Home Jewish Groups Rete ECO
Rete ECO
con affetto | Print |
Written by Rete-ECO   
Friday, 02 July 2010 10:14

28 giugno 2010

Caro Manifesto,

siamo al corrente del fatto che, insieme agli attacchi violenti in Campidoglio di un certo numero di appartenenti alla Comunità Ebraica di Roma contro i pacifisti che manifestavano a favore delle migliaia di Palestinesi incarcerati nei Territori Occupati, ci sono state nei giorni scorsi telefonate ingiuriose ed attacchi per iscritto contro il Manifesto.
Vogliamo qui esprimervi tutta la nostra solidarietà e la nostra stima per la costante opera di informazione che conducete sui problemi di Palestina-Israele, e sul Medio Oriente in generale, esteso ad Est. Apprezziamo molto la vostra opera, che consideriamo non solo informativa (in un ambiente mediatico italiano che ha fatto della disinformazione il suo costume opportunistico), ma anche formativa, perché in pubblicate, criticamente, punti di vista e testi variati ed indipendenti.

Read more...
 
Condanniamo l'aggressione | Print |
Written by Rete-ECO   
Tuesday, 29 June 2010 19:45

La Rete ECO, Ebrei contro l'Occupazione, condanna l'aggressione subita da uomini e donne che manifestavano pacificamente sulle gradinate del Campidoglio da parte di un gruppo di persone che sventolavano bandiere israeliane

Come ha scritto Alessandra Mecozzi, i manifestanti avevano un chiaro messaggio scritto sullo striscione" senza la loro libertà non saremo mai liberi". Hanno manifestato per «ricordare gli oltre 11 mila civili palestinesi ristretti nelle carceri israeliane, molti di loro senza possibilità di difendersi, il milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nella Striscia di Gaza trasformata nella più grande prigione a cielo aperto esistente al mondo e per onorare i 1417 morti palestinesi dell'operazione Piombo Fuso», nonché «i 9 morti della motonave Marmara che trasportava aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, uccisi dalle forze speciali israeliane il 31 maggio scorso». Il Comune di Roma ha sbagliato, non nel chiedere la libertà per il soldato Shalit, spegnendo le luci del Colosseo, ma nel non chiedere la libertà anche per i prigionieri palestinesi e per la popolazione di Gaza, ha sbagliato gravemente nel non ricordare le vittime dell'esercito israeliano. Del resto è proprio la madre del soldato Shalit che ha fatto un appello agli israeliani perché premano sul Governo per uno scambio di prigionieri!

La faziosità dell'iniziativa al Colosseo, attivata dal Comune su richiesta della Comunità Ebraica, ha aperto la strada all'aggressione da parte del gruppo di giovani che, alla fine della manifestazione al Colosseo, si dirigevano verso il quartiere ebraico. L’aggressione dei giovani della Comunità non è un comune atto di teppismo, ma violenza fascista.

Read more...
 
Freedom Flotilla | Print |
Written by Emiliano Bottacco   
Friday, 04 June 2010 23:15

4 giugno 2010

Paola Canarutto, qual è la posizione di Rete ECO in merito alla vicenda della Freedom Flotilla?

Come tutti i gruppi, non sempre la pensiamo nello stesso modo, ma questa volta siamo concordi nel dire che si tratta di un atto criminale compiuto per proseguire un assedio a sua volta criminale, dal momento che Israele ha impedito alle navi di raggiungere i palestinesi rinchiusi nella Striscia ormai da anni, per punirli di aver eletto un governo Hamas. Troviamo inoltre criminale che siano stati uccisi dei pacifisti e, in particolar modo, che si sia scelto di colpire i turchi - evidentemente considerati meno umani degli europei.

Crede che l’aver assalito la nave turca sia stato quindi un atto deliberato?

Sicuramente è stato un atto deliberato l’aver colpito la nave turca anziché, ad esempio, quella svedese. Questo per un insieme di motivi politici. Innanzitutto perché così non si rischia un incidente diplomatico del calibro di quello che si sarebbe verificato se fossero stati colpiti europei. Poi penso che ci sia stato, da un lato, del razzismo, dall’altro, l’idea che i turchi sono musulmani - e che non fanno quindi parte della tradizione “giudaico-cristiana” dell’Europa. Questo anche se la Turchia è in rapporto di alleanza con Israele.

Che rapporti ha la vostra associazione con gli organizzatori della Freedom Flotilla?

Noi abbiamo dato il nostro contributo, anche economico, alla Freedom Flotilla, anche perché facciamo parte di EJJP (European Jews for a Just Peace), un’organizzazione che raggruppa associazioni ebraiche di 10 Paesi europei. Nella Freedom Flotilla, a bordo della nave svedese, era presente il presidente di EJJP, Dror Feiler, e un appartenente al JIPF, il gruppo svedese di EJJP, nella persona di un pediatra. Il 2 giugno, su Le Monde, un articolo ha raccontato del pestaggio di Dror da parte di forze di sicurezze israeliane.

Read more...
 
La «banalità del male» | Print |
Written by Giorgio Forti   
Thursday, 03 June 2010 06:01

il Manifesto, 2 giugno 2010

Le forze armate israeliane hanno attaccato «vittoriosamente» la flottiglia dei volontari disarmati che, partiti da molti Paesi, volevano raggiungere Gaza, portando 10mila tonnellate di cibo, cemento per ricostruire, libri e quaderni per le scuole, medicinali ed altri generi di prima necessità. Tutte cose per sopravvivere meno miserabilmente a Gaza: ma è proprio questo che Israele non vuole, che Gaza diventi un posto vivibile. Perché i palestinesi arabi se ne debbono andare, con le buone o con le cattive. Quella terra, come Gerusalemme e tutta la Cisgiordania, nei progetti sionisti sono la Terra di Israele, promessa da Dio al popolo di Israele, la Nazione Ebraica. L'ideologia nazionalista ha conquistato la maggioranza degli ebrei in Israele e nella diaspora, distruggendo la cultura internazionalista a cui tanto avevano contribuito, in Europa ed in America, dal 17esimo secolo in poi. La Nazione è l'idolo più sanguinario che l'umanità abbia mai adorato e richiede la completa dedizione dei suoi figli, per la vita e la morte, senza distinzione tra figli e figliastri al servizio dei figli. L'infedeltà alla Nazione ed al suo feticcio, la bandiera, è punito con la massima severità: è tradimento. Il governo israeliano ha in questi mesi ribadito questi concetti, e su questa base sta riducendo lo spazio della libertà di esprimersi, a voce e per iscritto. È già stato preannunziato che chi non giura fedeltà allo Stato ebraico può esser privato della cittadinanza, e quindi espulso, così stabilendo di diritto (di fatto lo era già da tempo) che Israele è la Stato degli Ebrei, fondato sull'etnia e ... sulla religione, anche se solo una minoranza la pratica. La Nazione è il vero ente unificante: ad essa hanno ubbidito i soldati che hanno assassinato in mare un certo numero di persone, ubbidendo agli ordini dei loro ufficiali, i quali hanno ubbidito al governo di Israele. Ricordate «la banalità del male» di Hannah Arendt, che aveva seguito come corrispondente il processo Eichmann? L'assassino di Auschwitz, alla domanda del giudice se si riconoscesse colpevole, ha risposto: «No, nel senso dell'accusa», perché non ha fatto che ubbidire al suo capo. Anche i soldati che hanno ucciso più persone (sapremo presto il numero esatto) hanno ubbidito agli ordini ed hanno ucciso per «banale» ubbidienza, magari con convinzione. Eppure, proprio in Israele è stata teorizzata e messa in pratica dai Refusenicks la disubbidienza agli ordini ingiusti, perché il primato spetta alla coscienza personale. Esistono dunque due volti di Israele: quello violento della nazione razzista, maggioritario, e quello per ora ultraminoritario delle donne e uomini che resistono al primo, e considerano i loro coabitanti palestinesi come uguali in umanità, diritti e doveri. Il resto del mondo, soprattutto Europa e Stati Uniti, hanno una precisa responsabilità nel promuovere questo secondo Israele, che diventi quello del futuro. Ma per questo dovrebbero loro stessi liberarsi della idolatria nazionale, il che non sembra imminente.

 
L'attacco alla Freedom Flotilla | Print |
Written by Giorgio Canarutto   
Wednesday, 02 June 2010 20:35

31 maggio 2010

Condanniamo l'orrendo attacco contro la Freedom Flotilla, compiuto dalla marina israeliana in acque internazionali, uccidendo almeno 10 pacifisti.
Affermiamo con forza che è criminale chi uccide gente inerme, non chi porta aiuti alla popolazione assediata di Gaza.
Affermiamo con forza un principio che dovrebbe essere condiviso nel mondo civile: "Non uccidere".

Read more...
 

Page 3 of 34

«StartPrev12345678910NextEnd»