che a Baba Amr (Homs), ex roccaforte dei disertori, sarebbero in corso «esecuzioni». I due giornalisti francesi feriti rientrati a Parigi


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red cross
Roma, 03 marzo 2012, Nena News – Sono ancora fermi all’ingresso di Baba Amr gli automezzi della Croce rossa internazionale carichi di aiuti per gli abitanti di questo quartiere di Homs, roccaforte dei ribelli, rimasto sotto assedio per quasi un mese. Secondo i responsabili della Cri, contrariamente a quanto avevano assicurato due giorni fa le autorità di governo, i comandi militari continuano a bloccare l’ingresso al quartiere. Un atteggiamento «inaccettabile» per la Croce rossa. La Siria deve lasciar entrare gli aiuti umanitari «senza condizioni», ha intimato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.

Per gli oppositori, Damasco intenderebbe nascondere quanto sta avvenendo a Baba Amr. Ieri si parlava di rastrellamenti e dell’esecuzione di una decina di uomini accusati di aver aiutato i disertori. Almeno 40 i morti in altre località. Notizie non verificabili attraverso fonti indipendenti ma destinate ugualmente ad accrescere la pressione sul presidente siriano Bashar Assad.

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