Siria: USA forzano, Russia e Cina pongono veto all'ONU
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- Categoria: Siria
- Pubblicato Martedì, 07 Febbraio 2012 03:47
- Scritto da Michele Giorgio
Mosca e Pechino hanno bloccato con il veto la risoluzione di condanna della Siria che prevedeva una richiesta di dimissioni immediate del presidente Bashar Assad.
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Notizie che hanno fatto scendere in campo lo stesso presidente americano Barack Obama che ha definito «inevitabile» il collasso del regime di Assad. «Una Siria senza Assad – ha affermato Obama – potrebbe essere un Paese in cui tutti i cittadini siano soggetti alla legge e dove le minoranze siano in grado di esercitare i loro legittimi diritti e mantenere le proprie identità e tradizioni, quali cittadini a pieno diritto di una Repubblica unita». Parole che intendevano anche mettere sotto pressione la Russia, alleata di Damasco, che si oppone ad una «soluzione libica» per la Siria, ossia ad una nuova «guerra umanitaria» in Medio oriente guidata dall’Occidente e sostenuta dalla petro-monarchie del Golfo. Un intervento militare internazionale secondo Mosca, non farebbe altro che gettare la Siria nel baratro delle guerra civile. Il ministro degli esteri russo Lavrov, accompagnato dal capo dell’intelligence, è atteso tra un paio di giorni a Damasco.
Che nel distretto Khalidiya di Homs sia avvenuto, nella notte tra venerdì e sabato un bagno di sangue senza precedenti non sembrano esserci dubbi, malgrado rimanga arduo verificare l’attendibilità delle notizie contrastanti diffuse da opposizione e governo siriano. Le immagini giunte dalla città e messe in rete sono eloquenti. Sulle vittime invece non è stato possibile, almeno fino a ieri sera, dare un bilancio certo. L’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, con sede a Londra e vicino al Consiglio nazionale siriano (Csn), la piattaforma filo-occidentale dell’opposizione, ha riferito che almeno 217 persone sarebbero state uccise. Nel corso della giornata il numero delle vittime è salito a 400 (fonte al Arabiya). L’agenzia Reuters invece ieri sera fissava il suo bilancio a 237, con centinaia di feriti. Il bombardamento della città sarebbe cominciato intorno alle 20 di venerdì. Non è noto però per quale ragione le forze armate governative avrebbero aperto il fuoco contro Homs in modo così massiccio e devastante. Dall’altro lato appare inverosimile la versione data da Damasco di «terroristi» che hanno lanciato ordigni in modo indiscriminato. Forti reazioni all’accaduto si sono registrate al Cairo, Atene, Londra, Berlino, Kuwait city dove si sono avvenuti assalti alle ambasciate siriane. La Tunisia ha rotto le relazioni diplomatiche con Damasco. Nena News
