Rete ECO

su Il Manifesto, edizione elettronica, il 19 Febbraio 2015

I dirigenti delle Comunità Ebraiche di cui Eleonora Martini raccoglie qui le opinioni dimenticano che gli Ebrei che hanno occupato la Palestina cacciandone gli abitanti Palestinesi, ed opprimendoli in modo indegno di persone civili negli ultimi 67 anni ( ma l'oppressione era iniziata anche prima, sotto la responsabilità britannica), ed hanno fondato lo Stato Ebraico, Israele, hanno commesso e continuano a commettere gravi delitti contro i diritti umani, civili e politici dei Palestinesi. I quali Palestinesi non hanno alcuna responsabilità della Shoah, che è un crimine tutto europeo, commesso da europei contro europei. Ai Palestinesi gli Europei, gli Americani USA e Israele sono debitori di riparazioni per l'espropriazione della loro Terra. Impossibile invece compensare le vite umane massacrate, che non sono monetizzabili: è richiesto però che gli ebrei, e gli occidentali che li hanno sempre appoggiati, in Israele ed in tutto il mondo, si scusino in modo concreto dei loro delitti: mostrando un volto amico e collaborativo nel risolvere il problema della coabitazione in Palestina, mostrando di abolire il disprezzo umano e la arrogante ingiustizia.

Leggi tutto: su Il Manifesto, edizione elettronica, il 19 Febbraio 2015

Sono molto d'accordo...

Su il Manifesto, 28/2/2015, edizione telematica


... con il riassunto efficace e veritiero che Tommaso Di Francesco e Michele Giorgio fanno della situazione Palestinese, e della abbietta posizione servilmente iingiusta del Governo e del Parlamento italiano. I lettori del Manifesto hanno il vantaggio, sui lettori degli altri giornali italiani, di avere un quadro diverso da quello convenzionale dei benpensanti in Occidente, imposto dal pensiero unico a cui nessun altro giornale in Italia, e pochi in Europa, si sottraggono. La mancanza di indipendenza politica della Repubblica Italiana è dimostrata, se ancora occorresse dimostrarla, dall'atteggiamentoi del nostro Paese servile in tutto verso la volontà politica di Israele.

Leggi tutto: Sono molto d'accordo...

Je suis...

il Manifesto, 20 gennaio 2015

L'attacco terroristico contro il settimanale Charlie Hebdo deve essere, ed è stato, condannato come assassinio plurimo ed attacco alla libertà di stampa. Purtroppo queste condanne dei dirigenti politici dell'Occidente non si erano mai verificate per i numerosi attacchi dell'Occidente alla libertà di stampa contro Paesi e persone considerati del terzo mondo, soprattutto quelli Islamici. Lo stesso Charlie Hebdo, dopo la sua libera, e gloriosa, storia dei primi vent'anni circa, era diventato uno strumento della politica occidentale, unilateralmente schierato contro qualsiasi persona o struttura che fosse parte per la causa di popoli Islamici, primo tra tutti quello Palestinese.

Leggi tutto: Je suis...

Una proposta per l’avvio a soluzione del conflitto Israelo-Palestinese

(inviato al Manifesto il 18 dicembre 2014)

In questi giorni il Parlamento Europeo ed i Parlamenti di alcune nazioni europee hanno proposto il “riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Unione Europea” e dei governi di Francia e Gran Bretagna. Altri  parlamenti si apprestano a fare altrettanto, mentre il governo svedese ha già riconosciuto lo Stato di Palestina. L’Italia ci deve ancora pensare su, dato che il nostro Paese, in fatto di politica estera, non sembra una nazione indipendente, e vuole aspettare che siano chiari gli ordini che arrivano da chi è abituato ad essere ubbidito.

Leggi tutto: Una proposta per l’avvio a soluzione del conflitto Israelo-Palestinese

Un risarcimento è dovuto ai palestinesi

Nov 2014

 La guerra, “civile” ed esterna, che devasta la Siria e l’Irak, e minaccia di estendersi a macchia d’olio in tutto il vicino e medio oriente, è legata allo scontro tra gli interessi delle grandi potenze, e alle lotte armate tra religioni ed etnie strettamente intrecciate con questi interessi. Non sfugge il ruolo della politica di Israele in questo complesso scenario, per la sua volontà di far  liquidare dai potenti alleati occidentali i  regimi politici amici del “nemico” Iran, prima che l’opinione mondiale si accorga che l’Iran  è oggi sempre meno “nemico”. Infatti, l’Iran ha una diffusa cultura che sopravvive anche sotto il regime degli Ayatollah, ed un’opposizione capace di generare una leadership politica. Questo non sembra percepito dalle dirigenze politiche Occidentali, dominate come sono dall’influenza israeliana.

Leggi tutto: Un risarcimento è dovuto ai palestinesi

Informazioni aggiuntive