ancora sul Centro Peres

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From: Giorgio Forti
                              

            18 Giugno 2012
Egregio dottor Baffert,
                                              
abbiamo nuovamente letto di un Suo reiterato sostegno al progetto 'Saving children' del Centro Peres. Purtroppo, tocca rammentare che questo Centro è stato fondato nel 2006, da Shimon Peres, l’attuale Presidente della Repubblica di Israele: il responsabile, tra l'altro, del massacro di Qana in Libano, causato da un bombardamento israeliano mentre Peres era, di Israele, il primo ministro. Dimostrando tra l'altro uno scarsissimo senso del pudore, detto centro, che si intitola a Peres, si chiama 'per la pace'.

 

Il centro esisteva da più di due anni, quando Peres ha sostenuto Piombo fuso, con i bombardamenti di Gaza. Purtroppo - e lo diciamo per davvero - non ricordiamo  una parola che sia una, dei sostenitori di 'Saving children', contro i massacri - anche di bambini innocenti - voluti da Israele a Gaza. All'epoca, questo Peres 'pacifista' si era espresso chiaramente, senza possibilità di dubbio alcuno, perché i bombardamenti continuassero. Era già, all'epoca, Presidente di Israele: una sua parola per la pace avrebbe avuto influenza. Ha deciso di spenderla, ma per la guerra.
Ora, da Piombo fuso, sono passati più di tre anni. Il centro Peres 'per la pace' nemmeno il dovere di cambiare nome, ha sentito il dovere. Di fatto, si giova del nome di Peres, tuttora Presidente di Israele, per procurarsi finanziamenti abbondanti tramite le solite vie della pressione politica. Finora i fondi giunti al centro Peres a tutto sono serviti, fuorché a garantire la possibilità di scelta dei medici palestinesi, costretti a usufruire, per i casi difficili, della sanità dell'occupante e non di quella di altri Paesi, o di medici specialisti che vengono a prestare la loro opera in ospedali palestinesi, e ce ne sono, da diversi Paesi compresa l’Italia
Lei riporta che ciò a cui mira 'Saving children', è 'alleviare la sofferenza dei bambini palestinesi'. Purtroppo, continuiamo a  dubitare che sia un segno di pace intitolare il Centro a un personaggio che, i bambini di Gaza, ha trovato appropriato bombardarli. Pensiamo tuttora che questa struttura abbia uno scopo primario: quello di coprire le atrocità israeliane, presentando a un'opinione pubblica, facilmente preda di una sapiente propaganda mediatica, invece delle tremende immagini dei bambini feriti e uccisi, qualcuna di un bambino curato.
Egregio dottor Baffert: un centro veramente per la pace, non sarebbe meglio intitolato a uno di quei pochi israeliani che si oppone coraggiosamente all'occupazione e alla guerra? Non sarebbe meglio suggerire ai sostenitori di detto Centro di opporsi ai bombardamenti, anche quando perpetrati dal proprio governo?
Se 'Saving children' ha davvero a cuore la salute dei bambini palestinesi, perché non dice una parola chiara contro chi li rinchiude in ghetti con poca acqua, contro chi li ha bombardati e uccisi?


  Paola Canarutto – Presidente Rete-ECO
 Giorgio Forti, Giorgio Canarutto, Carla Ortona, Miryam Marino, Susanna Sinigaglia, Stefania Sinigaglia ( tutti di Rete ECO)

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